Un evento Lean può fallire! Come prevenirlo?

Marco Pirri

26 Dicembre 2012

Eh si…la Lean non è una bella favola Disney a lieto fine, perché impatta su attività “reali” e per questo un evento può avere anche un esito negativo. Non solo, ma l’evento Lean, che porta spesso con sé qualche piccolo o grande cambiamento, è addirittura un progetto ad ALTO RISCHIO FALLIMENTO. Per restare in tema con il tormentone di oggi, diciamo che giocare con la Lean è come giocare in borsa: è più facile perderci che guadagnarci.

Potrei dire, basandomi su un po’ di esperienza, che il 70% degli eventi non ha il successo sperato.
Nonostante questo non ci si deve scoraggiare (questo mai!!!) e ricordare che “alto rischio” significa che la posta in gioco è alta.

Allora il tema principale è: come possiamo minimizzare questo rischio?

Non esiste una formula magica, ma proverò a raccontare come penso che si possa aumentare la probabilità di successo di un evento Lean, sperando che ciò possa essere di aiuto anche ad altri ed in molteplici contesti. I miei suggerimenti scaturiscono dall’esperienza, vissuta dal punto di vista di chi conduce gli eventi, ma credo che possa trarne beneficio anche chi vi partecipa come membro di un team.

Ecco alcuni semplici consigli che allontanano il rischio di fallimento di un evento, in fondo la semplicità è l’essenza della Lean:

  1. Non essere prevenuti – non affrontare l’evento pensando già che l’esito sarà negativo. Lo so che sembra scontato, ma almeno a me è accaduto anche più di una volta … e come si può pensare di convincere qualcun altro se neppure noi lo siamo!? Gli altri se ne accorgono subito. Al contrario, chi guida l’evento deve essere di esempio, credere nel successo dell’obiettivo proposto e coinvolgere gli altri.
  2. Essere preparati – Anche questo sembra banale, ma una buona preparazione pre-evento costa e significa non solo prepararsi tecnicamente, ma anche mentalmente come ho detto al punto 1. Anche il team può essere preparato all’evento, mediante corsi e incontri preliminari, in modo da coinvolgerlo negli obiettivi e nei metodi.
  3. Ascoltare il Team – Non arrivare con la soluzione già pronta. Dobbiamo credere anche noi nel “miracolo” … qualcuno dice “Be hangry, be foolish!” Dobbiamo essere pazzi e avere fame di scoprire ma non solo dai soliti noti ma anche ascoltando la voce di quegli altri. Sono rimasto sorpreso da persone che hanno tirato fuori idee che non mi sarei aspettato.
  4. Capire e annullare le paure del Team – Un cambiamento anche piccolo può scatenare paure che in qualche modo possono manifestarsi con una strenua opposizione all’evento. Non sempre si riesce ad fugarle del tutto, ma vanno almeno mitigate perché non diventino poi invincibili o acquistino la forza di un mito.
  5. Proporre obiettivi semplici e realizzabili – Eventi lunghi o complicati non aiutano la realizzazione dell’impresa; si deve sempre seguire la politica dello step by step. Non chiedere a qualcuno di volare, prima che gli siano cresciute le ali 🙂

Seguire tutti questi punti è quasi impossibile, ma si sa … alle volte i miracoli accadono e soprattutto, per realizzarne uno dobbiamo crederci.

Marco Pirri

Stampa articolo Scarica il file in formato PDF

Elenco Articoli di Marco Pirri

Post A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *