La filosofia di sviluppo dei link di Eric Ward spiegata in un filmato di 15 secondi

Video di Eric Ward

“Misurare il link building è come …”
“inseguire una farfalla. Puoi misurare per tutto il giorno, ma …”
“i link non hanno a che fare con la matematica o con le farfalle. I link hanno a che fare con le persone”

(Grazie al fenomenale slide.ly per farlo c’è voluto meno di 10 minuti).

Eric Ward

articolo orginale:
Eric Ward’s Link Development Philosophy Explained in a 15 Second Video

5 Ottobre 2016

Alcune considerazione aggiuntive

Forse sono in minoranza, perché sono felice che ora Penguin è stato cablato nell’algoritmo di Google; sarà il tempo a dircelo, con la legge delle conseguenze non intenzionali. Alcuni dicono che l’inserimento del nuovo Penguin nell’algoritmo di Google avrà come effetto che lo spamming dei link aumenterà di nuovo, dal momento che, “tecnicamente”, adesso non c’è nessun problema a fare link spamming, perché non c’è più nessuna penalità algoritmica da temere. Ma le sanzioni manuali sono ancora vive e vegete, quindi non è proprio la nuova era dei “link gratis per tutti” come alcuni sostengono. I link scadenti possono ancora far del male.

L’ho già detto e vale la pena di ripeterlo: i link non sono “cose”, i link non sono stati pensati per essere merce intercambiabile. I link erano (e rimangono) la prova on-line del desiderio di una persona di curare, o di condividere qualcosa di utile, divertente, che stimoli la riflessione, qualcosa di educativo, o controverso, o illuminante. I link sono affermazioni, opinioni, prove, esempi, convalide.

E soprattutto, i link e i relativi segnali di ranking, restano il modo principale con cui le persone scoprono i contenuti. Le persone! Non lo sottolineerò mai abbastanza. Come laboratorio di sperimentazione, usate il vostro stesso comportamento; quanti dispositivi usate ogni giorno per accedere ai contenuti on-line? Io ne uso almeno tre: laptop, iPad, iPhone. Non mi metto a scrivere col pollice un URL di 45 caratteri sul telefono o sull’iPad; nessuno lo fa. Invece faccio clic con il mouse, o tocco con il dito sullo schermo. E quali sono queste cose su cui faccio clic e che tocco? Sono link, amici miei. Link. Magari non nel senso tradizionale a cui eravamo abituati a immaginarli, ma sono comunque dei link, e qualcuno avrà dovuto seguire un qualche tipo di procedura affinché quei link fossero lì sul vostro schermo, in modo che voi possiate cliccarli o toccarli.

Quindici anni fa ho scritto “Cosa rende un sito web, degno di ricevere un link?“. In quell’articolo ho scritto …

Quindi semplifichiamo e concordiamo che tutto ciò che si può toccare con un dito (o con lo stilo), o cliccare col mouse, o anche attivare tramite comando vocale, e che vi porta da un contenuto a un’altro, non è nient’altro che un link.

Tale affermazione rimane vera tutt’oggi, anche con l’enorme cambiamento nel modo in cui noi andiamo on-line e nel modo in cui noi utilizziamo i molteplici tool, applicazioni e dispositivi, per farlo. Ogni giorno, indipendentemente dal dispositivo che noi stiamo utilizzando, noi decidiamo ciò che è utile. Noi decidiamo cosa è degno di essere condiviso, degno di essere referenziato con un link, degno di farci clic (shareworthy, linkworthy, clickworthy – n.d.t.).

E’ solo dopo che noi abbiamo creato un segnale da tracciare nel grafo (che si tratti di link, likes, shares, pins, posts, tweets, flips, flicks, swipes, e così via all’infinito), che un motore di ricerca è in grado di analizzare e valutare quel casino che abbiamo lasciato.

Vi sembro troppo brusco? Lo sono. Quindi, smettete di inseguire le farfalle e venite a saperne di più sui miei servizi, che ho affinato per più di vent’anni, in veste di link strategist.

Se siete curiosi, ecco i miei dati biografici.

Eric WardEriC Ward

Traduzione di

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