Strategia Mobile per le piccole aziende

Bridget Randolph

articolo orginale:

Mobile Strategy for Small Businesses

moz logo

7 ottobre 2013

Il mondo Mobile è immenso.

Non credo che nessuno di noi abbia intenzione di metterlo in discussione, ma nel caso in cui non ne siate convinti, ecco un dato che fa sorridere:

Nel 2012, l’utilizzo globale di Internet da dispositivi mobili era 12 volte la quantità di dati che nel 2000 furono utilizzati per l’intera Internet.

IMG1

Qualche altra statistica:

Penso che tutti concordino che le imprese abbiano bisogno di essere ‘mobile-friendly’.

Il problema

Il problema è che lo stanno facendo nel modo sbagliato; anche i grandi marchi stanno facendo errori grossolani. Per esempio:

Forbes infligge una finestra con un annuncio pubblicitario ‘interstiziale’, ogni volta che qualcuno visita il suo sito (anche se ad essere onesti, lo fanno per gli utenti desktop e in questo modo sbagliano dappertutto).

IMG2

Il New York Times ha un sito mobile, ma non riesce a reindirizzare automaticamente i visitatori da dispositivi mobili, e li costringe a scegliere esplicitamente :

IMG3

Starbucks si è presa la briga di progettare uno splendido sito web ‘responsive’, con dei bei grandi pulsanti di call-to-action:

IMG4

Ma visti su uno smartphone, la Call To Action scompare in fondo ad una lista infinita di recensioni (che sulla versione desktop vengono invece ‘collassate’ al caricamento della pagina):

IMG5

Peggio ancora, alcune aziende non si sono preoccupate di fare niente, inclusa Apple.

IMG6

Infatti, appena il 70% dei 20 principali venditori al dettaglio del Regno Unito, hanno un sito web pensato per il pubblico mobile. E visto che anche i più grandi marchi siano in difficoltà, come può competere una piccola impresa?

I piccoli business, ovviamente, hanno ancora meno probabilità di avere una presenza web adeguata al mobile.

Solo il 60% delle piccole imprese hanno un sito web e fra quelle che ce l’hanno, solo la metà (quindi circa il 30% di tutte le piccole imprese) sono adeguati al mobile.

Perché così pochi?

Beh, credo che ci siano due motivi:

1) Non ci vedono un valore.

Ma è abbastanza facile dimostrare il valore del mobile marketing e una presenza sul web per il mobile. Basta solo guardare le statistiche che ho menzionato prima e le molte, molte altre, che danno tutte lo stesso tipo di messaggio. Per esempio, questa, che riporta che l’84% delle piccole imprese ha visto un incremento della nuova produzione a seguito di un impegno di marketing sul mobile.

Così il secondo motivo sembra più probabile:

2) Percepiscono il valore, ma non sanno da dove cominciare.

Ecco dove intervengo io, con questo post; mi occuperò delle tre fasi principali per iniziare con il mobile:

  1. Creare di un sito web mobile-friendly (o rendere il vostro sito esistente mobile-friendly)
  2. Ricerca e visibilità: rendere facile, per il pubblico mobile, trovarvi
  3. Raggiungere i vostri clienti dove si trovano in modo che non abbiano neppure bisogno cercarvi deliberatamente.

Cominciamo.

Fase 1: il sito mobile-friendly

Il vostro sito web è l’elemento fondamentale della vostra presenza online; è il luogo principale dove i clienti interagiscono con voi. Pertanto è fondamentale renderlo accessibile a tutti i visitatori, no solo agli utenti desktop.

Statistica lampo: il 61% degli utenti mobili che sbarcano su un sito non mobile-friendly se ne andrà e andrà sul sito di un concorrente.

Ci sono tre tre approcci principali che possiamo adottare, per creare un sito web mobile-friendly.

  • Responsive design: si mantiene un singolo URL e una sola versione di tutti i contenuti / HTML, e si utilizzano semplicemente CSS diversi, per riorganizzare gli elementi di una pagina, in modo da adattarla alle diverse dimensioni dello schermo.
  • Serving dinamico (noto anche come asadaptive design o RESS): mantiene un singolo URL, ma serve contenuti diversi (HTML) a seconda dell’user agent del visitatore (tipo di client).
  • Sito mobile indipendente (per esempio; m.domain.comor www.domain.com/m: un sito completamente separato, con un URL diverso.

Nessuno di questi approcci è sempre il migliore e la vostra decisione dovrebbe essere basata su tre elementi: i vostri obiettivi, le vostre capacità tecniche, e le esigenze degli utenti.

Se volete maggiori indicazioni su quale metodo scegliere, potete utilizzare il diagramma di flusso che ho creato con Kristina Kledzik per la guida alle migliori pratiche di Distilled: Realizzare il vostro sito mobile-friendly, oppure leggete il il post di Aleyda Solis su State of Search, e anche la sua pagina di risorse.

Ogni azienda è diversa ed è necessario che consideriate con attenzione le vostre opzioni quando prendere questa decisione.

Tuttavia, per uno small business con un piccolo sito web (e un piccolo budget), di solito si consiglia di utilizzare un template di tipo ‘responsive’ con un CMS del genere di WordPress.

Per far questo non dovrete svenarvi, è possibile acquistare uno qualsiasi dei seguenti temi per meno di 100 dollari:

  • Designfolio (dal PressCoders): gratuito, o 79 dollari con contratto di supporto
  • Standard: 49 dollari o 99 dollari con contratto di supporto
  • Responsive (di CyberChimps): gratuito

Per ulteriori opzioni, guardate questi fornitori di temi ‘premium’ per WordPress:

E se non volete utilizzare WordPress, guardate questi:

  • SquareSpace: da 8 dollari al mese (per il servizio di base).
  • Wix: circa 10 dollari al mese.

Se questo vi sembra ancora troppo costoso, iniziate a risparmiare fin d’ora; vale certamente il prezzo. Nel frattempo, se non altro, assicuratevi di avere una pagina di Facebook e Google+ per il vostro business, perché quelle sono già mobile-friendly.

IMG7

IMG7-bis

C’è un ultimo punto da ricordare:

Un sito web mobile-friendly non è una strategia. E’ solo un punto di partenza. Vuol dire che siete pronti per …

Fase 2: ricerca e visibilità

In questa fase, avete già un sito mobile-friendly e volete fare in modo che le persone vi trovino. In questa fase ci sono tre aree / tattiche su cui concentrarsi:

  • SEO mobile
  • Ricerca locale
  • Social Media

SEO mobile

Se disponete di un design di tipo responsive, la SEO per il mobile è facile; non dovete fare nient’altro.

Questo perché il codice HTML rimane lo stesso indipendentemente dal tipo di dispositivo che viene utilizzato.

Se usate un serving dinamico, non c’è bisogno di fare granché, basta che vi assicuriate di aver impostato un header HTTP di tipo Vary: User Agent. Questo indica a Google che serviamo contenuti diversi in base allo user agent di un visitatore.

Se invece avete un sito mobile separato, con un URL differente rispetto al vostro sito per i desktop, allora è un po’ più complesso (stiamo praticamente facendo SEO per un altro sito, oltre ad indicare a Google che si tratta di una versione per mobile e non di contenuti duplicati). Ho scritto un altro post qui su Moz tutto su come ottimizzare un sito mobile separato.

Ricerca locale

Una volta ottimizzato il vostro sito mobile, è il momento di pensare ad altri tipi di risultati di ricerca.

Se il vostro business è localizzato in un luogo preciso e/o in un’area geografica (ad esempio, un idraulico che va a casa dei clienti descriverebbe l’ambito del suo servizio come un’area, che copre solo una determinata distanza geografica), si dovrebbe pensare alla ricerca locale.

IMG8

La ricerca locale è preziosa per i risultati sui desktop, ma è ancora più importante su un piccolo dispositivo mobile, per via dello spazio sullo schermo molto limitato. Potete vedere evidenziato in questa immagine, quanto sotto la prima schermata appare il primo risultato non locale:

IMG9

Ci sono diversi fattori che incidono sul ranking della ricerca locale e qui non ho lo spazio per scavare troppo a fondo; la seguente è una panoramica a raffica:

  • Ottimizzazione on-page per la localizzazione (tramite parole chiave nel vostro contenuto on-page, basate sulla località)
  • Nota: Google+ Local non è lo stesso di Google+ (non ancora!): Dovreste avere una pagina Google+ local e una pagina di profilo Google+ che poi potete unire
  • Local link-building: cercare di raccogliere link da siti locali (ad esempio, siti di notizie locali, siti della pubblica amministrazione locale, blog locali, ecc)
  • Citazioni “NAP”: idem come i link per la SEO locale. NAP indica, ovunque nel web, il vostro business è citato con il suo nome, indirizzo e numero di telefono (Name, Address, Phone). Per questi la chiave è la coerenza, in quanto segnala al motore di ricerca che si riferiscono tutti alla stessa azienda.
  • Immagini: della vetrina e dell’interno del vostro negozio e dei vostri prodotti. Se si includono queste immagini nel vostro profilo su Google+ Local, possono apparire nei risultati di ricerca di Google Maps.
  • I dati strutturati:
  • Profili sociali:
  • Google+
  • Facebook
  • Recensioni e raccomandazioni: qui i più importanti sono Yelp e Google Local. Altri sono TripAdvisor, Yahoo! Local, Foursquare e Zagat per i ristoranti.

Per una eccellente risorsa sulla SEO locale, leggete il rapporto di David Mihm Local Search Ranking Factors 2013 [http://moz.com/local-search-ranking-factors]. Fornisce molti più dettagli sui fattori che influenzano i ranking locali. Io ho anche scritto un post per il blog di Distilled per l’ottimizzazione per la ricerca mobile-local [http://www.distilled.net/blog/mobile/optimizing-your-local-presence-for-mobile-search-and-vice-versa/].

Funziona?

Caso di studio:

Coffee Corner, una caffetteria in Headcorn, Regno Unito, ha lavorato con l’agenzia Target Local per realizzare un sito di tipo responsive e per l’ottimizzazione per la ricerca locale. Gareth Brown, fondatore dell’agenzia, ha detto,

Siamo riusciti a farli arrivare in cima alla prima pagina in 6 settimane, che ha portato il loro traffico di ricerca da 100 a poco meno di 300 visitatori al mese. …Stanno vedendo anche dei visitatori provenienti dal loro profilo Yelp.

Ora, 300 visitatori al mese non sembra un granché … ma effettivamente, il loro traffico mensile è triplicato. Questo è un buon risultato!

I social media

Ora, ho già citato i social media, come ripiego temporaneo al posto di un sito web per cellulari e come fattore per la ricerca locale. Ma è anche un canale di marketing a sé stante. E anche se non è una piattaforma esclusivamente mobile, l’80% delle persone che accedono a Facebook ogni giorno lo fanno da un dispositivo mobile. Twitter ha una percentuale di utenti giornalieri mobili molto simile.

Quindi i social media sono un ottimo modo in cui gli utenti mobile vi possono trovare e interagire con voi, se li gestite bene.

In primo luogo, ricordate: si tratta di una conversazione, non una comunicazione di massa. Una piccola azienda che lo molto bene su Twitter è The Dolphin Pub.

In secondo luogo, utilizzate il “test della cena con invitati“: Se non lo direste a qualcuno che avete incontrato ad una cena con invitati, non ditelo sui social media.

Infine, se siete preoccupati di non sapere cosa dire, potete fare un piano di contenuti e un calendario editoriale per i vostri account social, proprio come si fa per il blogging (e potete promuovere il vostro blog attraverso i social media!).

Ora, tutti questi suggerimenti sono utile sia per gli utenti desktop dei social media, che per quelli di mobile, quindi ecco un suggerimento specifico per il mobile:

Accertatevi che il contenuto da condividere attraverso i social media sia mobile-friendly. Se quattro persone su cinque accedono da un dispositivo mobile e non si visualizza correttamente, o si blocca il browser, probabilmente non vorranno condividerlo con altri. Fate in modo che appaia formidabile ai visitatori mobile!

Quindi, ora avete un sito mobile-friendly e lo avete reso facile da trovare ai vostri clienti.

E adesso?

Ora viene la parte divertente.

Fase 3: raggiungete i vostri clienti dove si trovano

In questa fase, potete raggiungere i vostri clienti dove si trovano, invece di aspettare che siano loro a venire da voi.

Vado ad illustrare alcuni modi in cui è possibile scavalcare del tutto il processo di ricerca:

  • App
  • Contenuto esclusivo per mobile
  • L’email marketing

Le App

Avete bisogno di un app? … Probabilmente no. Ma:

se il vostro modello di business si basa su visite di ritorno frequenti, può valere la pena di investire in una app. Questo perché un’app (la sua icona) si trova sulla schermata iniziale di un dispositivo mobile e permette quindi all’utente di accedere direttamente senza l’utilizzo dei motori di ricerca o senza dover digitare un URL.

Ci sono 2 tipi di app:

  1. app nativa (iOS, Android, ecc)
  2. applicazione Web (HTML5 – in effetti è un sito web con l’aspetto di un’app ed è accessibile dalla schermata iniziale)

IMG10

Come potete vedere, ci sono pro e contro di ciascuna soluzione. In generale, un’app nativa fornisce un’esperienza più veloce, più su misura, ma è anche più costosa sia da sviluppare, che da mantenere. Una web app è più economica e più facile da mantenere, ma anche meno personalizzata per il sistema operativo individuale e di solito ha poco o nessun supporto disponibile sugli App Store.

Un’applicazione non è per tutti, e qui è anche interessante notare che l’App Store di Apple attualmente elenca circa 775.000 applicazioni. Per cui anche con il supporto di un App Store, è difficile farsi notare se non si tratta di un prodotto veramente buono.

Ma se pensate che sia qualcosa che potrebbe funzionare per il vostro modello di business, ecco alcuni strumenti e servizi piuttosto economici per aiutarvi a costruire un’app:

  • Bizness Apps: a partire da 59 dollari al mese (applicazioni native)
  • ViziApps: a partire da 29 sterline al mese (web app) o da 99 sterline al mese per (un’app nativa)
  • AppMakr: app nativo Android gratuite (con pubblicità), o per 9 dollari al mese per app native per iPhone e Android (senza pubblicità).
  • Opzione Premium: 99 dollari una tantum per la versione in white label (senza il brand del fornitore).

Le applicazioni possono anche rivelarsi utili per generare contenuti,

Contenuto esclusivo per il mobile

Questo è un po’ complicato da descrivere, perché in realtà potrebbe trattarsi di qualsiasi cosa. Siate creativi!

Immaginiamo un negozio di caffè che ha un programma fedeltà con una carta a punti (con i timbri): acquistate nove caffè, ed avrete il 10 ° gratis.

Potrebbero creare un’app di fedeltà, offrendo alle persone dei timbri virtuali sui loro cellulari, invece di dover portarsi appresso il cartoncino di fedeltà. Poi, quando le persone con l’app di fedeltà si trovassero nelle vicinanze, il negozio di caffè potrebbe utilizzare un targeting geografico per inviare loro delle notifiche push con un’offerta speciale: “Abbiamo notato che sei vicino! Entra per un caffè e prenderai un timbro più”.

Potrebbero anche riservare offerte esclusive più generali ai loro visitatori mobili, ad esempio: “Grazie per aver utilizzato la nostra app! Per manifestarvi tangibilmente il nostro ringraziamento, ecco un codice per il 20% di sconto sul prossimo caffè“.

