La dura verità sui social media e cosa dovete fare in proposito

La frammentazione dei social media

Jeff Bullas

The Hard Truth About Social Media And What You Need to Do About It

Ecco, era fatta.

Il form della sottoscrizione era stato compilato; le scuole che avevo frequentato, le relazioni e i campi di interesse erano stati ben ponderati. Il tasto finale dell’invio era stato premuto; ero online.

Poi è successo qualcosa.

Le persone che non vedevo più da trent’anni hanno iniziato ad apparire sul mio schermo. Un po’ più vecchie, più grige e più stagionate di quanto ricordassi. Era la connessione globale e virtuale su larga scala.

Successe 8 anni fa e mi prese completamente.

La connessione con gli amici, i compagni di università e i vecchi colleghi ormai era diventato possibile dalla tencologia. Condividere i momenti e le esperienze della vita era istantaneo e visivo.

Era una comunicazione uno a molti.

La promessa rivelata

Il web stava iniziando a rivelare la sua promessa. Era venuto alla luce. Era umano.

L’hardware, il software e le reti di comunicazione stavano diventando un prolungamento della nostra umanità creativa e tribale, abilitata dai bit e i byte. I neuroni non erano soli, ma ora avevano un amplificatore.

Anche Twitter era parte di questo puzzle e offriva un’esperienza diversa; istantanea, semplice e un po’ sconcertante.

Le nuove reti sociali fornivano anche una verifica pubblica delle nostre creazioni. Quel semplice Tweet, “mi piace”, o “codividi”, dimostrava approvazione e popolarità.

L’altro motivo per amare questi nuovi e scintillanti giocattoli sociali, è che erano gratis e privi di annunci pubblicitari. Così abbiamo giocato tutti. E’ stato come nel selvaggio West: concessioni di proprietà, alcuni personaggi sgradevoli e un senso di avventura, erano tutte cose che componevano lo scenario.

Ma poi è spuntata la nuova era.

Queste piattaforme erano più che solo reti di amici … .erano molto, molto di più. Stavamo tutti per scoprire cos’era.

La svolta

Il marketing, gli editori e i blogger iniziarono a scoprire la potenza di un tweet e di un post su Facebook. L’ampia adozione di queste comunità online a livello globale, raggiunse la massa critica. I messaggi cominciavano ad accumularsi a centinaia di milioni.

Poi sono diventati miliardi.

Questa comunità massiva spostava i contenuti, trascinava il traffico e la consapevolezza del marchio. Dava l’attenzione invisibile, faceva sì che i video si diffondessero in modo virale. Non serviva alcun permesso per pubblicare, tranne l’accesso a un computer e a Internet.

Le piccole imprese creative venivano scoperte e il business on-line cominciava a prosperare. I social network non ci hanno reso creativi, hanno solo permesso a tutti noi farci notare. Dovevamo solo imparare a usarli.

Poi Facebook ha deciso di svoltare.

Il profilo di Facebook ebbe un nuovo fratello: la Facebook page. La corsa all’oro del selvaggio West era cominciata sul serio. I social media ora venivano pubblicizzati come il paradiso del marketing per le imprese e i brand. Il messaggio per all’amministratore delegato da parte del marketing e dei consulenti esterni sui social media, era: “non si preoccupi per il ROI … quello verrà”.

I fecero la loro comparsa i banner pubblicitari e la massa ne fu un po‘ seccata, ma i pubblicitari esultavano. Google Adwords adesso aveva un concorrente pericoloso.

Ma poi è successo qualcosa.

La dura verità

Un analista dati intelligente (con un quoziente intellettivo decisamente troppo alto) stava prendendo un cocktail in uno Smart Bar nella Silicon Valley e nacque una nuova idea: diamo una rimescolata alla bacheca delle notizie su Facebook. Vi diremo cosa è importante da vedere e … vi serviremo degli annunci pubblicitari nella timeline del vostro profilo.

Si sono ritirati a vivere alle Bahamas e ora sorseggiano Pina Colada con i bonus ricavati da quell’idea!

Raggiungere i vostri fan e amici ora dipende da un algoritmo del network. Il traffico spontaneo (non a pagamento) proveniente dai fan è quasi scomparso nell’arco di una notte.

Ma la raccolta pubblicitaria è decollata. Doveva. Era arrivato il tempo di pagare gli stipendi e tenere le luci accese senza elemosinare più soldi dagli investitori.

Con il vecchio social network avevate costruito una tribù e loro avevano trovato il contenuto visibile sul vostro sito web e l’avevano condiviso con passione. Ora è stato sepolto, molte volte per non essere mai più trovato.

Twitter ha seguito l’esempio e Instagram è sul punto di farlo.

Così i social media che conoscevo sono morti. Ora sta diventando solo un altro canale dei media in cui si paga per giocare. La realtà finanziaria sta trasformando i social media in un modello di business freemium.

La dura verità è che il social media marketing gratuito e spontaneo non funzionava più come una volta. E questo è un po’ fastidioso.

Cosa fare

Le buone notizie: non tutto è perduto. Le cose cambiano e il marketing e le aziende dovranno evolversi. Quindi cosa possiamo fare?

Per prima cosa è necessario essere consapevoli dei cambiamenti in atto e delle tendenze, poi è necessario che vi rimbocchiate le maniche e facciate quanto segue:

  • Concentratevi di più sul diventare padroni del vostro traffico. Convertite il traffico social e dalla ricerca in sottoscrittori fedeli alle vostre e-mail. Provate a indovinare cosa succede quando un millennial si unisce alla forza lavoro: riceve un indirizzo email. L’email marketing non finirà nel breve termine. Usatelo per raggiungere il pubblico quando volete, senza un algoritmo di Facebook fra i piedi.
  • Investite in una piattaforma di automazione per il marketing digitale, per fare di più con meno risorse. Per far crescere di scala il marketing nel mondo frammentato dei media, c’è bisogno di strumenti maturi.
  • Riproponete i contenuti su altri social network. Prendete i vostri migliori post e pubblicateli su Linkedin, Medium, Flipboard e anche Slideshare.
  • Misurate di più e concentratevi su ciò che funziona meglio. Il principio di Pareto è una verità lapalissiana. Concentrate gli sforzi sul quel 20% di impegno che produce l’80% dei risultati. Quindi iniziate a cercare un analista dati da aggiungere alla vostra squadra.
  • Potete pagare per il traffico dei social media, ma solo se siete in grado di misurare il costo dei nuovi contatti e delle vendite.
  • Non puntate a una soluzione rapida. Il gioco del marketing digitale non è uno sprint … è una maratona. Create dei contenuti fondanti intorno alle frasi chiave, per cui volete essere trovati in una ricerca su Google. Il marketing digitale è un creatore di asset aziendali.
  • Lavorate con gli influenzatori e collaborate con dei partner in joint venture. L’antica arte del networking (sviluppo dei contatti e dei rapporti interpersonali – n.d.t.) è viva e vegeta, ma ormai è globale, basata sul web e focalizzata sulla nicchia di interesse.

Il marketing digitale è un ecosistema multidisciplinare, che richiede la comprensione di come integrare il tutto: ricerca, social, e-mail, contenuti e tecnologia di automazione. Tutti questi elementi devono far parte della miscela.

Il vecchio social media che tutti noi conoscevamo è stato appassionante, ma si è evoluto. Doveva.

Bisogna solo adattarsi.

Jeff BullasJeff Bullas

traduzione di

 

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