14 passi per realizzare form di sottoscrizione che convertono

Peep Laja

articolo orginale:

14 Steps to Building Sign-up Forms That Convert?

La crescita della vostra mailing list e la generazione di contatti dovrebbe essere uno dei punti focali del vostro lavoro di marketing. Se Groupon non avesse oltre 115 milioni di sottoscrittori, o se Appsumo non ne avesse 500.000 (ad oggi, rispettivamente oltre 260 milioni e oltre 700.000 – n.d.t.), non avrebbero un business.

Troppe aziende non prestano sufficiente attenzione a questo aspetto e si limitano a mettere insieme qualcosa (e poi si lamentano che la generazione di contatti online non funziona). Questo post parla di come realizzare form di sottoscrizione e per l’adesione alle e-mail, che convertono. leggi il seguito …

Il peso pubblicitario e la notorietà

Jeff Sexton

articolo orginale:

Share of Voice Vs. Share of Mind

“Nessuno conta il numero di annunci pubblicati; la gente ricorda solo che impressione gli fate”. -William Bernbach

“Prima di poter avere una quota di mercato, dobbiamo avere una quota nei loro pensieri”. – Leo Burnett

Share of Voice (peso pubblicitario): quanta, della pubblicità fatta all’interno del vostro settore e nel vostro mercato, è vostra?

Share of Mind (notorietà): quando la gente pensa al vostro prodotto o servizio, quale marchio o azienda gli salta in mente? Qualcuna di quelle è vostra? Siete la prima azienda a cui pensano, o l’ultima? E cosa provano quando gli viene in mente il vostro marchio?

Ma dimentichiamoci delle definizioni di questi termini; ecco in che modo la leggenda della pubblicità Dave Trott mi ha fatto comprendere la grande differenza fra Share of Voice e Share of Mind: diciamo che 19 annunci di aziende concorrenti si stanno già guadagnando “l’esposizione” verso i vostri potenziali clienti. leggi il seguito …

Annuncio dello studio dei fattori di ranking per il 2015

Rankig Factors 2015

Di Cyrus Shepard

MOZ

articolo orginale:

Announcing the 2015 Search Engine Ranking Factors Study

11 Agosto 2015

Siamo lieti di annunciare i risultati dello studio semestrale di Moz sulle correlazioni con il ranking dei motori di ricerca, e l’opinione degli esperti, meglio noto come Ranking Factors.

Lo studio sui fattori di ranking di Moz aiuta a identificare quali attributi delle pagine e dei siti hanno l’associazione più marcata con le prime posizioni su Google. Lo studio si compone di due parti: un sondaggio di opinione dei maggiori professionisti della SEO ed un ampio studio di correlazione.

Quest’anno, con l’aiuto dell’esperto di analisi dei dati di Moz Dr. Matt Peters, dei nuovi partner che hanno fornito ulteriori dati e strumenti di analisi e più di 150 professionisti del search marketing, siamo stati in grado di studiare più elementi di tutti gli anni precedenti. Nel complesso abbiamo misurato oltre 170 correlazioni e raccolto più di 15.000 diversi set di misurazioni dal nostro gruppo di esperti SEO.

Siete pronti a scavare? leggi il seguito …

I dieci Comandamenti del Link Building

Eric Ward

articolo orginale:

Ten Commandments of Link Building

9 Agosto 2015

I – Usa i link non solo per cercare favori da Google*

(* Se il successo del tuo sito dipendesse solo da Google, esso ti distruggerebbe, o peggio, ti mostrerebbe nel box Knowledge Graph senza l’attribuzione. Ironia della sorte…)

II – Coloro che puntano link in cambio di oro sono le meretrici dei link*

* Avvertenze:
a) Mettere un link in cambio di un link di ritorno a volte è una forma di prostituzione.

b) Filosoficamente parlando, concordo sul fatto che tutti i link vengono pagati in un modo o nell’altro, ma questa discussione a LinkMoses fa venire il mal di testa.

