Rapporto sullo stato dell’ottimizzazione delle conversioni del 2017

CXL - The 2017 State of Conversion Optimization Report

Alex Birkett

Blog CXL

The 2017 State of Conversion Optimization Report

In questo “State of the Conversion Optimization Report” del 2017, abbiamo proposto un questionario di 26 domande a 333 persone che lavorano nel mondo dell’ottimizzazione.

Abbiamo inoltre collaborato con Sentient Ascend (società di software di intelligenza artificiale per l’ottimizzazione) per analizzare i risultati dell’indagine, e abbiamo imparato una valanga di cose interessanti sul mondo della CRO (Conversion Rate Optimization – n.d.t.).

Molto di quello che abbiamo appreso ce lo aspettavamo ed è stato solo un’estensione delle nostre analisi scaturite dall’indagine dell’anno scorso; tuttavia, le cose sono un po’ cambiate nel corso di un anno e ora abbiamo alcuni risultati nuovi sullo stato del settore del CRO da poter condividere.

Questo post illustrerà alcuni dei punti salienti, ma se volete scaricare gratuitamente il rapporto completo, basta che clicchiate qui.

Che aspetto ha un ottimizzatore? (Demografia)

Qui ci sono alcuni dati demografici del nostro sondaggio, solo per dare prospettiva ad alcuni dei risultati che abbiamo acquisito. Inoltre, la nostra indagine coinvolge solo un campione dell’intera popolazione CRO, quindi la demografia del campione ci aiuta a comprenderne la composizione.

In primo luogo, nel settore CRO la percentuale di donne è piuttosto bassa e a dire il vero la percentuale di donne che ha risposto all’indagine di quest’anno è diminuita rispetto al 2016.

La nostra età media è stata di 34,42 anni e la mediana, 33 anni. Ecco la distribuzione delle età:

Il numero maggiore di risposte alla nostra indagine proviene dagli Stati Uniti, ma c’è una lunga coda di paesi che complessivamente costituisce il grosso delle risposte. In altre parole, in questo sondaggio è ben rappresentata la comunità internazionale.

Il 52,85% degli intervistati è interno all’azienda e il 47,15% lavora come fornitore di servizi (consulente o agenzia). Questo si discosta di poco dai dati del 2016, dove il 58% delle risposte proveniva da ottimizzatori interni, e il resto da agenzie o liberi professionisti.

La maggior degli ottimizatori interni lavorano per un sito di ecommerce. Anche le aziende che forniscono servizi del tipo “Software as a Service” e “Lead Generation” costituiscono una parte sostanziale delle nostre risposte.

Inoltre, la maggior parte degli intervistati ottimizza siti web, sia in versione mobile che desktop, e pochissimi lavorano sulle applicazioni per il mobile.

Lo stipendio medio degli ottimizzatori delle conversioni è risultato di 64.984,89 dollari (rispetto ai 71.340 dollari dell’anno scorso).

L’anno scorso, gli Stati Uniti hanno visto il salario medio più alto, con 87.926 dollari, ma quest’anno l’Australia si aggiudica il primo posto con uno stipendio medio di 88.676 dollari.

In realtà, i numeri tra quest’anno e l’anno scorso sono simili, con differenze ben al di sotto del margine di confidenza, quindi mi sbilancerò dicendo che gli stipendi non sono cambiati granché (almeno nel nostro campione).

È ancora un settore molto giovane

Quando incontrate uno sconosciuto in un bar o in una caffetteria e cominciate a parlare di quello che fate, quante persone sanno cos’è l’ottimizzazione delle conversioni?

È un settore giovane attorno su cui ci sono molti preconcetti. Nonostante questo, è in crescita costante …

Anche se è entusiasmante sentirsi parte di un settore nascente, questa condizione comporta qualche problema; in particolare:

  • Carenza di conoscenze consolidate sull’ottimizzazione (e non sapere dove trovare materiale didattico)
  • Mancanza di esperienza.

Dove si impara la CRO? Molti corsi sono incompleti o obsoleti (ad eccezione del CXL Institute [https://conversionxl.com/institute], ben fornito di corsi aggiornati e completi). Inoltre, si deve sapere “molto su un sacco di argomenti”; e non vale solo per i dilettanti, anche uno che si può appena chiamare specialista, per essere un ottimizzatore, deve avere dimestichezza di:

e altro ancora.

