Come Google sta cambiando la ricerca Long Tail con esperimenti come Hummingbird – Whiteboard Friday

Rand Fishkin

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trascrizione dal video orginale:

How Google is Changing Long-Tail Search with Efforts Like Hummingbird – Whiteboard Friday

18 Ottobre 2013

Salve, fan di Moz e benvenuti a questa edizione di Whiteboard Friday. Questa settimana ho deciso di parlare un po’ di Google Hummingbird, ma più in generale degli sforzi che Google ha compiuto nel corso degli anni, per cambiare il modo di gestire le ricerche di Long Tail.

La Long Tail, se ancora non vi è familiare, è l’insieme di quelle frasi di ricerca che di solito hanno un maggior numero di parole e sono correlate a ricerche più specifiche, rispetto a quelle interrogazioni, che invece stanno nella parte iniziale della curva della domanda (che rappresenta il numero di richieste per frase), in cui stanno le frasi più brevi, con molte più persone che ne fanno richiesta e di cui, principalmente tendiamo ad occuparci nella nostra professione, soprattutto nel mondo SEO.

demand-curveNella testa della curva della domanda, o nella parte corposa della curva ci sono frasi più brevi, rispetto alla Long Tail.

Come Google ha detto più volte, la Long Tail,, è una grande porzione del traffico di ricerca web. Qualcosa che va dal 20% al 40% o forse addirittura il 50% di tutte le query del Web, stanno in quella Long Tail; le frasi che totalizzano meno di 10 o 50 ricerche al mese, vanno in quel in quel serbatoio. Google dice che dal 18% al 20% di tutte le ricerche appartengono alla parte estrema della Long Tail, nel senso che non le hanno mai viste prima; sono ricerche di tipo molto specifico.

Credo che Google impegni un po’ delle sue risorse su questo. In effetti è un problema dal punto di vista degli annunci pubblicitari, perché vorrebbero essere in grado di servire eccellenti inserzioni destinate quelle frasi della Long Tail, ma all’interno del loro strumento AdWords Keyword Tool, per la pubblicità self-service, è difficile scegliere quelle frasi. Google spesso non mostra il volume di ricerca che generano. Google stesso potrebbe anche avere difficoltà a rendersi conto che: “ehi, questa è una query rilevante per questo genere di risultati”, soprattutto se appartiene alla Long Tail.

Così nel corso degli anni, li abbiamo visti diventare sempre più sofisticati nel trattare i contenuti, il contesto e l’analisi testuale, fino ad oggi, con il rilascio di Hummingbird (nel mese di agosto secondo Google), che è stato più un aggiornamento dell’infrastruttura, che un aggiornamento algoritmico. Si può pensare a Penguin o Panda come aggiornamenti di tipo algoritmico ed a Google Caffeine, come un aggiornamento che ne ha accresciuto la velocità. Dicono che Hummingbird migliori il loro meccanismo di elaborazione del testo e della comprensione del contesto, di cui oggi osserviamo gli effetti.

long-tail-keywordCercherò di illustrarlo con un esempio. Diciamo che Google riceve due query di ricerca, “best restaurants SEA” (SEA sta per aeroporto di Seattle, questo è il codice triletterale dell’aeroporto) e “where to eat at Sea-Tac Airport in Terminal C“. Supponiamo di avere qui una pagina realizzata da qualcuno, che elenca i migliori ristoranti a Sea-Tac e che li abbia raccolti per terminal.

Quindi, se siete nel terminal A, o al terminal B, o nel terminal C, effettivamente è facile arrivare a piedi a ciascuno di loro; tranne che per N e S. Spero che non dobbiate andare al terminal N, è una vera sofferenza. S è ancora peggio. Ma nel Terminal C, presumo ci sarebbe in lista Beecher’s Cheese, perché quel posto è incredibile. Lo hanno appena aperto ed è ottimo. Nel Terminal C, hanno un Beecher’s Cheese, per cui è presente nell’elenco.

