Reputation Management SEO: 6 tattiche avanzate

Di Rand Fishkin

SEOmoz

articolo orginale:

Reputation Management SEO: 6 Advanced Tactics

5 ottobre 2010

La scorsa settimana ho visitato Milano, in Italia grazie alla generosità del Dipartimento di Stato americano e Marco Montemagno, organizzatore del Social Media Week. Prima di tutto sono rimasto colpito dal fatto che il Dipartimento di Stato avesse un programma ufficiale per incoraggiare l’imprenditorialità digitale e la promozione dell’uso di Internet, come parte della loro missione di diffondere la democrazia. Sono rimasto ancora più colpito dal fatto che Il Social Media Week di Marco avesse raccolto più di 25.000 partecipanti (certo, maggior parte degli eventi sono stati gratuiti, ma sono comunque numeri entusiasmanti).

Durante la mia partecipazione alla manifestazione negli incontri privati con svariate persone di imprese locali ed enti pubblici, sono stato sorpreso di quante volte è venuta fuori la questione della SEO per la gestione della reputazione. Forse fra gli italiani sul web c’è una acceso dibattito o forse è solo una coincidenza, ma in ogni modo, ho promesso di scrivere un post che descrive alcuni dei metodi più potenti che abbiamo osservato, per spingere in basso su Google, i risultati negativi o indesiderati e per controllare le proprie posizioni.
I seguenti sono i miei suggerimenti (più avanzati) per chiunque stia cercando di “dominare” le proprie SERP nei motori:

1: Coltivare i giusti profili sociali nel modo giusto

Un grosso errore che fanno molti, nel campo della reputation management è quello di registrare profili sociali, su decine o centinaia di siti e ci fanno puntare quanti più link possibili, sperando che alcuni prendano il controllo delle prime posizioni. Questo diluisce in realtà l’efficacia della strategia, mentre invece quei link potrebbero essere consolidati da una manciata di profili di rilevo, spesso con un effetto molto maggiore. I siti che vi consiglio comprendono (in ordine di efficacia del profilo):

Detto questo, un altro grande errore è ritenere che la sola registrazione di un profilo sia sufficiente per assumere il controllo delle prime posizioni. La mia esperienza è che partecipare intensamente nei siti (per esempio, su Flickr, caricando un sacco di foto e di set, raccogliendo un sacco di amici, incitando gli altri a commentare le vostre foto, ecc…) può essere più utile per aiutare il ranking dei profili, che guadagnare semplicemente link esterni. Per questo motivo, se siete appassionati e attivi su una comunità come DeviantArt, quorum, Armor Games o in altri siti social di nicchia, quelli sono in grado di battere anche i grossi calibri del mondo social. La chiave è partecipazione autentica e regolare.

Alcune regole addizionali da ricordare con i profili sociali sono:

  • Battezzate correttamente i vostri profili. Se possibile, non usate pseudonimi, ma il vostro nome e cognome (o marchio) come singola parola o con i trattini.
  • Compilate i profili completamente: foto, bio, video, link, argomenti, tag. Qualunque cosa offra la piattaforma, traetene il massimo vantaggio.
  • Sfruttate la vostra rubrica o un elenco di contatti attivi sui social media: fate loro richieste di amicizia, diventate loro seguaci o invitateli come contatti, su ciascuna delle piattaforme.
  • Create anche nuovi collegamenti su ogni piattaforma. Usate il tab ‘Top Pages’ del tool OSE per trovare gli URL con più link, sulle piattaforme social e vedete se c’è verso di inserire commenti, linkare o comunque fare in modo che il vostro profilo ottenga un link da quelle pagine.
  • Non dimenticatevi della rilevanza: se la pagina sembra artificiale o infarcita di parole chiave, correte il rischio che il vostro profilo venga estromesso dagli amministratori del sito, mettendo a rischio la possibilità di partecipare in modo autentico e creare collegamenti con altre persone, marchi e contenuti.

Come tutto quanto nella vita, niente che vale la pena si ottiene facilmente. Investite nei vostri profili sociali e loro vi premieranno con una ‘proprietà’ sotto controllo, nella prima pagina dei risultati.

