L’arte del SEO

Di Jill Whalen

articolo orginale:

Revisited: The Art of SEO

Per quanto Google faccia finta di avere i SEO in simpatia, invitandoci alle feste a Googleplex [quartier generale di Google N.d.T.] e scrivendo sui forum dei SEO, il risultato finale è che non gli andiamo a genio, o per lo meno non gli piace quello che facciamo.
A Google vogliono trovare i siti migliori e più rilevanti per la ricerca corrente, tutto da soli. Forse un giorno saranno effettivamente capaci di farlo, ma per adesso hanno ancora bisogno del nostro aiuto, che gli piaccia o no.

Sfortunatamente SEO con pochi scrupoli hanno dato a Google buoni motivi per essergli poco simpatici. A causa di chi fa spamming sui motori di ricerca Google deve vigilare di continuo cercando segnali rivelatori di attività SEO su ogni sito. Non c’è da fare molta strada per arrivare alla conclusione che potrebbero perfino penalizzare i siti credono siano stati ottimizzati.

Se pensi che avere tutte le frasi chiave in “tutti posti giusti secondo i criteri SEO” sia una buona cosa, ripensaci! In buona sostanza state dicendo a Google: “Ehi guarda, il mio sito è stato o ottimizzato!” A cui loro risponderanno: “molte grazie per avercelo fatto sapere … ZAP … ci vediamo fra un po’ !” Non importa se il tuo sito è il più rilevante (nella tua mente) per quella ricerca, non importa se hai piazzato le parole chiave strategicamente per tutto il sito.

Cose che funzionavano come d’incanto nei primi anni del SEO, oggi possono effettivamente danneggiare piuttosto che aiutare. Riguardo a ciò che a Google può far scattare l’allarme SEO, la mia ipotesi è che si tratti di una combinazione di cose. Qualcosa come se la presenza di un certo numero di fattori SEO tradizionali su ogni pagina facesse suonare a Google un campanello di allarme (altrimenti conosciuto come filtro antispam).
Alcuni degli elementi che tradizionalmente vengono citati nelle “formule” SEO e che può esserti stato insegnato ad inserirvi le frasi chiave sono:

  • nel nome di dominio
  • nel nome del file
  • nel titolo
  • nel meta tag “description”
  • nel meta tag “keyword” o nell’attributo ALT delle immagini
  • nel un H1 o in ogni altro tag H
  • come prima parole di una pagina
  • in grassetto o corsivo o in un colore differente
  • più volte sul primo paragrafo o due volte nella pagina
  • nel testo in ogni singolo posto dove possa aver senso
  • in ogni link che punta alla pagina.

Se metti la stessa parola chiave in molti di questi posti, puoi facilmente far scattare il filtro antispam. Siccome è difficile determinare quali e quante di questi elementi possono far scattare il filtro, il miglior consiglio che ho da darti è quello di mettere in pratica il tuo SEO senza nessuna particolare formula in mente.

Questo è come ho sempre fatto ed ha sempre funzionato perché ogni sito è unico ed ha differenti necessità di ottimizzazione.
Sfortunatamente è difficile descrivere questo tipo di SEO ad altri, perché la gente cerca sempre la formula magica. Da quando faccio SEO (adesso sono oltre 12 anni) ho sempre avuto il pensiero costante di non avvisare i motori di ricerca che i miei siti erano stati sottoposti a ottimizzazione SEO. Questa è una delle ragioni per cui non ho mai usato nomi di dominio o numi di file ricchi di parole chiave. Questa è probabilmente la cosa SEO più ovvia che puoi fare.

La cosa più importante di essere un buon SEO è la creatività. Non dovresti preoccuparti troppo nello specifico di piazzare parole chiavi qui e lì e poi là sopra. Non tutte le pagine hanno bisogno di un titolo H1 con dentro frasi chiave. Se la tua pagina non è progettata per avere dei titoli H1 non c’è bisogno di cambiarla solo per utilizzarne uno per propositi SEO. Molte immagini non hanno veramente senso con una frase chiave nel loro attributo ALT (ALT tag). Non forzarcene uno solo per i motori di ricerca.

Fondamentalmente per Google (e per i tuoi utenti), per quanto concerne il testo della pagina e di come fai uso delle parole chiave visibili, il meno è sicuramente meglio. Ti prego di non leggere il mio libro “Nitty-gritty” per poi piazzare la stessa frase in ogni singolo posto libero della pagina che riesci a trovare. Il mio libro era stato pensato per aiutarti a pensare a un po’ di posti che avresti potuto esserti dimenticato perché non stavi pensando ad essere descrittivo al momento della stesura del testo. Potresti sicuramente avere un eccesso di una cosa (di per se N.d.T.) giusta.

Il primo paragrafo di una pagina che è composto diciamo da 4 frasi, non può avere 10 istanze della stessa frase chiave. Sembra e suona stupido. Lo so che su questo punto ci ho battuto moltissimo nelle presentazioni delle mie conferenze e nei nostri seminari di High Rankings, ma non importa quante volte lo dico, la gente non afferra per niente l’importanza di lavorare in questo modo. Se il tuo testo risulta goffo per un umano, e non da l’impressione di essere stato scritto da un copywriter professionista, allora non piacerà neppure ai motori di ricerca.

Quando pratichi il SEO non seguire un manuale, pensa come un progettista di motori di ricerca e pensa a tutte quelle cose che dovresti combattere adesso ed in futuro. Ottimizza sempre per 3 o 4 o perfino 5 frasi e distribuiscile su tutta la pagina. Mai, mai, mai, pensare che è il primo paragrafo quello che conta e inzepparle tutte lì. Deve esserci una distribuzione uniforme sull’intera pagina e non dovresti usare una frase così tanto da sentirne le ripetizioni mentre leggi.

Se l’hai fatto bene, un utente normale non dovrebbe avere idea che la pagina è stata sottoposta ad ottimizzazione SEO. Un SEO addestrato dovrebbe essere in grado di individuare quali sono le tue frasi chiave, ma non dovrebbe essere palesemente evidente. Ultimo, ma non meno importante, ingaggia un copywriter professionista per farlo lavorare sulle pagine importanti del tuo sito, è il migliore investimento che puoi fare per il tuo sito ed il tuo business. Anche se non vuoi pagare un SEO, devi assolutamente ingaggiare un copywriter professionista. Hai bisogno di qualcuno che comprenda davvero alla perfezione il pubblico target e sappia come parlare loro dei vantaggi di quello che offri. A qualcuno così puoi facilmente insegnare l’aspetto SEO.

Spero che questo sia d’aiuto nel darti qualche idea su come uscire fuori dalla modalità formula-SEO e ti inviti a praticare un SEO più creativo. SEO è molto più un’arte che una scienza, la scienza ne è solo una piccola parte.

Jill Whalen

Traduzione di

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