Un eccellente esempio reale di buoni contenuti esclusivi per il mobile, è la Chase Bank, che consente agli utenti mobile di scattare la foto di un assegno con il loro smartphone e depositarlo nel loro conto, elettronicamente. La cosa fantastica di questo esempio è che utilizza funzionalità specifiche dei dispositivi mobile, in questo caso, la fotocamera di uno smartphone.

Se non siete sicuri di aver bisogno di un app, c’è anche un modo facile per generare contenuti esclusivi per i clienti mobili: utilizzate servizi di check-in di coupon promozionali come quelli di Foursquare, Facebook e Groupon.

Usiamo ancora l’esempio del nostro negozio di caffè: se avessero voluto seguire questa strada invece di creare un’app, avrebbero potuto incentivare il check-in con sconti e offerte speciali. “Fate check-in presso il nostro negozio di caffè su Foursquare e la prossima volta che ci vediamo vi daremo il 10% di sconto sul vostro ordine!

Il vantaggio di questo approccio è che esso offre alle aziende visibilità online e social proof, al contrario di un’app, che è effettivamente un “giardino recintato”.

Suggerimento extra: Questo non è strettamente per il mobile, ma le competizioni sui social media sono un altro ottimo modo per raggiungere un pubblico mobile, dato che (come abbiamo visto), la maggior parte dei normali utenti del social network accede a queste reti attraverso dispositivi mobili.

Email marketing

Questo aspetto è piuttosto semplice.

Se fate l’email marketing, assicuratevi di utilizzare template di email mobile-friendly.

Il 79% dei possessori di smartphone usano i loro smartphone per leggere le e-mail. Si tratta di una percentuale più elevata rispetto a quelli che utilizzano il loro telefono per effettuare chiamate. Fermatevi e pensate per un minuto a questo fatto.

Le e-mail devono essere mobile-friendly.

Ecco un paio di provider di posta elettronica piuttosto economici con template mobile-friendly:

  • MailChimp: a partire da circa 10 dollari al mese
  • Campaign Monitor: a partire da circa 10 dollari al mese o 5 dollari a campagna

Se non volete utilizzare il loro servizio completo, iscrivetevi in ogni caso. Potete usarlo per creare la vostra email e poi esportare il codice HTML sul vostro fornitore preferito (naturalmente, se il fornitore ha già dei template mobile-friendly, tanto meglio!).

Infine, un suggerimento extra: fornite una rete wi-fi nel negozio e potrete raccogliere i dati dei clienti, come gli indirizzi e-mail, o risposte a (rapidi!) sondaggi.

Questo non lasciatevi intimidire, non è così complicato da impostare come sembra.

MyPlaceConnect nel Regno Unito (per lo più) e LessNetworks negli Stati Uniti sono due fornitori che ho incontrato e che offrono questo servizio per le piccole imprese.

Concludendo

Ora, che decidiate o meno di fare tutte queste cose, ci sono alcune cose importanti da ricordare:

Il mondo mobile è GIFANTESCO e avete bisogno di una strategia mobile.

IMG11

Quindi iniziate con un sito mobile-friendly e costruite la vostra strategia a partire da lì. E’ più facile di quanto pensi!

Ecco la presentazione di slide dalla presentazione per BrightonSEO:

IMG12

Possedete o lavorate per una piccola impresa? Avete qualche consiglio o tattica mobile, o risorse da aggiungere alla lista?

Mi piacerebbe sentire i vostri pensieri nei commenti!

Chi è bridget.randolph: Bridget Randolph è una consulente SEO per l’agenzia di marketing online Distilled. E’ particolarmente interessata al modo in cui gli sviluppi della tecnologia mobile e i social media influenzano le nostre esperienze on-line e come questi cambiamenti impattino la natura del marketing digitale.

L’articolo esprime le posizioni proprie dell’autore (esclusa l’eventualità remota che si trovasse sotto ipnosi) e possono non sempre riflettere le opinioni di SEOmoz, Inc.

Bridget RandolphBridget Randolph

Traduzione di

Stampa articolo Scarica il file in formato PDF

Post A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *