6 Strategie di content marketing sottoutilizzate che danno risultati

Content marketing - Sam Thomas Davies - Jeff Bullas blog

Sam Thomas Davies

6 Underused Content Marketing Strategies That Get Results

Immagino che siate consapevoli che oggi il content marketing è parte integrante della SEO; può migliorare la visibilità online del vostro brand e generare 3 volte più contatti che con la pubblicità tradizionale (e a una frazione del costo).

Ma non tutti ne traggono vantaggio …

Secondo un recente sondaggio, solo il 30% dei marketers B2B dichiarano che le loro organizzazioni sono efficaci nel content marketing.

Inoltre, il 55% dice di non avere le idee chiare su come si manifesti il successo, o cosa voglia dire essere efficaci, nel content marketing.

Se contribuite ad alimentare quella statistica o se di recente avete incontrato difficoltà nella vostra attività di content marketing, allora sono qui per coprirvi le spalle.

In questo articolo, vi mostrerò sei strategie di content marketing sottoutilizzate, che vi aiuteranno a generare più traffico organico, a migliorare le conversioni e a presentare il vostro marchio a un nuovo pubblico.

Cominciamo.

1. Effettuate una revisione dei contenuti

Nel mondo mosso dai contenuti di oggigiorno, molti imprenditori sfornano sempre più contenuti, nel tentativo di superare loro concorrenti.

Ma così facendo trascurano un fatto importante:

Non tutti i contenuti sono utili al vostro sito web.

Se non sono di alta qualità, o non sono stati ottimizzati correttamente (on-site o per altre vie), potrebbero danneggiare la vostra domain authority, o peggio, danneggiare il vostro ranking.

La soluzione, quindi, è quella di fare una revisione dei contenuti.

Secondo Neil Patel

Una revisione dei contenuti è una analisi attenta del contenuto presente sul vostro sito web, al fine di assicurarvi che faccia ciò che vi aspettate: portare il giusto tipo di traffico, contenere le keyword giuste, e migliorare le conversioni.

Anche se l’idea di una revisione dei contenuti del sito, magari non vi riempie di entusiasmo, i risultati che ne deriveranno, potrebbero …

In un’intervista di Pat Flynn, lo scrittore Todd Tresidder ha rivelato che eliminando un terzo del contenuto ha triplicato il suo traffico.

E non è l’unico.

Dopo che Nick Loper ebbe cancellato e consolidato 650 articoli del suo sito, incrementò il suo traffico organico del 65%:

Per eseguire da soli una revisione dei contenuti, accedete a Google Analytics, andate a “Comportamento > Contenuti del sito > Tutte le pagine”, e fate un’analisi 80/20 dei contenuti.

Chiedetevi, “Qual è il 20% di contenuto che sta producendo l’80% del traffico?”

Ottimizzate quel 20% con l’aggiunta di ulteriori keyword, o aggiornando i contenuti (ne parliamo più approfonditamente fra un momento) e migliorate, o rimuovete, quell’80% che non produce alcun ritorno.

Per ulteriori informazioni su come condurre la vostra revisione dei contenuti, leggete l’articolo completo di Everett Sizemore sull’argomento.

2. Rilancio dei vecchi contenuti

Ci siamo passati tutti: si scrive un post epico sul blog, si clicca su ‘Pubblica’ e poi …

Niente, solo i grilli in sottofondo. Nessun commento, nessun link e nessun afflusso di traffico organico.

Se qualche volta vi fosse successo, allora potreste prendere in considerazione di fare ciò che Brian Dean [http://backlinko.com/] chiama un “rilancio dei contenuti”.

Ispirato da un post di HubSpot, Dean ha rivisitato un post sul blog che era sceso nella SERP (pagina dei risultati della ricerca) e lo ha migliorato aggiornando le immagini, e ristrutturando il testo con l’aggiunta di un caso di studio.

I risultati sono stati notevoli:

Ha ottenuto 260,7% in più di traffico organico in 14 giorni.

Esperienze come quella di Brian rivelano un fatto importante:

Non è sempre necessario creare nuovi contenuti; spesso, basta solo migliorare quelli che già avete.

Ecco come fare:

Tornate al vostro Google Analytics e visualizzate il contenuto a più basso rendimento.

Ora ponetevi queste domande:

  • qualcuno di questi è ripresentabile?
  • Potrei riscrivere, aggiornarne o migliorarne uno?
  • Se sì, come? Potrei aggiornarne le immagini, o le statistiche, o aggiungerci un caso di studio?

Spesso sono i miglioramenti marginali che producono il massimo risultato.

3. Riproponete i vostri contenuti più popolari.

E’ un errore comune in cui inciampano molti imprenditori …

Scrivono un post sul blog, cliccano su ‘Pubblica’ e quindi passano al prossimo, senza considerare come potrebbero massimizzare la visibilità del loro contenuto.

Ecco dove entra in gioco il riuso del contenuto.

Come suggerisce il nome, il riuso del contenuto consiste nel prendere dei contenuti esistenti e adattarli alle altre piattaforme, per raggiungere nuovi segmenti di pubblico e creare ulteriori opportunità di link-building.

Come scrive Arnie Kuenn,

Con un così grande volume di contenuti pubblicati ogni giorno, le persone ogni tanto sono destinate a perdersi un post o un video. Però, mediante il riuso, il pubblico potrebbe imbattersi nel vostro sito su un canale diverso, dopo che il contenuto fosse stato adattato.

Un buon esempio di specialista di marketing che ripropone il contenuto è Eugene Cheng.

Dopo aver riproposto il suo contenuto su Slideshare, Eugene è riuscito a ottenere più di 2 milioni di visualizzazioni per le sue presentazioni:

E non è tutto …

Cheng è riuscito a posizionare una pagina aggiuntiva per la parola chiave della long-tail “presentation design Singapore”:

Che riutilizziate i vostri contenuti in una presentazione su Slideshare, un’infografica, un video, o in qualsiasi altro mezzo, la riproposizione dei contenuti allunga il ciclo di vita dei contenuti, rendendoli dei “sempreverdi” per gli anni a venire.

4. Distribuite i vostri contenuti

Vi è mai capitato di leggere un post su un blog popolare, per poi vederlo rispuntare dappertutto?

Se sì, è l’effetto del content syndication.

L’idea è semplice:

Quando un articolo mostra buone prestazioni su una piattaforma (la pubblicazione ha portato una valanga di traffico e link) viene lanciato su altre piattaforme (in genere sui grandi media), nella speranza di ottenere risultati simili.

Il fatto è, che …

Non c’è bisogno di aspettare che gli altri editori accettino il vostro lavoro.

Prendete Benjamin Hardy, per esempio.

Copiando e incollando tutti i post del suo blog su Medium, è riuscito a raccogliere 20.000 iscritti in 6 mesi:

Fonte dell’immagine: Goins Writer.

Ma far crescere la vostra e-mail list non è l’unico vantaggio che viene dal distribuire i contenuti, aumenta anche la visibilità del vostro marchio.

 

James Clear illustra egregiamente questo concetto.

Con la syndication del suo contenuto su più punti vendita, riesce ad aumentare la sua visibilità e mostrarsi a un nuovo pubblico che altrimenti non avrebbe:

Indovinate cosa sto per chiedervi di fare?

Andate in Google Analytics e identificate i contenuti che vanno meglio. Poi lanciatelo sui domini autorevoli nella vostra nicchia, che hanno un pubblico simile al vostro.

Se potete mettere delle schermate di statistiche, come condivisioni sociali, traffico, e altro, avrete una buona probabilità di vedere il vostro contenuto distribuito, migliorando la visibilità del vostro marchio nelle SERP.