2: Scrivete una biografia universale con link nel testo

Se voi o la vostra azienda comparite sulla stampa, sui media, in occasione di eventi o anche se ricevete citazioni e riferimenti sul web, c’è quasi sempre una “bio” o “profilo” standard, richiesta dall’editore. Questo paragrafo prefabbricato è una notevole opportunità di ottenere link alle varie vostre pagine sul web in modi rilevanti ed appropriati. Per esempio, diciamo che io stia confezionando un profilo standard di SEOmoz, da utilizzare ogni volta che siamo uno sponsor, partecipanti o fonte di riferimento per un evento o per un contenuto. Mi piacerebbe uscire con qualcosa del tipo:

SEOmoz è una startup di software con base a Seattle, impegnata nel rendere la SEO (Search Engine Optimization), facile e accessibile a tutti i marketer. Il popolare blog SEO dell’azienda serve più di 80K sottoscrittori al giorno, mentre i loro account SEOmoz su Twitter e Facebook interagiscono con altre migliaia di persone nel mondo dei social network. Per ulteriori informazioni su SEOmoz, guardate finanziamento + investitori tramite Crunchbase e opportunità di lavoro su LinkedIn.

Notate i link molteplici con un anchor text ragionevolmente buono, che punta di alle pagine web che controlliamo? Questo funziona abbastanza bene per le aziende, ma è ancora più efficace per gli individui, in quanto queste “bio”, tendono a seguirvi ovunque nella vostra vita professionale o pubblica. Controllate bene quando li inviate ai serivizi di stampa, ai posti dove state facendo pubblicità o partecipando a manifestazioni, o siete gli sponsor, per assicurarvi che i link siano inclusi. Il 50% delle volte, dovrete inviare un promemoria via email, per assicurarvi che siano stati puntati correttamente.

3: Parlare, investire, donare e assumere

Queste quattro tattiche sono i mezzi più efficaci che ho visto, per far sì che il vostro marchio, la bio ed i link siano propagati per tutto il web. Parlare in occasione di eventi è in genere gratuito (ad eccezione del viaggio), promuove voi e il vostro marchio e quasi sempre se ne ricava una ‘bio’ di alta qualità con link annessi. Investire in aziende o donare ad organizzazioni non-profit o anche a singoli individui è altrettanto efficace e può risparmiare il viaggio, il discorso ed il Powerpoint. Anche piccoli importi portano riconoscimenti da pagine forti, comunicati stampa ed articoli dei media, che contribuiscono a rafforzare i vostri link.

Assumere, è particolare, perché gli annunci sono spesso temporanei. Tuttavia, molte fonti di annunci di lavoro mantengono un profilo stabile fintanto che avete posti di lavoro disponibili, regolarmente o in modo intermittente. Se siete abituati a publicare gli annunci solo sul vostro sito o su Craigslist (in cui gli annunci scompaiono velocemente), prendete in considerazione di usare altri servizi e quando lo fate, includete anche la ‘bio’ della vostra azienda o quello personale. Anche se l’annuncio è solo per una posizione di appaltatore o per un ruolo che state prendendo in considerazione, possono avere un impatto significativamente positivo (e poi potreste anche trovare qualcuno eccezionale da aggiungere alla squadra!).

4: Evitare pagine di Wikipedia ed altri siti Free-for-All

Le pagine di Wikipedia sono potenti, giusto? Da questo dobbiamo dedurre che è anche saggio creare lì, profili e pagine sulla nostra società o su noi stessi, da utilizzare per la gestione della reputazione; giusto? Sbagliato!

La prima regola di gestione della reputazione è: domina le posizioni con pagine che puoi controllare completamente. Se altre persone possono lasciare commenti, modificare il materiale, inserire riferimenti supplementari o in qualsiasi altro modo editoriale, contraddire il vostro lavoro, allora non vale la pena. Io ho dovuto lottare con la burocrazia di Wikipedia in due diverse occasioni, per far sì che la mia pagina venisse rimossa. Ho poca fiducia nella qualità, precisione, o intenzioni del loro comitato di redazione. E con un profilo così potente (il giorno dopo che fu creata, la mia pagina di Wikipedia era classificata in posizione 3 su Google, per il mio nome, ed in posizione 4 in Bing, senza aver trovato altri link esterni), non vale la pena farsi carico del rischio.

Questo si applica a molti altro casi (in realtà, TechCrunch’s “Crunchbase”, che ho linkato sopra nell’esempio profilo SEOmoz, è un altro candidato potenzialmente rischioso). Prima di investire tempo, fatica o link esterni, assicurarsi della politica generale del sito riguarso al controllo dei contenuti e dei profili. In generale, posti come LinkedIn, Flickr, Twitter, ecc… consentono di controllare quella ‘proprietà’ meno che non siate oggetto di un caso di grave danneggiamento di immagine (ed anche allora, non permetteranno che del materiale negativo su di voi sia pubblicato su questi URL, verrà semplicemente tolto).

5: Avviare un Blog alternativo

I blog attirano naturalmente un sacco di link e di riferimenti esterni, motivo per cui così tanti SEO specializzati in reputation management raccomandano di registrare nomegognome.com o nomedelmarchioblog.com e di utilizzarlo come un blog professionale o personale. Quello che non vedo spesso, ma che ho osservato funzionare brillantemente, è un blog alternativo su temi separati che utilizza un sistema analogo.

Per esempio, immaginate che io voglia controllare il mio nome “Rand Fishkin”; non solo tengo un blog su randfishkin.com, ma mi piacerebbe molto anche prendere in considerazione l’avvio di un blog di cucina o di un blog sportivo, o di viaggi su randfishkincooks.com o qualcosa del genere. Sì, ci sarà da lavorare per configurarlo, scrivere alcuni contenuti veri e costruire un profilo web per il nuovo dominio, ma se riesco a legarlo a qualcosa che faccio e che amo condividere, i riferimenti arriveranno a valanga.
Assicuratevi, quando fate questo, di sfruttare la rete esistente, per i link sui blogroll e per condividere via Twitter, Facebook, ecc… Sarete sorpresi di quanti contatti di amici, parenti e di lavoro, usciranno allo scoperto per puntare link alla vostra nuova ‘proprietà’.

6: Utilizzare I link di bassa qualità per i profili sociali, quelli di maggiore qualità per i domini che gestite voi

Non ho mai suggerito di acquistare link scadenti, ma se è necessario, o se avete altri link che controllate e che sono di qualità discutibile, o che pensate che motori di ricerca li considerino di basso valore o addirittura manipolativi, non puntateli ai domini appena registrati o verso siti di vostra proprietà. Invece, puntateli alle pagine del profilo sociale, potenti e con alta autorità, che avete creato e lasciate decidere ai motori se e quali conteggiare.

Questo funziona particolarmente bene per i link nofollow dei commenti, wiki ed altre forme di partecipazione sociale sul web. Non sono sicuro se i link ‘nofollows’ vengono contati direttamente o se le pagine vengono ritagliate e ripubblicate in un formato ‘followed’, ma col tempo ho visto esempi di ‘nofollows’ apparentemente fare il lavoro pesante per migliorare il ranking delle pagine del profilo sociale.

Se siete proprietari di alcuni vecchi i siti trascurati che sono discutibili in termini di qualità e ranking, dal punto di vista dei motori, potreste provare a testarli puntandoli ad altre pagine di profili sociali (ed osservare o verificare l’impatto sul ranking di tali URL), prima di puntarli ai vostri profili. Meglio prevenire che curare e c’è abbondanza di casi dove i SEO aggressivi sono andati troppo in là con I link ai profili sociali, con il risultato che i motori di ricerca hanno penalizzano le pagine o che gli amministratori del sito hanno tolto il profilo, vanificando ore o giorni di lavoro.
Avete qualche tattica efficace di gestione della reputazione da condividere? Vi prego di farlo: sono sicuro che chi lavora in questo settore lo apprezzerà.

P.S.

Ovviamente, con il cambiamento di Google che mostra molte più pagine da un singolo dominio nelle SERP per la query su un marchio, questa pratica per alcuni è diventata più facile. In un prossimo post, cercherò di discutere le modalità per ottenere l’associazione marchio-‘entità’ per il vostro sito, ma nel frattempo, vi consiglio due post da Bill Slawski sulla questione Influenza dei Brand e Entità e come un motore di ricerca potrebbe assumere che una query implica una ricerca nel sito.

Rand FishkinRand Fishkin

Traduzione di

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