SEO: le insidie della backlink analysis

Video originale

Di Rand Fishkin

SEOmoz

trascrizione dal video orginale:

SEO Link Analysis Pitfalls – Whiteboard Friday

7 Aprile 2011

Salve a tutti i nostri fan, benvenuti a questa nuova putata di Whiteboard Friday. Questa settimana parliamo delle insidie di fare la ‘backlink analysis’.

Un sacco di persone nel settore SEO hanno questa idea: “hey, la prima cosa, per cominciare a fare un po’ di link building è vedere chi si posiziona nei primi dieci; farò una ricerca per la mia parola chiave e vedrò chi occupa le posizioni 1, 2, 3, chi è su quella prima pagina dei risultati e andrò a cercare chi è che punta link verso di loro, per ridirigere un bel po’ di questi link verso il mio sito. Perché se hanno aiutato il loro ranking, aiuteranno anche me a salire di posizione”.

Ci sono alcuni rischi reali, alcune grosse insidie in questo tipo di analisi dei link. Il primo dei quali è, che è molto difficile sapere se i link in ingresso su un sito stiano effettivamente aiutando il sito o no e se i link che vedete sono i principali responsabili del risultato. E’ anche molto difficile sapere se questi siti, in particolare molti di quelli in cima ai risultati delle ricerche abbastanza competitive, sono lì da tre o sei mesi o nove mesi o un anno, o se utilizzano tattiche manipolative e magari in futuro saranno scartati dal conteggio o scadranno di valore.

Quindi, quello che voglio che facciate, è che quando eseguite questa operazione, andiate certamente a vedere su U-sources, Majestic, Yahoo Site Explorer, Open Site Explorer, e tutti quanti possono mostrarvi alcuni dei link che puntano a queste pagine, che hanno un ranking così alto. Ma una volta che disponete dei dati, è necessario che vi chiediate chi referenzia quei link e soprattutto, che seguiate alcune regole.

immaginatemi quiUtilizzate questo criterio: immaginate di vedermi; io sono qui, guardate la figura stilizzata. Qui sembro dimagrito, ho anche assunto un colore po’ sul viola o malva, ma immaginatemi lì lo stesso, che dico: “Aspetta!’ Prima di cercare prendere questo link, utilizza il test dell’odore”. Non date per scontato che ogni link concorra a portare quella la pagina in quella posizione. Siate molto prudenti.

Vi esorto a non utilizzare nessuna tattica che non abbia il sostegno di un qualche genere di approvazione editoriale.

Se vi accorgete di schemi circolari di link, o avete sentore che gli articoli sono fatti in serie per il marketing, se è davvero un sito scadente, dove qualcuno pubblica un milione di volte lo stesso articolo, che punta a se stesso ancora e ancora, se in quelle pagine ci sono directory di link reciproci, se vedete che hanno soltanto lunghi elenchi di link, se vendono e comprano link, se vedete inserzioni del tipo “sottometti il tuo sito a 3.000 motori di ricerca per $ 99”, se vedete qualsiasi cosa che abbia l’aspetto di ciarpame, che non aggiunga alcun valore, che nessun essere umano in realtà possa dire “questo è un buon sito web”, allora, forse questi link a breve termine, potranno aiutare qualcuno a guadagnare le prime posizioni.

Ma nel lungo termine, per voi non produrranno nessun valore editoriale. Non porteranno traffico di qualità, non saranno una ‘referenza’ implicita per il sito. Questi link non seguono nessuno dei principi del buon “inbound marketing” (il marketing focalizzato sul farsi trovare dai clienti n.d.t.). Pertanto, i motori di ricerca non hanno nessuna intenzione di conteggiarli. Ricordate che ci saranno un mucchio di laureati preparatissimi, con tanto di dottorato di ricerca, al lavoro da Google e Bing con il compito di svalutare questo genere di link.

Se avete bisogno di salire di posizione nel breve termine e siete uno spammer che fa siti usa e getta, non disponete di un sito veramente buono e state solo cercando di stare a galla nel breve periodo, allora va bene, procedete in questo modo. Ma se state pensando a lungo termine e disponete di un sito web con un marchio e state veramente cercando di costruirvi una credibilità, allora dovete cercare dei link che sono referenze editoriali (vere).

Poi vorrei anche mettervi in guardia contro una posizione apparentemente saggia e molto diffusa fra i SEO, ossia, non ignorate alcune fonti di link solo perché potrebbero essere link “no-follow”. Ci sono un sacco di buoni link ed eccellenti referenze editoriali che arrivano dai link no-follow. Così, spesso vi troverete a dire: “ehi, questa è una pagina di Wikipedia”, che è il caso più comune, ma ci sono anche un sacco di commenti sui blog che una persona può aver lasciato, o alcuni buoni post che scritto, o alcuni articoli editoriali che hanno scritto per altra gente; forse questi link sono no-follow, perché la gente è preoccupata per lo spam sui motori di ricerca e lo spam fatto per ragioni SEO e cose del genere. Ma vi dico una cosa: molte referenze di questo genere invieranno visite di qualità, sono “editoriali” e possono passare del valore; forse per effetto diretto, ma quasi certamente per effetto indiretto.

Controllate anche ognuno di questi link, che puntano a quelle pagine nelle prime posizioni; assicuratevi che tali pagine si posizionino bene per le loro keyword. Potreste trovare una pagina che punta alla prima della lista e pensare: “ehi, questo è un posto ideale per ottenere un link. Non so, mi costerà soldi o mi costerà un sacco di tempo o sarò costretto a passare da una serie di rimbalzi farlo, o magari dovrò raccomandare alcuni contenuti o creare qualche contenuto apposta, per riuscire ad avere questo link”. Prima fare tutto questo, non saltate il primo e più facile passaggio, cercate di capire: la pagina che punta qui, si posiziona bene? Che cosa si può dire delle altre pagine verso cui punta i suoi altri link? Si posizionano? Se hanno buone posizioni per le loro parole chiave, forse questa è una buona pagina che

Google considera legittima e che sta considerando. Forse vale la pena di fare qualunque sforzo che è necessario metterci. In caso contrario, uhm, è discutibile; io mi preoccuperei.
La seconda cosa che vi esorto a fare quando fate la ricerca competitiva dei link è di non prestare solo attenzione ai link di per se. Quelli contano, sono importanti e bisogna farlo, ma siate pronti a pensare fuori dagli schemi.

Date un’occhiata a questo: una delle cose che amo fare è non solo guardare il numero uno dei risultati, la gente che ha il tag title perfettamente ottimizzato, la meta-description perfettamente ottimizzata, il nome del dominio principale perfettamente ottimizzato, corrispondenza esatta delle parole chiave nel dominio. Questi siti spesso tendono ad essere spam, soprattutto se hanno, per esempio, due trattini nel nome del dominio, un dominio ‘.info’ ed altre cose del genere; perfino corrispondenza delle parole chiave; al contrario dei grandi marchi. Quando vedete un grande marchio nelle prime posizioni, pensate: “ehi, li conosco, ho sentito parlare di loro; sono una azienda rispettabile. Strano, non sembrano applicare molta SEO.

Tutto l’elenco dei risultati è a malapena ottimizzato per la parola chiave. Mi chiedo come fanno a stare così in alto”. Questi, proprio questi sono i link che dovete acquisire. Chi punta link verso questi tizi? Questo è quello che verificherei.

Quando faccio ricerche e vedo che qualcuno è ben piazzato, ma non ha fatto un granché di lavoro SEO sulla pagina, non sembra di aver fatto una esagerazione di link building manuale ‘off page’, o link spamming, o una qualsiasi di cosa di questo genere, allora quelli sono i link che vorrei davvero controllare.

brand searchPoi, mi piace molto fare anche questo:

brand -site:brand.com

Si tratta essenzialmente di trovare quei marchi che mi sembrano davvero buoni, i marchi che sono elencati nelle prime posizioni e piuttosto che cercare solo chi è gli punta un link, vedere chi li sta citando. Chi parla di loro? Quali sono le fonti importanti che li citano?

Non necessariamente con un link o un link di tipo ‘follow’. Potete cercare il nome del marchio seguito da un segno meno, dalla parola ‘sito’ e poi due punti seguiti dal nome di dominio (-site: nome di dominio) e fare clic su tale ricerca, che produrrà un elenco di posti dove si parla di quel marchio.

Infatti sono i siti ordinati per importanza, secondo Google, che stanno parlando di quel marchio. Potrebbero essere pagine di profilo, pagine di profilo sociale che hanno avuto, forse si dovrebbero avere dei link da quei profili sociali. Potrebbero essere tool che hanno realizzato, o blogger che hanno contattato, oppure articoli, notizie, o forum che discutono di loro.

Tutti questi posti sono luoghi ideali per iniziare a fare un po’ di inbound marketing. Dovreste partecipare a quei forum, contattare quei giornalisti.

Dovreste procurarvi quel contenuto scritto che attirerà quelli stessi tipi di link. Sapere chi parla di loro, è un eccellente punto di partenza.

Se seguite questo consiglio, l’analisi dei link che avete intenzione di fare per la vostra SEO varrà mille volte più la pena che non seguire soltanto i link a ritroso e cercare di acquisirli tutti. Ed è probabile che continueranno a sostenervi nel lungo termine, quando un sacco di queste tattiche manipolative di breve termine smetteranno di funzionare.

Bene, spero che vi sia piaciuta questa puntata di Whiteboard Friday. Ci vedremo ancora la prossima settimana. Saluti.

Rand FishkinRand Fishkin

Traduzione di

SEOmoz non è affiliato con questo sito e non ha visionato questa traduzione. SEOmoz fornisce i migliori strumenti e risorse SEO del Web.

Stampa articolo Scarica il file in formato PDF

Elenco Articoli di Rand Fishkin

Post A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *