La sfida per gli scrittori dei contenuti web

Gerry McGovern

articolo orginale:

The challenge for writers of web content

24 maggio 2015

La sfida per noi che scriviamo per il web è che pensiamo che la gente voglia leggere i nostri contenuti. Invece non vogliono.

Il Web non è un libro giallo. La gente non vuole farsi “risucchiare” dentro il contenuto che scriviamo. Per loro, essere risucchiati dentro, è qualcosa da evitare a tutti i costi. Nel 2000 la durata media dell’attenzione era di 12 secondi, oggi è 8 secondi. La curva dell’attenzione di un pesce rosso è di 9 secondi. La maggior parte delle persone viene sul Web perché ha una lacuna informativa, forse è saltata fuori, o c’è qualcosa che non conoscono, o che devono fare.

Sono alla ricerca di un ponte per superare quel vuoto informativo. Vogliono attraversare quel ponte il più rapidamente possibile. L’essenza degli scrittori non è questa, gli scrittori per loro natura sono narratori. Gli scrittori necessitano di lettori e il successo assoluto per uno scrittore è quando un lettore che si perde nel suo mondo.

Gli scrittori vogliono condividere e hanno bisogno di un lettore con cui farlo. Gli scrittori vogliono aiutare, vogliono spiegare, ma troppo spesso si innamorano del mestiere stesso di scrivere, dell’odore e del fruscio della carta, delle stesse parole. Ma la maggior parte dei contenuti web deve essere invece estremamente semplice da fruire e di uso pratico. Il contenuto in se non è la destinazione, è un cartello indicatore che porta rapidamente e facilmente la gente indaffarata, con una vita affollata di impegni, dove devono andare.

Ma noi scrittori siamo un po’ come i vampiri, vogliamo succhiare il vostro tempo. Non vogliamo nient’altro che trascorriate quanto più tempo possibile insieme alle nostre parole. Questo è il vero successo per uno scrittore. Come scrittori camminiamo sospesi sul filo tra l’empatia e l’ego.

Le stesse organizzazioni sono le più bisognose di scrittori. Ancora oggi, nel 2015, un gran numero di siti web e intranet sono pieni di progetti dettati dalla vanità. Alcuni comunicatori passano più tempo a lucidare l’ego degli alti dirigenti, che a servire i loro clienti. Il linguaggio che usano è volutamente complesso, perché se fosse chiaro il cliente si renderebbe conto che si tratta di un pessimo affare.

Ogni volta che trovate siti web con contenuti entusiastici, immagini di volti sorridenti e un oscuro linguaggio “legalese”, potete stare sicuri che sotto tutta quella cortina fumogena risiedono pratiche commerciali anti-cliente. Ma questo genere di approccio non funziona più tanto bene. La propaganda dell’organizzazione ha calcato troppo la mano, oggi il cliente è sempre più cinico, scettico, meno fiducioso e meno fedele.

Gli scrittori devono cominciare a spargere i semi della chiarezza e della trasparenza; dopo tutto il Web è fatto di contenuti. Ma per riuscirci dobbiamo iniziare cambiando il nostro modo di pensare. Non dobbiamo fissarci sul coinvolgere, ma piuttosto sull’informare. Non dobbiamo concentrarci sul fare in modo che le persone trascorrano il tempo sui nostri contenuti, ma piuttosto nel cercare di far loro risparmiare tempo.

Dobbiamo proseguire nella ricerca incessante della minima quantità di contenuti necessaria per consentire alle persone di completare i loro compiti. Cerchiamo di affinare, testare, perfezionare, pensare e concentrarci costantemente sui nostri clienti. Senza le competenze del web writer il Web perde molto del suo potenziale.

Gerry McGovernGerry McGovern

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