5. Aggiungete aggiornamenti ai vostri contenuti (Suggerimento: non è come pensate)

Immagino che abbiate familiarità con gli aggiornamenti del contenuto.

E per una buona ragione: sono efficacissimi nell’aumentare le conversioni.

Se lo fate bene potete aumentare le conversioni fino al 785% (no, non è un errore di battitura).

Ma c’è un problema …

Lo fanno tutti. Infatti ormai è difficile visitare un sito senza notare la casella di avvertenza di colore giallo, che è diventata un elemento standard dell’aggiornamento contenuti:

Quindi, come si fa a farsi notare in un mercato online troppo occupato?

Utilizzate gli aggiornamenti dei contenuti su altri media.

Date un’occhiata a questo video caricato di recente su YouTube da Jack Canfield:

Invece di includere gli aggiornamenti ai contenuti nei post sul suo blog (una cosa fanno già tutti) li include nelle meta-descrizioni dei suoi video:

 

Anche se è impossibile conoscere il suo tasso di conversione, è lecito ritenere che siano alti, visto il numero degli iscritti al suo canale, i “mi piace” che ricevono i suoi video, e il fatto che così poche persone stanno adottando questa strategia.

Naturalmente dovete aggiungete gli aggiornamenti ai contenuti, ma provate a pensare anche oltre il post del blog.

Pensate a come potreste utilizzarli in modi a cui gli altri non hanno ancora preso in considerazione?

6. Scrivete casi di studio.

Quando pensiamo ai contenuti, tendiamo a pensare post epici sul blog.

Dopo tutto, i contenuti di grosso formato si posizionano meglio in Google.

Ma i contenuti di grande formato non sono tutto.

Se siete alla ricerca di contenuti che convertono i potenziali clienti in clienti, non potete sbagliare usando dei casi di studio.

Con il suo “2014 B2B Technology Content Survey Report”, Eccolo Media ha trovato che casi di studio si collocanoal terzo posto come tipo di contenuto, fra i più influenti nel processo di acquisto, sia per le piccole imprese che per le grandi imprese:

Noi utilizziamo casi di studio su Sleeknote proprio per questo motivo.

Infatti abbiamo un’intera categoria sul nostro sito, dedicata alle aziende a cui abbiamo contribuito a migliorare le conversioni:

Ma attenzione:

Creare un caso di studio interessante richiede della sperimentazione da parte vostra. Non ci sono due aziende uguali. Lettori diversi rispondono a testi diversi.

Prendiamo la lunghezza del testo in numero di di parole, per esempio; quando Neil Patel accorciò il suo caso di studio da 2.286 parole a 615, aumentò del 39% il numero di contatti generati.

I casi di studio non sono solo un tipo di contenuto sottoutilizzato, svolgono anche anche una ruolo integrante nel supportare i vostri potenziali clienti mentre si spostano attraverso il buyer journey.

Se avete dei casi di studio della parte finale del percorso (bofu – bottom funnel n.d.t.), è molto più probabile che riusciate a dare una spinta ai potenziali clienti a diventare clienti e a produrre rendimenti misurabili sul vostro content marketing.

Conclusione

Il content marketing è (e continuerà ad essere) una parte essenziale della SEO, nel 2017 e oltre.

E con sempre più titolari di aziende in competizione ogni giorno, per l’ambita prima pagina, farsi notare è molto più di un vantaggio, è una necessità.

Vi ho dato sei modi collaudati per aprirvi un varco attraverso il rumore di fondo e ergervi sopra la mischia.

Ora la domanda è…

Quale sceglierete?

Quale di queste 6 strategie è la vostra preferita? Lasciate un commento qui sotto.

 

Sam Thomas DaviesSam Thomas Davies

traduzione di

Sam Thomas Davies è il responsabile del content marketing di Sleeknote, una società che aiuta i titolari di imprese di e-commerce a catturare e convertire più contatti, senza danneggiare l’esperienza dell’utente.

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