I links stanno perdendo valore nell’algoritmo di Google? – Whiteboard Friday

Video originale

Rand Fishkin

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trascrizione dal video orginale:

Are Links Losing Value in Google’s Algorithm? – Whiteboard Friday

28 febbraio 2014

Salve, fan di Moz e benvenuti a questa nuova puntata di Whiteboard Friday. Oggi, parleremo dei link che stanno perdendo il loro valore nell’algoritmo di ranking di Google.

Google se ne è uscito raccontando di come avevano testato una versione del loro motore di ricerca, (gli algoritmi di qualità della ricerca e gli algoritmi di ranking), che non includeva i link come segnali di ranking. Naturalmente, un sacco di SEO si sono detti: “come? hanno fatto questo?”

Ma è andata a finire che a Google quel risultato non è piaciuto. A loro non è piaciuto quello che hanno visto, dopo aver tolto i link dai fattori di ranking. Quindi forse i SEO si sono detti: “ok, posso tirare un sospiro di sollievo, o hanno intenzione di continuare a cercare modi per tirar via i link dall’equazione di ranking?” Di sicuro i link, sono stati per tanto tempo un modo estremamente efficace per i SEO e per la gente, per incidere sull’indicizzazione, sul ranking e sul traffico proveniente dai motori di ricerca.

Voglio esprimere la mia personale opinione: secondo me continueremo a vedere i link nei sistemi di ranking di Google, per almeno i prossimi cinque anni e forse anche dieci. Se continueranno o meno ad essere così importanti e potenti, quanto lo sono stati fin’ora, è un argomento che credo sia degno di una discussione; quindi menzionerò alcuni dei punti esposti da diversi marketer e SEO molto brillanti, schierati su entrambi i fronti della discussione.

No, i link stanno invece accrescendo il oro valore

no

Sul primo fronte, ci sono alcune persone che dicono: “no, questo è folle. I link in realtà stanno accrescendo il loro valore”. Russ Jones, di ‘Virante’ ha formulato alcune osservazioni eccellenti in un recente commento sul blog, in cui ad alcuni esperti era stato chiesto di fare un esperimento mentale (una speculazione n.d.t.) su a ciò che Google potrebbe fare se i link perdessero il loro aggancio con il ranking.

Russ ha esposto alcuni argomenti validi, uno dei quali era come Google filtra i link: diciamo che ho una pagina su Google e filtriamo il valore che viene passato da alcuni link (tramite algoritmi come Penguin o sistemi di filtraggio che rimuovono lo spam, i link di bassa qualità, o i link che non giudichiamo di valore secondo i nostri algoritmi di rilevanza). In questo caso gli altri link cresceranno di importanza.

Infatti, come Russ ha saggiamente osservato, molti degli altri tipi di segnali con cui Google potrebbe potenzialmente sostituire i link (come qualcosa di relativo agli utenti ed al loro utilizzo della pagina, o relativo ai segnali sociali), in realtà possono essere convalidati mediante il grafo dei link ed è altresì possibile utilizzare il grafo dei link per aggiungerci il contesto e le informazioni relative agli altri segnali supplementari. Credo che serva un esempio per chiarire questo punto.

Qualcuno ha osservato che, quando siamo entrati in questo mondo dove i link no-follow sono diventati la norma (un sacco di siti mettono l’attributo no-follow), la condivisione sociale è diventata spesso una forma per evangelizzare o per condividere informazioni, molto più comune che inserire un link su una pagina.

Prima che avessimo la popolarità di Facebook, Twitter, LinkedIn, Google+ e di tutti quei social network, la condivisione sociale veniva fatta dai blogger e dalla gente nei forum, mettendo un link a alle risorse da condividere.

Ma purtroppo, sul Web ci sono moltissimi webmaster, proprietari di siti e redattori, che hanno paura di mettere un link ad una risorsa esterna. Hanno paura che se mettono un link a qualcosa di negativo, o se mettono un link e poi succede qualcosa a quel sito, anche al loro sito potrebbe accadere qualcosa. Questa paura è stata in qualche modo alimentata da Google stesso (e in certa misura, anche da Bing). Come risultato, col tempo, ottenere un link editoriale è diventata per tutti, una impresa sempre più difficile.

Questo è il punto interessante della questione, perché suggerisce che in realtà adesso quando si guadagnano dei link editoriali, questi hanno un valore maggiore di prima.

In sostanza, penso che l’ipotesi che i link cresceranno di valore sia molto credibile.

Sì, i link stanno diminuendo di importanza

si

Sull’altro versante della discussione, ci sono i SEO che osservano: sembra che i link siano un segnale che sta perdendo importanza, perché un sistema di ranking è costituito di vari fattori (rappresentati nel grafico a torta), e ogni volta che si aggiungono nuovi segnali di rilevanza, nuovi segnali di utilità, di importanza, di popolarità, qualunque essi siano, dovranno essere stipati nel grafico a torta, per cui, inevitabilmente la frazione destinata ai link si ridurrà.

Un buon modo di spiegarlo, è pensare per esempio ad una gara olimpica di pattinaggio su ghiaccio, dove ci sono i giudici che stabiliscono la classifica, assegnando un punteggio. Un giudice assegna per esempio 7.5 un altro 8.5 ecc… Hanno dei criteri per dare queste valutazioni. Se vengono aggiunti nuovi criteri, i vecchi criteri diventano necessariamente un po’ meno determinanti.

Ora, il sistema di ranking di Google, non segue proprio la stessa logica. Non abbiamo un grafico a torta in cui può aggiungere e rimuovere i segnali. Non è che tutti hanno potenzialmente un punteggio massimo di 10. Ma la capacità delle pagine e dei siti di salire di posizione, è comunque influenzata dai vari fattori, in modo similare.

Quindi, cosa dovrebbero fare i SEO?

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1) Che cosa dobbiamo imparare da questo dibattito, dalla discussione e dalla sperimentazione di Google, in cui rimuoveva link dai loro segnali algoritmici, senza poi gradire il risultato ottenuto? Beh, in un mondo ideale, nel caso migliore, come un marketer, il modo in cui credo che dovremmo comportarci, è quello di investire nel marketing, nelle tattiche e nei canali che forniscono valore in molteplici modi.

Con “molteplici modi”, intendo dire: creare valore in termini di brand, in termini di traffico diretto, di far crescere la mia rete sociale, di far crescere la mia rete di e-mail, di far crescere la mia influenza e la mia leadership di pensiero in questo settore. Significa tutte queste cose.

Riesco a seguire questi molteplici canali e continuare a guadagnare link?

Il content marketing è dove un sacco di SEO e di marketer hanno investito, perché fa proprio questo. Content marketing significa che ottengo più condivisioni sociali, significa che ottengo più seguaci nei social media, che vedrò crescere le persone che prestano attenzione al mio brand e sviluppano brand awareness per il mio marchio. Inoltre quel contenuto può anche guadagnarsi dei link, che mi aiutano nel posizionamento sui motori di ricerca.

Questo è il mondo ideale. Ci sono molti modi di ottenere la stessa cosa; il content marketing non è l’unico.

2) Può anche andar bene (anche se non altrettanto bene), spostare l’energia che magari attualmente stiamo spendendo sulla costruzione di ogni genere di link, concentrandola invece, sui pochi link che contano davvero. Lo abbiamo visto prima, con le persone che sostengono: “no, i link non stanno diventando meno importanti”; quelle persone stanno dicendo, “ci sono un sacco di cose che vengono filtrate ed è sempre più difficile guadagnare i buoni link editoriali”. Concentrandosi su come ottenere quelli, genera ancora molto valore.

3) Non fate assolutamente questo: continuare perseguire la ricerca di ogni qualsiasi link. Ne abbiamo parlato molte volte nella Whiteboard Friday; per voi che ci seguite è un argomento familiare. Soprattutto se i link sono di natura non editoriale. E’ un mondo troppo pericoloso. Se state costruendo un sito, che volete che duri nei motori di ricerca per un lungo periodo di tempo, molti mesi e anni a venire, non potete permettervi di cercare attivamente, di perseguire in modo proattivo, l’acquisizione di link non editoriali.

Vi prego di non ignorare il valore che si ricava dalle attività, che potrebbero non far guadagnare direttamente un link. Non ignorate cose che potrebbero farvi guadagnare una menzione del vostro marchio e far crescere il vostro brand, cose che potrebbero diffondere il vostro contenuto, cose che potrebbero estendere i vostri canali sociali, solo perché non sono mirate a guadagnare un link.

Un grande esempio di questo, di cui ha parlato un sacco di gente, è il guest posting. Ho fatto un Whiteboard Friday giusto prima che Google rilasciasse le sue dichiarazioni sul guest posting. Il Guest blogging, il guest posting, nella loro accezione SEO classica mirata ad ottenere link, non è una grande idea.

Ma può ancora essere un ottimo canale per guadagnare brand awareness, attenzione e traffico diretto. Intendo dire, che un sacco di gente può scrivere post sui forum, o sui siti che fanno guadagnare un ulteriore pubblico, e quel nuovo pubblico, nel futuro, potrebbe trasformarsi in persone che condividono e mettono link e diventano clienti. Ecco, questo è un mondo eccellente di farlo. Non ignorate il suo valore.

Sono sicuro che ci sarà un dibattito ed una discussione bellissimi, nei commenti. Non vedo l’ora di sentirvi. Statemi bene. Ci vediamo la prossima settimana per un’altra puntata di Whiteboard Friday.

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Rand FishkinRand Fishkin

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