Un ingegnere intelligente di Google potrebbe pensare: “Senti un po’, mi piacerebbe molto riuscire a servire questa pagina per questa ricerca (la seconda, quella di tipo Long Tail – n.d.t.). Ma non ha come keyword le parole specifiche ‘where to eat‘ o ‘Terminal C‘; soprattutto non ci sono nel tag TITLE della pagina o nel titolo del testo. Come faccio a capirlo?” Bene, con aggiornamenti come quello che abbiamo visto con Hummingbird, Google potrebbe essere in grado di fare addirittura più di questo. Così in sostanza si sono detti: “voglio trovare il modo di capire che questa pagina soddisfa entrambe queste ricerche”.

Tutto questo ha alcune implicazioni per il mondo SEO. Ma come se non bastasse, al momento, l’analisi del traffico generato dalle keyword di Long Tail è anche viziato dall’oscuramento delle keyword praticato da Google (‘not provided‘); ciò significa che è più difficile per uno che lavora nel marketing, poter dire: “ci sono persone che cercano questo? Ci sono persone alla ricerca di quest’altro? E’ questo che mi porta traffico? Forse posso ottimizzare la mia pagina, il mio contenuto, su quella frase”.

Quindi questa combinazione di situazioni e la direzione che stiamo vedendo prendere a Google, comportano alcune conseguenze: maggiori opportunità di traffico; opportunità per un contenuto eccellente, che non necessariamente stia facendo un lavoro eccelso di ottimizzazione per le keyword.

img2Tutto questo è piuttosto interessante dal punto di vista SEO, perché non sto dicendo (e sia chiaro che debbono esserci equivoci su questo) che dovete smettere di fare l’ottimizzazione per le parole chiave, smettere di inserire buone parole chiave nel titolo e che non dovete realizzare le vostre pagine contestualmente pertinenti alle query di ricerca. Ma invece dico che se fate un buon lavoro di ottimizzazione per le keyword più comuni “best restaurants at SEA”, o “best restaurants Sea-Tac”, potreste trovarvi a ricevere molto più traffico, da ricerche come quella di Long Tail che abbiamo visto. Quindi intorno a questo meccanismo c’è quasi un aumento del beneficio nel produrre grandi contenuti e nel soddisfare e rispondere a una serie di esigenze, espresse dall’intento di una frase di ricerca.

Purtroppo, per alcuni di noi del mondo SEO, la vita potrebbe diventare più dura, con quei siti che oggi sono ottimizzati per un sacco di ricerche della media e lunga coda, ma che non hanno fatto un lavoro superbo dal punto di vista dei contenuti, o degli altri fattori di ranking. Quindi, se siamo nel caso in cui mi basta posizionarmi per un sacco di frasi Long Tail come quella che abbiamo visto, ma non ho molti segnali di branding, segnali dai link, segnali sociali, segnali dall’utilizzo degli utenti, ma ho solo forti segnali dalle keyword, allora Google potrebbe dedurre: “forti segnali di parole chiave non significano più tanto per noi, perché ora siamo in grado di prendere le pagine che precedentemente non avremmo potuto collegare a quella query” (in pratica quelle pagine si trovano improvvisamente una concorrenza, fino ad allora evitata proprio grazie alla nicchia di keyword per cui erano ottimizzate – n.d.t.).

In generale, ciò di cui stiamo parlando è che Google gratifica il miglior contenuto maggiormente della grande quantità di contenuti. E questa è la piega che le cose stanno prendendo oggi, nel mondo della SEO.

Sono sicuro che ne verrà fuori qualche discussione appassionante. Apprezzo molto i contributi delle persone che hanno fatto un’analisi approfondita di Hummingbird. Persone come il dr Pete di Moz, naturalmente, e Bill Slawski di SEO by the Sea, Ammon Johns, che ha scritto un bel post su questo argomento. Penso che nei commenti ci sarà un ulteriore avvincente dibattito. Non vedo l’ora entrarci. Saluti.

Rand FishkinRand Fishkin

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