c) Offrire sconti agli studenti per dei link su domini .edu può aver iniziato l’attacco al tempio. Recentemente ne ho visto uno sui kit per i test di paternità. Demograficamente rilevante? Certo, ma offensivo. Risparmiare il 10% su un test di paternità è l’ultima delle tue preoccupazioni. leggi il seguito …

La tragedia delle aspettative modeste (e la trappola dei sogni fasulli)

Seth Godin

articolo orginale:

The tragedy of small expectations (and the trap of false dreams)

24 giugno 2015

Chiedete a un centinaio di studenti della Harvard Business School, se si aspettano di trovare un buon posto di lavoro dopo laureati e tutti quanti risponderanno “sì”.

Chiedete a una vivace ragazzina di dieci anni se si aspetta di avere la possibilità di fare carriera come matematica ed è probabile che abbia già subito il lavaggio del cervello che le farà rispondere “no”.

Le aspettative non sono garanzie, ma ci danno la possibilità di agire come se lo fossero, di barattare il presente per il futuro, di investire nel lavoro duro e produttivo e nel sognare il nostro modo di lasciare il segno.

Le aspettative funzionano per due motivi: in primo luogo, ci danno l’entusiasmo e la fiducia per lavorare sodo, poi, come fa un placebo, in modo sottile cambiano il nostro atteggiamento e ci danno la solidità necessaria a superare i periodi bui. “Verosimilmente” ci danno l’energia per perseverare. leggi il seguito …

Fare soldi con il ciclo di vita del cliente: la Latenza del cliente

Jim Novo

articolo orginale:

Making Money with the Customer LifeCycle: Customer Latency

22 Agosto 2001

Introduzione di Jim:
la Latenza è una delle metriche di tipo “Trip Wire(innesco su evento – n.d.t.) più semplici da realizzare e potete utilizzarla per ricavare più soldi dal marketing verso i clienti, sia che usiate un pacchetto CRM, che un foglio di calcolo, per gestire il vostro business. Questo articolo è la seconda parte di una serie sulle tecniche di Behavioral Marketing.

Parte 1: Trip Wire Marketing
Parte 3: Latency Profiles
Parte 4: High ROI Latency Promotion
Parte 5: Extending the LifeCycle

In base ad un sondaggio nazionale, il 50% dei marketing manager non conoscono il tasso di defezione dei loro clienti e l’altro 50% sottostima il reale tasso di defezione. Dopo aver letto questa statistica scioccante, ho pensato che fosse il momento di scrivere una serie di articoli sul ciclo di vita del cliente, ed in che modo può essere utilizzato sia per monitorare la defezione dei clienti, che per definire opportunità ad elevato ROI, per mantenere i clienti prima che se ne vadano.

Se comprendete il ciclo di vita del cliente, potete prevedere i punti di defezione principali e agire prima che i clienti se ne vadano. Questo è il marketing con il ROI più elevato che potete fare, perché è più economico di cercare di recuperare chi se n’è già andato (infatti dopo la defezione del cliente la risposta è molto più bassa) e inoltre preserva l’investimento sul cliente ed i futuri profitti che ci darà.

Quindi in questo articolo faremo un giro nella terra del marketing basato sul LifeCycle e daremo un’occhiata a una delle metriche più semplici del LifeCycle del cliente: la Latenza leggi il seguito …

Possiamo posizionarci su Google senza link? I nuovi dati indicano un’esile possibilità

Di Cyrus Shepard

MOZ

articolo orginale:

Can You Rank in Google Without Links? New Data Says Slim Chance

9 Giugno 2014

Per anni, abbiamo sentito i proclami di Google sulle aziende che dovrebbero smettere di concentrarsi sul link building. Anche se è convinzione comune che il link building manipolativo, finalizzato ad ottenere posizioni di prominenza nei risultati delle ricerche, dovrebbe essere evitato, circola una credenza diffusa che vorrebbe convincerci che i link esterni non siano importanti negli algoritmi di ranking di Google e che il link building possa essere tranquillamente ignorato. C’è qualcosa di vero?

