Il digitale è il motore della trasformazione, non è la trasformazione

Gerry McGovern

Digital is the transformation agent, not the transformation

31 Gennaio 2016

Il digitale sta finalmente raggiungendo un punto di svolta. Ormai sta trasformando le vecchie organizzazioni e dando vita a nuove forme di organizzazione e senza dubbio, a un nuovo tipo di società.

Nel passato, quando fu inventata l’elettricità e qualche architetto sentì parlare di questa nuova invenzione, pensò: ‘come faccio ad aggiungere un sistema elettrico negli edifici che sto progettando?’ Altri architetti pensarono: ‘in che modo l’elettricità cambia la natura degli edifici che progetto?’

Il secondo tipo di architetto ha inventato il grattacielo. Prima dell’energia elettrica l’altezza degli edifici era limitata perché non si potevano spostare in modo efficiente grandi masse di persone su e giù per innumerevoli rampe di scale. L’ascensore elettrico risolse il problema e aprì la strada a un nuovo modo di progettare gli edifici.

Aziende come Google, Amazon, Uber, e Netflix, che prosperano in questa era digitale, non sono fiorenti perché sono digitali. Prosperano perché si sono adattate ai nuovi modelli di organizzazione che la tecnologia digitale ha reso possibile.

Troppe organizzazioni vogliono la trasformazione digitale, senza dover fare alcuna reale trasformazione. La tecnologia digitale non è la trasformazione, è l’agente della trasformazione. Il fuoco non è il cibo cucinato, il fuoco è l’agente che cuoce il cibo. Le domande che le organizzazioni devono porsi sono: qual è il nuovo modello di organizzazione più consigliato, che può prosperare in un ambiente digitale? Come si fa a diventare quel tipo di organizzazione?

Un PDF non è una trasformazione digitale. Una mentalità di vecchio tipo che pensa in termini di stampe, non potrà mai conseguire la trasformazione digitale. Nei primi giorni della rivoluzione digitale era sufficiente pensare alla tecnologia digitale, ma i leader sono andati ben oltre quel concetto elementare. Eppure tante organizzazioni lo vedono ancora come un problema tecnologico.

Purtroppo, la Funzione IT è probabilmente il reparto meno tagliato per la mentalità digitale, nella maggior parte delle organizzazioni, perché sono ancora ossessionati dalla tecnologia. Un gran numero di organizzazioni sembra ancora pensare che la risposta all’era digitale sia acquistare la giusta tecnologia.

Abbiamo bisogno di architetti digitali che pensino a nuovi modelli per le nuove società e ai nuovi tipi di economia. Se parliamo di tecnologia allora la nostra discussione è fuori tema.

Ma quindi cosa fa il digitale? Il digitale facilita le reti molto più delle gerarchie. Il digitale libera il flusso di informazioni in modo massiccio. Il digitale rende gli strumenti dell’organizzazione, incredibilmente a buon mercato e ampiamente disponibili. Il digitale significa flusso, velocità, malleabilità e flessibilità, impermanenza e incertezza.

Il corrispettivo dell’idea del grattacielo nel mondo digitale, è un’organizzazione costruita attorno al cliente. Questa è la vera trasformazione digitale. I vecchi modelli avevano l’organizzazione e lo stato al centro, e i cittadini e i clienti, che gravitavano intorno a questo nucleo organizzativo. Il digitale, in un certo senso, non ha un centro, nessun vertice gerarchico. E’ un’immensa rete.

In questa rete gigantesca, molto più potere fluisce via dalle elite, verso le masse. La vera trasformazione in gioco oggi è il creare un’organizzazione costruita intorno ai clienti, che sono di gran lunga più popolosi e potenti all’interno della rete. Hanno il loro iPhone, hanno le loro reti di amici e sono completamente collegati a un tesoro di informazioni.

Le organizzazioni vecchio modello, sedute in disparte a pensare che per digitalizzarsi basti acquistare più tecnologia, sono così tristemente fuori dal mondo. E’ il vecchio modello organizzativo gerarchico e la mentalità del controllo, che devono essere trasformati.

Gerry McGovernGerry McGovern

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