Viaggo ai confini del mondo reale e virtuale

Mi è capitato recentemente di accompagnare mia moglie per alcune visite in ospedale, sicuramente vi chiederete come questo fatto possa essere connesso con il web, per questo ho deciso di scrivere questo breve racconto che potrà almeno aiutarvi a sorridere sulle mie associazioni mentali :).

Dopo essere entrati nella struttura abbiamo percorso un lungo corridoio e ci siamo ritrovati di fronte ad un bivio, pieno di cartelli colorati, scritte più o meno vecchie nel quale c’era di tutto…meno ovviamente le indicazioni per la toilette di cui disgraziatamente avevo in quel momento urgentemente bisogno.


Questa prima disavventura in fondo mi ha ricordato tante tristi welcome page dove sui siti web siamo accolti da rumorose e colorate pagine di benvenuto che ci invitano a scegliere la versione del sito in inglese o in italiano…oppure in flash o html…ma che ottengono sostanzialmente l’effetto di farci inquietare fin dall’inizio e di farci perdere tempo.

Superato questo primo ostacolo e risolto il problema dei “bisogni urgenti”  abbiamo cercato di individuare la stanza dove ci attendeva l’appuntamento, ovviamente il corridoio era privo di qualsiasi indicazione o spiegazione se mai fosse presente un ordine nella fila delle persone in attesa o se la stanza per cui dovevamo attendere fosse quella giusta e così via.
Ci siamo scambiati alcuni sguardi a dire la verità poco incoraggianti con le altre persone in attesa e abbiamo preso coraggio bussando ad una delle porte tutte uguali che ci trovavamo di fronte.

Questo mi ha ricordato l’arrivo in dei siti dove non si riesce a capire quale sia il link a noi utile, magari perchè ce ne sono troppi…o perchè non si distinguono tra loro o ancora perchè non sono collegati al contenuto che segue, quanti siti costriuscono un menu di navigazione pensando al cliente!?

Inizialmente abbiamo intravisto una figura umana dietro la scrivania il che ci ha dato una certa gioia se non che quest’ultima si è subito affrettata nell’affermare la sua più completa estraneità alle nostre domande, così che ci siamo orientati su una seconda porta dove finalmente una ragazza dal volto simpatico ci ha confermato di essere sulla buona strada.

Mi sono visto di fronte le numerose immagini di volti umani che vengono usati nei siti ed in effetti mi sono reso conto che, se ben usati, cioè se non si esagera, incosciamente possono fornire fiducia e avere un buon effetto sui potenziali clienti.

Confortati dalla risposta della gentile infermiera ci siamo messi in attesa, e intanto le lancette dell’orologio giravano…
Una signora dall’altra parte del corridoio, a causa dell’età ma anche per un’attesa di tempo da sopportare non trascurabile aveva cominciato a borbottare e a formulare non so quali frasi da cui si capiva che ormai il suo livello di sopportazione era quasi finito. Un signore dall’aspetto trasandato si era nel frattempo unito al mormorio di rivolta e altre voci si stavano levando dal nostro versante.

In quel momento mi è sembrato di vedere il cliente di un sito web che pur con tutta la buona volontà di effettuare l’ordine non riesce a completarlo, oppure non riesce a capire il motivo per cui deve compilare tutti quei campi … così nel nostro mondo reale l’improvviso arrivo di una solitaria infermiera che è servito a spiegare i motivi dell’attesa che pur nella loro inquitante motivazione (…scusi ma i medici sono soltanto 2 e uno dei colleghi è in ferie) è  bastato a calmare gli animi. Questo dimostra che le FAQ, gli aiuti e le spiegazioni, incredibile a dirsi, ma possono risparmiare inutili “rivolte”. I passi per compiere l’acquisto se sono pochi, veloci e chiari eviteranno una dispersione drammatica della nostra coda di attesa che inevitabilmente, non avendo bisogno dell’ospedale, si dissovlerà all’istante :).

Che dire poi del “gran finale” siamo riusciti ad entrare ed ecco che all’interno c’è da compilare un “Form” con dei dati che per la maggior parte avremmo potuto compilare per conto nostro nella fase di attesa.

Qui ho raggiunto l’apice, eccoci al principio del “self service” questo ci avrebbe fatto risparmiare l’attesa a noi e fatto dedicare più tempo all’infermiera per la visita…che poi alla fine era l’unico motivo per cui eravamo entrati nel sito…ops nell’ospedale.

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