I 20 attributi che influenzano il valore di un link – Whiteboard Friday

video originale - Whiteboard Friday Moz.com

Rand Fishkin

moz logo20 Attributes that Influence a Link’s Value – Whiteboard Friday

20 Novembre 2015

Quando si parla del processo di link building, ci sono un sacco di cose da valutare e oggi questo processo è piuttosto cambiato rispetto a com’era anche solo pochi anni fa. Nel Whiteboard Friday di questa settimana Rand attribuisce dei voti a 20 differenti attributi dei link, che indicano quanto è probabile che ancora oggi, nel 2015 e 2016, abbiano una qualche importanza nell’influenzarne il valore.

Trascrizione del video

Salve fan di Moz e benvenuti a questa nuova puntata di Whiteboard Friday. Questa settimana parleremo degli attributi di un link che ne influenzano il valore e di quali dovremmo ancora preoccuparci.
Nella SEO della vecchia scuola, questo argomento è sempre stato di fondamentale importanza. Seguivamo un processo di link building molto manuale, domandandoci: “ecco qui una pagina, dovrei volere un link da questa?”

IMG1So che in quel caso dovrò intraprendere un’attività di ricerca di contatto e che potrebbe spaziare da:

presentarmi a questa pagina,
contattarli via e-mail,
farmi pubblicità,
dedicarmi allo sviluppo del business per mettere in piedi una qualche collaborazione,
fare un po’ di comunicati stampa e curare le pubbliche relazioni,
proporre a questo sito alcuni contenuti (guest post),
ottenere l’inclusione di un mio frammento di codice (che contiene un link verso il mio sito – n.d.t.),
cercare di ottenere un link su una pagina diversa da quella,
approcciare il problema da una nuova prospettiva (magari posso comprare il dominio della persona verso cui hanno già puntato un link e reindirizzarlo sul mio).

In ogni caso, il processo di link building era un’attività molto manuale, per cui ogni link doveva essere considerato dall’insieme delle diverse angolazioni dei suoi attributi. Secondo me era una gestione un po’ troppo manuale. Molte di quelle cose di cui ci preoccupavamo a quei giorni, credo che pratica non facessero una gran differenza, o se la facevano, è stato solo per un breve periodo, fino a quando Google non rimetteva al passo il suo algoritmo, diventando più abile. Certo queste analisi erano davvero importanti, perché l’algoritmo di ranking dipendeva quasi interamente dal potere dei link, mentre oggi il quadro è molto più complesso e ricco di sfumature.

IMG2 bisPoi, come ci siamo spostati nel mondo del “link-by-exposure” (che è un po’ come sparare la pagina con il cannone, di solito verso i social media e ogni altro canale di diffusione massiva e sperare che tutti dicano “Oh. Ah, fantastico! Voglio mettere un link a quella pagina”), il processo è un po’ cambiato.

Ora ci preoccupiamo meno di trovare risposte del tipo: “chi sono queste persone? E devo verificare tutti i questi attributi che possiedono, oppure no? Devo controllare tutti i punti della lista?” No, per niente. Quel mondo, per una moltitudine di aspetti, ormai è passato.

IMG3Tuttavia, è vero che oggi Google e Bing osservano ancora un insieme di attributi dei link, per determinare il valore relativo che possono avere. Penso che sia un gruppetto di circa 20 attributi. Ce ne saranno probabilmente molti altri trascurabili e magari anche un paio importanti che mi sono perso, ma questi 20 sono un campione abbastanza rappresentativo del tipo di cose a cui, la maggior parte delle persone nel mondo SEO, pensano, o pensavano.

Quindi quello che volevo fare è scorrere questi attributi, parlare di quanto (e se) sono ancora importanti nel 2015 e 2016, come potremmo misurarli e capire se sono degni di farci andare a chiedere il link. Tanto più che alcuni di noi, penso ad alcuni SEO di successo, stanno in effetti tornando (o non hanno mai abbandonato) il modello di ricerca manuale dei contatti, finalizzato all’acquisizione dei link.

Abbiamo visto che alcuni SEO della vecchia scuola hanno ottenuto un vero successo con il link building manuale e certamente dai nostri studi con BuzzSumo, abbiamo visto che un sacco di link che la gente ha cercato di acquisire attraverso i social o attraverso i vari media, in realtà non si sono poi concretizzati proprio come ci si aspettava.

Quindi se dobbiamo tornare a pensare al link building manuale, di quali fattori dobbiamo preoccuparci? Andiamo a vedere.

1. Ipertesto (Anchor text)

E’ ancora importantissimo. La ragione per cui gli ho dato solo tre su cinque (cinque indica che importantissimo e lo zero, che è irrilevante), è perché sotto svariati punti di vista, anche se il testo di un link fa spostare l’ago (una corrispondenza esatta con le keyword funziona di più di una parziale e la corrispondenza parziale funziona di più rispetto a nessuna corrispondenza), un link è ancora prezioso, indipendentemente dal fatto che otteniate il testo di ancoraggio ideale.

IMG4Quindi, se la scelta è fra: “potrei ottenere un link, ma non avrei il testo di ancoraggio che voglio, oppure non avrei alcun link”, allora prendetevi il link. Prendetevi il link!

Il testo di ancoraggio ovviamente si può valutare mediante una attenta ispezione visiva, ma si può anche utilizzare uno degli strumenti per i link: Open Site Explorer, si può vederlo nella mozBar, così come su Ahrefs (una valida alternativa più economica è linkody – n.d.t.), o con Majestic per vedere la distribuzione del testo di ancoraggio di una pagina, se è quello che vi serve.

2. PageRank

Gli ho dato un punteggio molto basso, perché il PageRank, quello della Google toolbar, ovviamente è morto da anni. Ancora oggi è possibile utilizzare la metrica mozRank come sostituto, che si calcola in, beh, direi quasi allo stesso modo del brevetto originale del PageRank. Chissà se è così che Google calcola il PageRank; sono sicuro che oggi hanno molte altre metriche di basate sul grafo dei link.

Ma il PageRank della sorgente del link non è così importante per una serie di motivi, tra cui il fatto che se ricevete un link da una pagina che non è ancora pubblicata, o che sarà pubblicata a breve, o che è stata pubblicata da poco, può non avere un mozRank o un PageRank elevato, ma questo non dovrebbe essere importante. Preferirei mille volte che guardassimo la domain authority, l’importanza del sito globale e l’importanza delle altre pagine del sito, la pertinenza, etc…

3. Rilevanza

Ho dato alla rilevanza in sé, un tre. La pertinenza è importante e dovete stabilirla con una vostra valutazione personale. Non c’è strumento che vi dica esattamente quanto sia rilevante una pagina, o un sito, rispetto al vostro esatto concetto, almeno non al momento.

Ma fino a un certo punto non credo che sia così importante; non devo pensare che:”sto scrivendo sul cibo dei Gopher, per cui devo andare in cerca di siti web che parlano solo di cibo per roditori e marsupiali, perché qualsiasi altro sito non sarà molto rilevante per il mio sito”. Non è vero.

Si può andare a cercare una nuova fonte che tratti un argomento più ampio. Si potrebbe anche orientarsi sui siti di notizie del settore tech, che è completamente estraneo. Si potrebbero ricavare link da un sito di moda, o da siti non collegati che sono nella vostra area geografica. Tutti questi fornirebbero ancora un sacco di valore.

La rilevanza è qualcosa a cui pensare, è certamente un modo per trovare persone che potrebbero avere una certa affinità a puntare un link verso di voi, ma non è un requisito e vi invito a non tagliare fuori soggetti che vi appaiono irrilevanti.

4. Autorità del dominio (domain authority)

Qui non sto parlando della Domain Authority di Moz, anche se è un modo ragionevolmente valido per misurarla, parlo invece del concetto di autorità del dominio. Quanto è importante questo dominio dal punto di vista della pertinenza e indipendenza del contenuto, così come si evince dai link e da come Google lo considera?

Questo attributo è piuttosto importante. Penso che sia il modo principale che utilizzerei, fra quelli metric-driven (quindi, a parte l’approccio della valutazione personale – n.d.t.), nel cercare di giudicare se un link è più prezioso di un altro e soprattutto se devo cercare di averlo. Voglio perseguire gli obiettivi con le più alte domain authority che posso, se ritengo che siano altrettanto facili da ottenere e che per me funzionino per l’authority del mio sito.

Questo è uno dei migliori predittori di quanto, per voi, un determinato link sarà efficace. Non solo dal punto di vista del link in se, cioè di come quel link aumenterà il mio ranking, ma anche perché quel link sarà visto dalle persone, verrà cliccato, creerà engagement, avrà un effetto di amplificazione. Quindi, ci sono un sacco di buoni motivi per valutare l’autorità del dominio.

5. Posizione sulla pagina

Potete valutarlo da voi mediante un’ispezione visiva, ma comunque questo criterio oggi non conta quasi più niente. L’unico motivo per cui non gli ho dato zero, è perché se un link si trova nel footer di una pagina, o nella colonna laterale o nella sezione della pubblicità di una pagina, è probabile che sia notato (e potenzialmente classificato) da Google, come un link pubblicitario. E se a quel punto non è dichiarato “no-follow” e appare essere con tutta probabilità un annuncio pubblicitario, o comunque appare in qualche modo sospetto, potreste finire nei guai. Ecco perché è un cosa da valutare, almeno un pochino.

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6. link interno contro link esterno

La misurazione qui è banale. E’ importante, ma non abbiamo bisogno di pensarci troppo. In sostanza, un link esterno, un link da un sito che non sia il vostro, vi aiuterà molto di più di uno che invece sta sul vostro sito.

7. Qualità degli altri link sulla pagina

Questo è piuttosto importante. Purtroppo, non c’è nessun modo particolarmente efficace per farlo pagina per pagina. Si potrebbe guardare lo Spam Score di Moz di un dominio, o altri parametri del genere. Dovete analizzarli accuratamente e valutare: “hanno messo dei link a siti veramente oscuri? Si tratta di una pagina open, free-for-all, in cui chiunque può inserire il suo link? Se è così, forse dovrei rinunciare a quel link. Forse non ne vale la pena”. Se invece i link sulla pagina e sul sito in generale sono ben curati, allora va bene.

8. Integrità editoriale

Questa è una decisione totalmente discrezionale e potremmo disquisire su quali siti di notizie, quali siti web, riteniamo che abbiano una reale integrità editoriale. Tutto quello che vorrei dire in proposito è che dovete essere consapevoli che probabilmente questo elemento appartiene a quel gruppo di cose che Google include, nelle loro prove di Machine Learning, o Deep Learning, analizzando i contenuti per vedere come la gente li ha considerati e giudicati. Quindi è sufficiente che sappiate, che prossimamente sarà un criterio di valutazione di Google.

9. Engagement degli utenti

Questo è davvero importante. Avrei voluto dargli un cinque, ma è difficile da misurare. La ragione per cui l’engagement conta così tanto è perché se una pagina viene visitata molto e le persone interagiscono con la pagina e cliccano su quei link, Google lo vede (mediante Chrome, Android, mediante tutti i servizi Wi-Fi e dai dati degli Internet Service Provider, se li comprano).

Potete utilizzare qualcosa come SimilarWeb sul dominio, per vedere quanto sia l’interazione su un particolare dominio, oppure potete usare il vostro strumento di analisi dei dati web (Google Analytics, o Omniture, o quello che avete), per stabilire: “questo link particolare da questa pagina mi sta inviando del traffico?”

E’ un buon indice dell’engagement che quel link potrà generare e probabilmente vorrete trovare link del genere, ma è difficile da valutare prima di ottenerlo. Tuttavia, se impiegate il vostro migliore discernimento per capire se una pagina genererà engagement, o se sta già generando engagement (per esempio, se ha un buon ranking, o se viene condivisa molto sui social media), questi sono segnali positivi, e abbiamo visto che l’engagement degli utenti è altamente predittivo del ranking e dell’influenza sul ranking (le analisi delle correlazioni indicano che se su una pagina c’è molto engagement è probabile che quella pagina abbia un elevato ranking e se si genera engagement su una pagina è probabile che il suo ranking aumenti – n.d.t.).

10. FOLLOW contro NO-FOLLOW

Sì, è ancora importante. Su ogni test che abbiamo fatto, un link no-follow non è trattato come un link follow. E’ vero, i no-follow hanno una buona correlazione con il ranking, ma vi ricordo che anche i link follow e quelli no-follow sono fra loro ben correlati (forse l’uno induce l’altro – n.d.t.), per cui questa potrebbe essere la spiegazione (dell’apparente influenza dei no-follow sul ranking – n.d.t.). Potete utilizzare la mozBar e attivare l’evidenziazione dei link no-follow, oppure fatelo mediante la semplice ispezione visiva.

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11. Profondità del link sorgente

Questo attributo viene dai giorni in cui i crawler di Google non erano così robusti come lo sono oggi (in realtà anche i crawler di Bing oggi sono abbastanza robusti) e si poteva vedere che le pagine più in alto nella struttura del sito, quelle a meno link di distanza dalla homepage, venivano scansionate dai crawler più spesso e le pagine scansionate più spesso andavano meglio. Invece le pagine più in basso, non tanto. Oggigiorno questo effetto è a malapena percettibile. Io non me ne preoccuperei.

Google sta eseguendo la scansione di tutto. Valutano tutto, vedono tutto, sanno tutto. ScreamingFrog potrebbe rispondere a questa esigenza e credo che vi calcolerà la profondità da una home page o da una pagina di categoria.

12. Testo contro immagine

Non preoccupatevene. Quanto alla misurazione è ovvia.
Anch’io non mi curo di questo dettaglio. In entrambi i casi, una volta erano stati fatti dei test in cui emergeva che, sì, un link su un’immagine passava un po’ meno valore attraverso il suo testo di ancoraggio (che poi sarebbe il tag “ALT”), rispetto a un link puramente testuale. Ma è una differenza davvero infinitesimale.

Se riuscite a ottenere un link, prendete il link. Se pensate che l’immagine otterrà più clic rispetto al testo, puntate a quella. Se pensate invece che il testo otterrà più clic perché le persone la riconoscono come un link, a differenza dell’immagine, allora puntate a quello.

13. Età del link e della pagina

Potete utilizzare la Wayback Machine, se volete vedere da quanto tempo esiste una pagina, o da quanto tempo un link è stato messo in quella pagina. Ma oggi i vecchi link non sembrano avere una buona correlazione o una buona connessione con il ranking. In effetti, è vero il contrario. Dove abbiamo visto spuntare nuove pagine con i loro link, quelli hanno surclassato i vecchi link.

14. Topical authority di una fonte (autorevolezza tematica)

Fondamentalmente non indica quanto è autorevole quel sito nel suo complesso, dal punto di vista dell’autorità di dominio, ma piuttosto quanto è autorevole su questa area tematica. Un ottimo modo per misurarlo è quello di guardare Google, dove potete eseguire alcune ricerche intorno a un argomento e se vedete un sito costantemente in buona posizione (nei top 10), quello potrebbe essere un segnale, oppure, utilizzate SEMRush per vedere tutte le parole chiave per cui il sito si posiziona, il suo attuale ranking ed il suo ranking nel corso del tempo.

Questa è una eccellente indicazione del potenziale dell’autorità tematica agli occhi di Google, ed è moderatamente importante. Se trovate che quel sito fantastico sul cibo per i gopher, che si posiziona per tutti i termini e loro puntano un link al vostro sito di cibo per Gopher, probabilmente sarà una buona cosa.

15. JavaScript contro HTML

L’unica ragione per cui non gli ho dato zero, è perché ci sono alcune forme di rendering realizzate con il JavaScript e altre cose strane che la gente può fare sulle pagine, che i crawler di Google ancora non acquisiscono perfettamente. Come verifica del link potete guardare versione cache di Google di un determinato URL, per vedere se i link sono stati interpretati, o se il contenuto viene caricato dal JavaScript e Google ha indicizzato quello. Provate a scegliere cose che non siano troppo fantasiose. Non vi consiglierei di spingervi verso soluzioni troppo complesse con il vostro AJAX e cose simili.

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16. Segnali di Spam

Gli ho dato unIMG8 quattro. E’ relativamente importante. Google scala il valore del link o addirittura penalizza i siti basati su un sacco di link spam. Mi piace mantenere attiva la mozBar mentre navigo, vedere lì lo Spam Score e valutare le pagine: “ehi, questo dominio sembra sospetto o no?”. O magari non avete nemmeno bisogno dello Spam Score, potete usare il vostro giudizio. Il novantanove per cento delle volte che guardate un sito, avete una percezione precisa di cosa sia: “Uhmm, non sembra sospetto? Sì, forse lo è”.

17. Velocità di acquisizione dei link

Se fate link building di tipo white hat, non manipolativo, senza spam, allora non dovete preoccuparvi di questo. L’acquisizione accelera o rallenta; va come deve andare. Va bene così, non preoccupatevi. L’unico caso in cui dovreste preoccuparvi della velocità di crescita dei link è se state facendo qualcosa di sospetto e pensate di poter essere più furbi di Google e che non riesca a beccarvi mentre lo fate. Buona fortuna. Majestic fornisce uno strumento per trovare casi del genere; potete controllare la crescita dei link nel tempo e vedere se qualcuno ha ottenuto un cospicuo numero di link di aspetto poco chiaro (oppure può anche essere il caso di un gruppo cospicuo di link buoni).

18. Author Authority

Google qui ha un po’ tentennato: è stata deprecata completamente, o esiste ancora? O forse ne è rimasto in piedi solo un pezzetto. Diventa veramente preziosa per le persone come noi (che coltivano la propria immagine professionale – n.d.t.), non è per gli sviluppatori di link dal punto di vista SEO, ma per sviluppatori di link in una prospettiva di autorevolezza personale come influencer. Se riuscite ad far sì che un autore autorevole scriva su di voi e vi metta un link, questo sarebbe un buon segnale. Potete utilizzare la citazione di quella persona nel vostro marketing, o utilizzare la loro approvazione per presentarvi alle persone. Insomma, aiuta in molti modi diversi.
Si può misurare ancora tramite Google+ o utilizzare il vostro giudizio. Con Google+ intendo qualunque cosa Google potrebbe fare con la author authority.

19. Primo link a cui mirare nell’HTML

Non so se vi ricordate questi test; guardavamo una pagina e dicevamo: “se questi due link puntano entrambi alla stessa pagina, sembra che Google prenderà in considerazione solo il primo. Il primo link è quello che passa il testo di ancoraggio, i segnali di ranking e tutto il resto, e in qualche modo ignora il secondo”.

Importa così tanto? No, non importa affatto. La pagina ha due link verso di voi: benissimo. Una possibilità in più di ottenere l’engagement degli utenti, una possibilità in più di ottenere clic, più traffico e più esposizione. Sarebbe strano cercare di convincermi del fatto che accertarvi che il primo link abbia il vostro testo di ancoraggio ideale, sia ciò che dovete fare con il vostro tempo dedicato all’outreach. Oppure, chissà, magari è così.

20. Esistenza di altri link dallo stesso dominio

Ancora una volta, questo è un punto in cui la gente riteneva di dover pensare così: “cerco un sacco di varietà di domini e in particolare la diversità dei link”. Una volta avevamo un vecchio Whiteboard Friday che viene ora sostituito da questo, sulla diversità dei link. Credo che il video sia sperduto in qualche posto dell’archivio (un Whiteboard Friday sulla varietà dei link di quel periodo è questo – n.d.t.). Ma la diversità dei link era enormemente importante ai vecchi tempi della SEO, più o meno prima del 2010/2011.

Oggi, la qualità del link conta molto di più, e ottenere un sacco di buoni link da un piccolo insieme di domini di elevata autorità e domini con elevata influenza è probabilmente altrettanto importante, se non addirittura meglio che ottenere un gran numero di link da un sacco di domini diversi, nessuno dei quali ha granché autorevolezza.

Inoltre, quando si ottiene un link da siti autorevoli e ci stiamo costruendo una credibilità nel nostro campo, questo tende a generare un effetto a cascata su un sacco di altri (vari) siti secondari del vostro settore. Quindi non preoccupatevene più di tanto. E’ qualcosa a cui pensare solo perché la diversità dei domini dei link è ancora ben correlata con il ranking. Se tutti i link che si ottengono sono sullo stesso blocco C (blocco di 256 indirizzi IP che suggeriscono una sotto-rete di un’unica proprietà – n.d.t.), o dallo stesso insieme di domini o sottodomini, allora quei link non aiuteranno il vostro ranking più di tanto.

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Bene. Spero che questo vi sia stato utile. Sono sicuro che abbiate alcuni fattori che vi incoraggiamo a inserire nella lista e poi ditemi cosa ne pensate della loro importanza, nei commenti. Ci vediamo la prossima settimana per un’altra puntata di Whiteboard Friday. Statemi bene.

Rand FishkinRand Fishkin

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