Certo, potreste disporre di un team con degli specialisti per ogni ruolo, ma se avete una persona responsabile del processo, quella deve sapere un po’ di tutto (o almeno abbastanza da poter valutare la qualità del lavoro degli altri). Inoltre, ogni specialista dovrebbe avere una conoscenza lavorativa delle altre discipline correlate (cioè un copywriter, per essere di livello superiore, dovrebbe avere conoscenze del lavoro di test e di progettazione).

Mancanza di esperienza nell’ottimizzazione delle conversioni

Il 58% degli ottimizzatori ricopre i ruoli CRO da non più di 2 anni. Il settore è ancora relativamente giovane e sta guadagnando forza.

Alcune di queste persone potrebbero aver lavorato precedentemente in un ruolo fondamentale della CRO (UX o analytics), ma pochi hanno lavorato specificamente nella CRO per molto tempo.

Infatti, solo il 12% dei nostri intervistati ha lavorato in un ruolo di CRO per più di cinque anni. C’è spazio per chi ha esperienza e ambisce a ruoli di coordinamento nel mondo dello CRO. C’è anche molto spazio per l’apprendimento, lo sviluppo e la crescita.

Quello che chiamiamo un ottimizzatore …

Il fatto è che le persone che fanno ottimizzazione delle conversioni tendono ad essere definite con titoli diversi. Questo è venuto fuori anche nel 2016. Spesso abbiamo delle discussioni sulla dimensione globale di questo settore, ma è difficile fare una stima accurata, perché le persone vengono identificate con titoli diversi. Ecco alcuni titoli dei nostri rispondenti:

  • Analyst
  • Conversion Optimizer
  • Conversion Specialist/Consultant/Strategist
  • CRO Specialist
  • Director of Optimization
  • Director of Marketing
  • eCommerce Manager
  • Digital Marketing Analyst
  • Growth Hacker / Head of Growth
  • Digital Marketing Manager
  • Growth Marketing Manager
  • UX Analyst
  • Product Manager
  • Web Analyst

E ce ne sono altri. Vedete, anche se una persona è responsabile dell’ottimizzazione nella propria azienda, può anche essere chiamata con un titolo diverso da quello con cui lo conoscete. E qualcuno, diciamo un Growth Marketing Manager, sarà responsabile dell’ottimizzazione, ma sarà anche incaricato di altri compiti, come l’acquisizione, la retention, ecc…

Anche se le persone che operano nel campo dell’ottimizzazione sono noti sotto molti nomi, sono comunque tutti focalizzati sulla crescita data-driven e sulla sperimentazione.

Seguite un processo CRO?

La maggior parte degli ottimizzatori (75%) segue un processo di ottimizzazione delle conversioni Nonostante ciò la maggioranza dei processi non è documentata o non è strutturata.

La maggior parte delle ottimizzazioni viene fatta da una persona sola o da gruppi di persone specifici. Le persone che lavorano in gruppi si incontrano più spesso di quelle che lavorano da sole, ma la maggior parte degli ottimizzatori si incontrano solo quando lo ritengono necessario (29,73%).

Abbiamo anche rilevato una differenza tra gli ottimizzatori in-house e quelli esterni, in termini di implementazione del processo. La probabilità che gli esterni abbiano sviluppato un proprio processo sono maggiori, e inoltre ci sono anche più probabilità che in generale utilizzino un processo.

Come si vede, c’è ancora molto spazio per chi vuole introdurre un processo nella CRO. Sappiamo che i programmi di ottimizzazione rendono più probabile …

1) generare un ROI;

2) essere presi sul serio dall’azienda;

3) che rimangano intatti a lungo se c’è un processo formalizzato.

Realizzate, prendete a prestito, o rubate un processo CRO e implementatelo nella vostra azienda, per ottenere i migliori risultati.

Tracciare l’efficienza organizzativa e il ROI

C’è un detto che probabilmente avrete sentito dire: “se non lo misuri, non puoi gestirlo”.

Vero o no, misurare gli effetti, i risultati e il ritorno sull’investimento dell’ottimizzazione delle conversioni da molti vantaggi, uno dei quali, ovviamente, è quello di essere capaci di migliorare. Ma oltre questo, la documentazione vi aiuta a creare un supporto per il vostro programma, a raccogliere risorse future e a creare aspettativa intorno ai test.