Per scoprirlo, abbiamo estratto nuove informazioni dal nostro studio semestrale di correlazione sul ranking, di prossima pubblicazione, condotto dal ricercatore di Moz dottor Matthew Peters.

leggi il seguito …

Perché 100 veri follower sono tutto ciò che vi serve

Tim Soulo

articolo orginale:

Why 100 True Followers Is Really All You Need

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Nel 2008 Kevin Kelly scrisse un articolo in cui suggeriva che “un artista ha bisogno solo di 1000 fan autentici per avere di che vivere“.
Quell’articolo generò un bel po’ di discussioni ed è stato tradotto in altre nove lingue.

Beh, siamo nel 2015 e mi piacerebbe rivisitare quel pezzo.

Infatti ho intenzione di applicare il concetto di Kevin ai vostri follower sui social media e spiegare perché penso che 100 veri seguaci di Twitter, siano davvero tutto ciò che serve. leggi il seguito …

Misurare il dis-engagement

Jim Novo

articolo orginale:

Measuring dis-engagement

22 Giugno 2015

L’engagement è importante … finché dura. Giusto?

Una cosa che continua a lasciarmi perplesso sono tutte le risorse che vengono impiegate per misurare l’engagement e per riuscire ad utilizzare quei risultati come metrica di business, o come modello di comportamento online.

Se l’engagement è così importante da valutare (e può esserlo, a seconda di come lo si definisce) allora la cessazione dell’engagement non dovrebbe essere altrettanto importante? Se si vuole creare engagement, non dovremmo anche preoccuparci del perché, o del come fallisce o finisce? E se la sua fine è importante, che ne direste della durata dell’engagement come indicatore di “qualità”?

Sembra abbastanza logico che la fine dell’engagement sia importante; chiamiamola dis-engagement. E’ un concetto estremamente semplice: quale percentuale di visitatori, o di clienti, che oggi sono “engaged” (comunque si definisca l’engagement), saranno ancora engaged una settimana dopo? E dopo 3 mesi? leggi il seguito …

Come Google può utilizzare i dati di uso della ricerca e la navigazione dell’utente, per determinare il ranking – Whiteboard Friday

video originale - Whiteboard Friday Moz.com

Rand Fishkin

moz logo

trascrizione dal video orginale:

How Google May Use Searcher, Usage, & Clickstream Behavior to Impact Rankings – Whiteboard Friday

9 Giugno 2014

Un recente brevetto di Google propone un nuovo elemento di ranking che ha implicazioni enormi per il marketing. In questo Whiteboard Friday, Rand racconta di cosa parla il brevetto, cosa significa in pratica e aggiunge una sua interpretazione per farci riflettere sulla direzione che Google sta prendendo.

Trascrizione del video

Salve fan di Moz e benvenuti a questa nuova puntata Whiteboard Friday. Questa settimana faremo una chiacchierata su alcune cose che Google sta apprendendo, riguardo alle ricerche web e ai navigatori del web, che possono influire sul posizionamento.

Un paio di settimane fa mi sono esaltato nel vedere che Google aveva ottenuto la concessione di un brevetto, che avevano presentato diverso tempo prima. Questo brevetto viene da Navneet Panda che, come molti nel mondo SEO ricorderanno, è anche l’ingegnere da cui prende il nome il Panda update di Google.

Bill Slawski ha fatto un eccellente lavoro di analisi del brevetto sul suo sito; lì sono anche riportati alcuni degli schemi presenti nel brevetto originale. Il linguaggio dei brevetti a volte può essere poco chiaro, ma questo invece era di una chiarezza sorprendente e altrettanto lo sono anche alcune evidenti conseguenze per il web marketing.

leggi il seguito …

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