Penguin 4.0: come Penguin in tempo reale, inserito nel corpo dell’algoritmo, cambia la SEO – Whiteboard Friday

video originale - Whiteboard Friday Moz.com

David Stanley

Rand Fishkin

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Penguin 4.0: How the Real-Time Penguin-in-the-Core-Alg Model Changes SEO – Whiteboard Friday

7 Ottobre 2016

Dopo il lancio a lungo atteso, di Penguin 4.0, il polverone sta finalmente cominciando a posarsi. Ora che il nostro pennuto acquatico è parte dell’algoritmo di base di Google in tempo reale, abbiamo alcune modifiche a cui abituarci. Nel Whiteboard Friday di oggi, Rand spiega il passato, il presente e il futuro di Penguin; ci espone la sua analisi di com’è stato fatto finora il rollout, e dà consigli per progredire (suggerimento: non fate link spamming).

Trascrizione del video

Salve fan di Moz e benvenuti a questa nuova puntata di Whiteboard Friday; oggi è tutta su Google Penguin. Google Penguin è un algoritmo che ci ha accompagnato per diversi anni, creato per combattere specificamente il link spamming. Dopo che per anni abbiamo detto che sarebbe successo, Venerdì, 23 Settembre Penguin 4,0 è stato rilasciato. Adesso agisce in tempo reale nell’algoritmo di Google. Nell’algoritmo di base di Google, il che significa che aggiorna la banca dati costantemente.

Questo porta un sacco di cambiamenti. Quello di cui parleremo oggi, è come appariva Penguin 1.0, fino alle versioni 3.x, e cosa è cambiato quando ci siamo mossi alla versione di Penguin 4.0. Poi parleremo un po’ degli effetti dell’entrata in esercizio in generale, di cosa sta succedendo ai siti della gente, e infine, alcune raccomandazioni specifiche. Per fortuna, non ne abbiamo moltissime.

Da Penguin 1.0 a 3x

E’ importante comprendere che quando la gente chiede di Penguin, si riferisce alle sanzioni che venivano comminate da Penguin. Dovete sapere che prima …

  • Penguin, dalla versione 1.0 alle versioni 3.x, veniva eseguito in modo intermittente, per cui a intervalli di qualche mese, Google raccoglieva un sacco di informazioni, eseguiva l’algoritmo, e poi sguinzagliavano Penguin sul web. A quel punto Penguin aggiungeva il suo apporto ai risultati della ricerca. Questo evento era l’unica volta (praticamente l’unica volta) in cui le sanzioni di Penguin venivano assegnate, o rimosse.

Questo significava che molte volte, dovevate utilizzare una procedura estremamente lenta, dove se venivate penalizzati da Penguin, se avevate fatto qualcosa di male, se avevate fatto del link building da siti poco raccomandabili, ma poi avevate seguito tutta la procedura per farvi togliere la sanzione, e alla fine Google vi aveva detto, “bene, sei tornato in salute, la prossima volta che gira Penguin la tua penalità verrà tolta”, potevate aspettare dei mesi. Si poteva aspettare sei mesi o anche di più, prima che la penalità venisse tolta. Così intorno alla penalità di Penguin c’era una cappa di paura e tanta lentezza da parte di Google.

  • Inoltre Penguin penalizzava, come Panda, in modo globale.

site-vs-page

Se guardava una parte del sito, e magari alcune pagine erano le sole che avevano ottenuto dei link sospetti, al vecchio Penguin non importava: Penguin (ogni versione di Penguin) avrebbe colpito l’intero sito web.

In pratica diceva: “fai spamming su quelle pagine, per cui seppellisco tutto il dominio. Ogni pagina del tuo sito è penalizzata e non potrà avere un buon ranking”. Questo tipo di sanzioni per molti siti risultano durissime. Su questo aspetto potrebbe cambiare qualcosa con il nuovo algoritmo Penguin.

  • Il vecchio Penguin inoltre prevedeva una procedura per richiedere la riconsiderazione della propria sanzione, spesso insieme a-b-c-d

al ripudio (disavow) dei vecchi link. Si doveva dimostrare a Google che si era seguita la procedura per far rimuovere quei link. Spesso non era sufficiente dire “li ho ripudiati”; si doveva comunicare dettagliatamente a Google: “ho provato a contattare il sito dove ho comprato quei link, o magari, ho provato a contattare quel network privato di blog, ma non sono riuscito farglieli togliere (o ci sono riuscito), oppure, mi hanno ricattato e mi hanno costretto a pagarli per toglierli”.

A volte la gente ha pagato e Google ha detto che era sbagliato, ma poi in qualche caso ha tolto le sanzioni, a volte invece ha detto: “Ok, non devi pagare il ricattatore, ti tolgo comunque la penalità”. In pratica, la procedura era molto manuale.

  • Penguin, da 1.0 fino al 3.x, è stato progettato per eliminare l’impatto dei link fasulli nei risultati della ricerca, ma lo faceva in un modo un po’ bizzarro. Lo facevano fondamentalmente attraverso le sanzioni applicate a interi siti web, che avevano cercato di manipolare i risultati, e diffondendo questa paura che, se avessero ottenuto dei link da siti loschi, avrebbero potuto essere soggetti alla sanzione di Penguin per un periodo molto lungo.

Io ho una teoria su questo. E’ solo una mia ipotesi e non chiedetemi di dimostrarla. Credo che Google, attraverso il processo di evoluzione di Penguin avesse l’obiettivo specifico di raccogliere una quantità enorme di informazioni sui link sospetti e i link negativi, usando la procedura di caricamento del file con i link rinnegati.

Una volta che Google avesse creato un database gigantesco sull’aspetto che hanno i link sospetti e il link spamming, avrebbe potuto sottomettere quel gigantesco database al processo di apprendimento artificiale. In fondo sapevano che i webmaster quei link li avevano visionati tutti puntualmente e poi sottoposti a Google mediante il file dei link disavowed (perché pensavano potessero danneggiare i loro siti, perché sapevano di averli pagati, o anche solo perché sapevano che non erano stati acquisiti in modo editoriale).

Una volta acquisiti abbastanza link ripudiati, il gioco era fatto. Tutto il resto sarebbe stato facile. Ma prima avevano bisogno di raccogliere un campionario enorme. Non dovevano essere solo i link che Google avrebbe potuto identificare da solo, per cui ha fatto in modo che lo facessimo tutti noi; noi tutti, sparsi per il pianeta, in centinaia di milioni di siti web, saremmo stati quelli più qualificati per identificare i link da scartare (per non parlare della forza lavoro gratuita di cui in questo modo Google ha potuto disporre – n.d.t.). Utilizzando questi file dei link rifiutati, Google può ora far sì che Penguin abbia tempi di risposta molto più brevi.

 

Penguin 4.0 e versioni successive

La sfida da affrontare era la lentezza; quel processo eccessivamente lungo creava troppe difficoltà. Così il nuovo Penguin 4.0 (e prossime versioni) viene eseguito come parte dell’algoritmo di base, il che significa …

  • Non appena a Google scansionano e indicizzano un sito e sono in grado di aggiornarlo nel loro database, la sua eventuale penalità viene applicata, o rimossa. Questo significa che se si ricevono link di bassa qualità, non c’è bisogno di aspettare il Penguin update, perché il problema venga fuori, potreste venirne colpiti l’indomani stesso.
  • Penguin non penalizza più necessariamente un intero dominio. Anche se potrebbe sempre farlo (potrebbe infatti darsi il caso che se molte di pagine di un dominio stanno ricevendo link di losca natura, o lo fa una parte sostanziale del sito, oppure, se Google pensa che siate troppo sospetti, potrebbero penalizzare tutto il sito). Ricordate, Penguin non è l’unico algoritmo in grado di penalizzare i siti web perché ricevono link da siti declassati.

Ci sono le sanzioni manuali antispam, e ci sono altre forme di sanzioni per lo spam. Penguin non è il solo. Ma ora Penguin può prendere solo le pagine che ricevono i link sospetti e svalutare quei link nel computo del ranking, oppure utilizzare segnali di ranking diversi dai link, per valutare la posizione di quelle pagine (o di tutti i risultati di certi tipi di ricerche, se la maggioranza dei risultati delle SERP hanno sistematicamente un sacco di backlink declassati).

  • C’è anche la possibilità (ma non è ancora confermata al 100%, anche se emerge un intento da qualche discussione precoce tra alcuni rappresentanti di Google e delle persone della comunità dei webmaster e dei SEO), che Penguin 4.0 e le sue versioni successive, non richiedano il procedimento completo del ripudio dei link con la richiesta di riconsiderazione.

Questo non vuol dire che se si incorre in una sanzione, non si debba ricorrere alla procedura standard, ma può darsi che non sia l’unico modo per farsi togliere la penalità; in particolare in due casi:

nessuna colpa, il che significa che non avete richiesto quei link, ma semplicemente ve li siete ritrovati,

o nei casi di SEO negativa.

Citerò Marie Haynes, che fa un lavoro fenomenale sulle sanzioni per lo spam, insieme a persone come Sha Menz e Alan Bleiweiss, tutti e tre loro si focalizzano sulle sanzioni di Google insieme a moltissimi altri SEO e webmaster. Ma Marie ha scritto un ottimo post sul suo blog in cui riporta in dettaglio una serie di casi di studio, tra cui un caso di SEO negativa, in cui la penalità sui link viene tolta dal dominio. Potete vedere i suoi risultati, ci sono dei grafici chiari che mostrano il ranking delle keyword che cambia dopo lancio di Penguin. Vi esorto a leggerlo e noi metteremo un link verso il post nella trascrizione di questo video.

  • Penguin 4.0 è un po’ diverso da Penguin 1.0 – 3.x, perché anche se è stato sempre progettato per eliminare gli effetti del link spamming sui risultati della ricerca, lo sta facendo evitando di conteggiare quei link nell’algoritmo di base, o dando un peso molto minore ai link, nelle SERP dove molti siti si aggiudicano link di tipo manipolativo.

Così, ad esempio, le ricerche relative a PPC, porn, pills, casinò, possono essere casi in cui Google dice: “noi ci mettiamo a interpretare, perché tutte queste persone hanno link brutti che li puntano, quindi daremo semplicemente meno peso ai link. Daremo più peso ad altri segnali. Magari sarà l’engagement e i contenuti, o i modelli interpretativi delle query e i segnali off-page diversi dai link, o anche i dati di navigazione dell’utente; insomma tutto quello di cui dispongono. Nell’algoritmo spingeremo in basso il valore o di alcuni link specifici, o di tutti i link, quando valutiamo questi tipi di risultati”.

L’entrata in esercizio di Penguin 4.0

Questo è ciò che sappiamo finora. Sicuramente continueremo a imparare cose su Penguin via via che ci avremo a che fare. Abbiamo anche alcune informazioni sull’entrata in esercizio.

  • E’ iniziata Venerdì 23 settembre. Poche persone hanno notato qualche cambiamento. Infatti i primi giorni l’effetto è andato piuttosto a rilento, il che ha un senso. E’ in sintonia con quello che ha detto Google, ossia che l’effetto avviene in tempo reale e quindi per vederne gli esiti bisogna dare loro il tempo di scansionare, indicizzare e poi aggiornare tutti quei dati. Così fin quando l’algoritmo non passa su tutto l’intero web e Google non scansiona e l’indicizza tutte le pagine, elaborandole tutte, non vedremo il quadro completo. Per cui il giorno stesso, effetto è stato limitato, ma …
  • Un maggiore movimento nelle SERP inizia da tre a cinque giorni dopo, il Lunedi, il Martedì, e il Mercoledì successivi. Su MozCast abbiamo visto temperature molto calde a partire dalla settimana successiva, e il Dr. Pete ne ha parlato in dettaglio su Twitter.
  • Per quanto riguarda le segnalazioni dei SEO, sì, qualcuna.

twitter

Così ho fatto lo stesso sondaggio su Twitter per due volte; una volta il 27 settembre e una volta il 3 ottobre, in modo da avere due campionamenti a una settimana di distanza. Ecco i dati che abbiamo ottenuto: “No, ancora niente”, è passato dal 76% al 72%”, quindi un po’ più di un quarto dei SEO ha notato dei cambiamenti.

Un sacco di gente ha notato un miglioramento del ranking. Moz stessa, infatti, ha beneficiato da questo rollout. Perché succede? Ecco, ogni volta che vengono assegnate delle penalità, un sacco di altri siti web, roba di bassa qualità, vengono spinti in basso, e quelli di noi che non hanno fatto spamming salgono di posizione. Naturalmente, nel mondo SEO, che è dove Moz opera, c’è un sacco di gente che ottiene link sospetti e che prova delle tecniche di posizionamento. Quindi avevano un ranking più alto, e dopo si sono spostati in basso, e Moz di conseguenza, si è spostato in alto. Abbiamo osservato una bella spinta sul traffico. Grazie, Google, per aver rilasciato Penguin. Ha migliorato molto le metriche del nostro team di sviluppo del pubblico.

Il quattro per cento, e dopo il sei per cento, ha detto di aver visto un sito o una pagina, sotto il loro controllo, che è stata penalizzata. Il due per cento, seguito da l’uno per cento, ha detto di essersi visti togliere una penalità. Quindi l’assegnazione di una penalità è ancora un segnale abbastanza debole, ma ci sono anche alcune sanzioni in arrivo. Ce ne sono diverse. Poi c’è il notevole vantaggio che se non praticate link spamming, non venite penalizzati. Ogni volta che Google migliora l’algoritmo Penguin, ogni volta che migliorano qualsiasi algoritmo di individuazione del link spamming, quelli di noi che non fanno spam, ne beneficiano.

E’ una cosa grandiosa, no? Invece fare il tifo contro Google (che è quello che fareste se foste un link spammer e ora sareste molto nervosi) si arriva a fare il tifo per Google. Certamente Penguin 4.0 è un momento appropriato per fare il tifo per Google. Ha portato un sacco di traffico a moltissimi siti di qualità e ha spinto in basso un sacco di link di bassa qualità. Vedremo cosa succederà in futuro alla procedura di link disavow (ripudio dei link – n.d.t.) e alle richieste di riconsiderazione.

Bene, grazie a tutti. Sono ansioso di sentire le vostre esperienze con Penguin. Ci vediamo la prossima settimana per un’altra puntata di Whiteboard Friday. Statemi bene.

Rand FishkinRand Fishkin

traduzione di

MOZ non è affiliato con questo sito e non ha visionato questa traduzione. Moz fornisce i migliori strumenti e risorse SEO del Web.

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