Ma quanti sono quelli che stanno tenendo traccia della loro attività? Non il 100% ma sempre una quantità consistente del nostro campione …

Questi risultati del 2017 sono molto migliori di quelli dell’anno scorso. Quest’anno il 63,83% degli intervistati dice di tener traccia della percentuale dei test vincenti (rispetto al 37% dell’anno scorso). Il 66,35% degli intervistati dice di tenere traccia dell’incremento della conversione media dei test (rispetto al 48% dell’anno scorso).

Questo è di sicuro un buon segno e mi auguro che in futuro migliori ulteriormente.

Tutto sulla sperimentazione

Quando si tratta di ottimizzare le conversioni, l’A/B test non potrebbe essere più universale. Abbiamo chiesto quali tipi di test la gente sta utilizzando e qui c’è la risposta:

(il metodo A/B test è un test contemporaneo di 2 o più varianti; il metodo “bandit” sposta una percentuale maggiore di traffico sulle varianti vincenti durante l’esperimento; il metodo Multi Variate Testing esegue il test contemporaneo della combinazione delle possibili variazioni – n.d.t.).

La maggior parte delle persone esegue solo 1-2 test al mese, ma una (leggera) maggioranza utilizza un modello di priorità per la scelta dei test. Da notare naturalmente, è l’ascesa rapida del modello PXL 🙂

Non sorprende che più test si fanno, più è probabile che si utilizzi un modello di priorità …

Infine, abbiamo chiesto il valore che le persone danno alle varie tecniche CRO (nel conseguimento del risultato – n.d.t.), e naturalmente, il l’A/B test è risultato in cima alla classifica, come il più importante di tutti.

Ecco il profilo e la segmentazione dell’A/B test da solo …

Cosa si spera per il futuro dell’ottimizzazione

Le cose stanno cercando di sperare per il futuro, in quattro modi:

  • assegnazione di un budget adeguato;
  • educazione;
  • definizione delle priorità;
  • risultati.

Per prima cosa, l’assegnazione del budget. Rispetto al 2016, il 45% degli intervistati ha dichiarato di aver aumentato il proprio budget quest’anno. Secondo, il 52% degli intervistati afferma che la loro organizzazione quest’anno darà una priorità più alta alla CRO. Terzo, circa il 55% degli intervistati ha dichiarato che il loro programma nel 2017 è stato più efficace del 2016.

Tutti questi dati infondono molta fiducia sul fatto che la CRO viene presa più seriamente e sta portando maggiori risultati. Ci auguriamo (e prevediamo) che questa tendenza continuerà.

Sul fronte dell’educazione, non abbiamo avuto migliaia di marketer che si sono iscritti ai nostri vari corsi del CXL Institute. Abbiamo aiutato le persone a cambiare lal oro carriera, ottenere promozioni e migliorare i loro risultati aziendali. Abbiamo corsi di analytics, UX, copywriting, CRO, e molto altro, tutti tenuti dai migliori esperti professionisti che conosciamo nel settore. Non sono discorsi, sono corsi interattivi e completi.

Conclusione

Anche se molti aspetti dell’ottimizzazione delle conversioni sono rimasti invariati, quest’anno si sono visti alcuni passi avanti nella giusta direzione. Stiamo osservando un maggior numero di ottimizzatori che utilizzano un processo strutturato e un framework di priorità.

In linea generale, gli ottimizzatori stanno ottenendo sempre maggiori successi e risultati dai loro programmi. A questo proposito, i programmi di ottimizzazione stanno anche spuntando budget più alti e maggior rispetto dagli stakeholder.

C’è ancora molto da fare nel mondo della CRO. Siamo entusiasti di lavorare ogni giorno a formare e educare quelli che aiutano a spingere avanti il settore e ad apportare l’innovazione dove conta.

Nel rapporto completo ci sono molti più dati; scaricalo qui.

Alex BirkettAlex Birkett

Traduzione di

Alex Birkett lavora come Content Marketer a ConversionXL. Si è spostato ad Austin, Texas dopo essersi laureato all’Università del Wisconsin. Seguitelo su Twitter

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