Un flash su cosa i designers dovrebbero sapere su HTML5 e CSS3
Si parla molto dell’HTML5 come della soluzione che porterà l’interattività delle applicazioni native, anche sul web, senza bisogno di ingombrati librerie Javascript. Osservandolo da vicino ci si accorge che in giro si sentono troppi slogan e molta confusione; prima di tutto il grosso delle novità arriva dal CSS3, che si dimostra effettivamente una soluzione a molti problemi importanti, quali la portabilità dello stesso sito browser per desktop e browser su dispositivi mobile.
I venditori al dettaglio si tuffano nell’ecommerce mobile: una panciata
Le applicazioni di ecommerce per dispositivi mobile ad oggi sono ancora poche e carenti; per lo più si tratta di versioni ridotte del sito ufficiale, una specie di “applicazioni giocattolo”. Eppure l’utilizzo dei desktop e laptop per usi non strettamente professionali, sta mostrando una flessione inesorabile in favore dei dispositivi mobile. nel prossimo futuro il mobile commerce sarà predominante; per i commercianti si tratta di una opportunità eccezionale da cogliere adesso. Ma i designer di queste applicazioni non devono cadere nell’errore di considerare le app come fratelli minori del sito principale (fra non molto non sarà più quello principale), e uno schermo ridotto non vuol dire funzionalità ridotte, ma design più efficace e nuove idee.
Comunità connesse in movimento
I Social media sono il fenomeno più popolare dei nostri giorni, hanno già cambiato molte abitudini quotidiane e tutti ne parlano, ma nonostante tutto, le loro potenzialità sono ancora in gran parte da scoprire e sviluppare. La comunità può essere un grande aiuto al momento giusto, ma bisogna che sia la comunità giusta e che i suoi membri siano motivati a darsi un servizio l’un l’altro. Questo articolo parla di un paio di storie di successo, nate da imprenditori che hanno visto un’opportunità dove gli altri vedevano solo un problema.
Cosa possiamo imparare da Yahoo
Sembra incredibile che un marchio come Yahoo che segnò l’inizio delle directory web e poi dei motori di ricerca, si rimasto ancorato alla visione del web marketing come ad una declinazione elettronica del marketing classico, quello fatto di brochures e cartelloni pubblicitari. Come se il cliente fosse un passante distratto di cui dovessimo attirare l’attenzione. Oggi il tempo è la risorsa di gran lunga più preziosa ed è con questa moneta che il cliente ci paga quando viene sul nostro sito; ricambiamolo con qualcosa che per lui abbia almeno quel valore. Fargli vedere un banner inutile non è gratis né per lui, né per noi.
Come far ruggire di passione il cuore dei vostri clienti per il vostro marchio: anatomia dello spot “Freedom” del Dodge Challenger
Scomposizione di uno spot di successo, nei suoi vari livelli di comunicazione. Uno spot pubblicitario anche se fatto di poche parole, ci parla con molte voci; una sola la udiamo distintamente, le altre non affiorano neppure alla coscienza, ma sono quelle che ci motivano all’acquisto.
Il segreto fondamentale del marketing su Facebook
Da quando le aziende hanno cominciato a considerare Facebook come un possibile canale di comunicazione verso i propri clienti, sono proliferate la fan page aziendali, per lo più senza un obiettivo o una strategia di marketing. Come all’inizio del web, quando bisognava avere un sito perché gli altri lo avevano o lo avrebbero avuto, così oggi si deve avere una fan page su Facebook, o un account su Twitter, o su YouTube, perché i concorrenti ce l’hanno o ce l’avranno. Ma in effetti c’è un modo per trasformare i costi sostenuti per la presenza su Facebook, in profitti.
Vendere noccioline agli scoiattoli
Si fa marketing e si cerca di vendere ad un pubblico che ha una sua visione del mondo consolidata. Ogni comunità ha la sua prospettiva del mondo che inevitabilmente influenza il giudizio e l’interesse sul prodotto pubblicizzato; le stesse parole hanno significati e connotazioni differenti in comunità diverse. Lo stesso messaggio pensato per piacere a tutti, non funziona per nessuno.

