Gli articoli di Gerry McGovern

Non avete bisogno di una strategia ‘Mobile’

I dispositivi mobili ormai rappresentano una realtà consistente per l’e-commerce e molte aziende reagiscono a questo cambiamento, così come hanno reagito all’entrata in scena dei social media: precipitandosi a creare una presenza nel nuovo spazio verso cui sembrano spostarsi le mandrie di clienti. E’ questo il punto: reagiscono al nuovo fenomeno, invece di pianificare, invece di prevederlo, studiarlo e attenderlo. Questa miopia che porta a rincorrere gli eventi fa agire le aziende secondo delle tattiche che vengono puntualmente scambiate per strategie.

Dire la verità non è un peccato di marketing

E’ inevitabile mentire nel marketing? Dai cartelloni e dagli schermi televisivi spuntano fuori volti felici, famiglie allegre e cieli sereni. Ma la pubblicità che prospetta felicità illusorie, promesse mendaci, rimedi miracolosi, oggi produce una reazione negativa da parte delle persone. Vengono percepite come smaccatamente false. E’ possibile che le aziende stiano buttando al vento un tale volume di soldi, giorno dopo giorno?

Il potere dell’intelligenza collettiva

E’ a Neil Armstrong che spetta il merito di essere il primo uomo che ha camminato sulla Luna? Wikipedia è l’opera di Jimmy Whales? E Linux è l’opera del solo Linus Torvald? Nemmeno Google è il risultato di Sergey Brin e Larry Page, ma della collaborazione di una moltitudine di menti creative.
Il web collega la gente, gli permette di collaborare coma mai prima d’ora; è un’opportunità senza precedenti per vedere all’opera l’intelligenza collettiva.
Il web sta cambiando la nostra civiltà, più di quanto abbia mai fatto ogni singolo grande uomo.

Cosa possiamo imparare da Yahoo

Sembra incredibile che un marchio come Yahoo che segnò l’inizio delle directory web e poi dei motori di ricerca, si rimasto ancorato alla visione del web marketing come ad una declinazione elettronica del marketing classico, quello fatto di brochures e cartelloni pubblicitari. Come se il cliente fosse un passante distratto di cui dovessimo attirare l’attenzione. Oggi il tempo è la risorsa di gran lunga più preziosa ed è con questa moneta che il cliente ci paga quando viene sul nostro sito; ricambiamolo con qualcosa che per lui abbia almeno quel valore. Fargli vedere un banner inutile non è gratis né per lui, né per noi.

Misurate il comportamento negativo, non solo quello positivo

La percentuale di click su un banner o su una email pubblicitaria, può anche essere vista al negativo: quanti sono quelli che non hanno gradito il banner, che lo hanno trovato fastidioso, di ostacolo, che hanno cancellato l’email senza aprirla? Ci riteniamo diversi da chi fa spamming perché teniamo alla nostra immagine, ai nostri clienti ed alla loro predisposizione all’acquisto, allora questo valore è probabilmente più importante del click-through.

La navigazione web deve guardare avanti, non indietro

Una segnaletica malfatta ci riporta al punto di partenza; ogni giorno sui siti web migliaia di persone provano la stessa frustrazione a causa di una navigazione sbagliata. Succede quando i link non sono progettati per aiutare il cliente a muoversi nella direzione del suo obiettivo.