Il futuro della SEO non è mai stato più chiaro (né più ignorato)

Il futuro della SEO - Rand Fishkin - Sparktoro

Rand Fishkin

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articolo orginale:

The Future of SEO Has Never Been Clearer (nor more ignored)

1 Agosto 2018

Non riesco a ricordare un periodo, negli ultimi quindici anni, in cui i successivi cinque anni nel mondo dei motori di ricerca e della SEO siano apparsi così chiari ed evidenti come lo sono oggi. Né posso ricordare un periodo in cui così tanti esperti professionisti e aziende in gamba nascondono la testa sotto la sabbia per non vedere … (forse i primissimi giorni in cui troppe organizzazioni ignoravano il potere la della SEO a causa della sua reputazione da Black Hat? Ma anche su questo ci sarebbe da discutere).

Ecco, in breve, ciò che è sotto gli occhi di tutti:

  1. ristagno della crescita delle ricerche totali (senza ombra di dubbio reale nella maggior parte dei paesi sviluppati, e che probabilmente è anche una delle principali ragioni per cui Google è disposta a scendere a compromessi sulle sue posizioni etiche storiche, pur di entrare in Cina );
  2. riduzione delle percentuali di clic sui risultati organici, in particolare sui dispositivi mobili (come dimostrato dai dati clickstream di Jumpshot);
  3. cannibalizzazione, da parte della ricerca vocale, di molte domande frequenti, ad es. bollettini meteo, risultati sportivi, traffico, definizioni e altre ricerche che chiedono semplici risposte immediate (difficile determinare esattamente quanto);
  4. altri risultati in cui Google risponde in modo esauriente già nelle SERP (ci sono centinaia di esempi, ma eccone un altro fresco di oggi);
  5. maggiore concorrenza che compete per minori opportunità di traffico (mentre la SEO sta finalmente ottenendo gli investimenti che merita dai maggiori marchi e aziende);
  6. meno opportunità per i siti di piccole dimensioni e per le aziende emergenti, mentre pochi grandi attori dominano una quota sempre crescente delle prime posizioni di Google (ecco un elenco estratto dall’articolo, dei primi 16 marchi che dominano i risultati di Google – n.d.t.).

Ciò si traduce in una semplice conclusione: in futuro sarà più difficile investire nella SEO, più difficile vincere e con un ROI sempre più basso.

Ciò non significa che gli investimenti nella SEO a breve finiranno. Realisticamente potrebbe succedere che per la SEO come professione e settore, termini quel periodo di 10-20 anni di forte crescita. Dopotutto, non c’è praticamente nessun altro sul web che invii quantità di traffico decenti: o Google o niente. Inoltre, la maggior parte dei canali di marketing storicamente guadagnano nettamente più investimenti dalla fase di maturazione a quella di stasi. L’età dell’oro del ROI del brand advertising si può dire che è stata dagli anni ’60 agli anni ’80, ma gli investimenti in quei canali raggiunsero il picco un paio di decenni più tardi (sia nel suo insieme che in percentuale di spesa economica).

Purtroppo, vedo pochissime persone che hanno consapevolmente incorporato questa equazione nella loro strategia di marketing. Realisticamente, dovremmo già vedere l’impegno e i dollari del marketing dirigersi verso la generazione della domanda, e le tattiche SEO spostarsi almeno in parte verso la SEO per le SERP, verso le crescenti query di ricerca per brand, verso una maggiore trasformazione dei visitatori in iscritti alle email, verso le pubbliche relazioni e le altre forme di crescita dell’influenza sul pubblico digitale.

Si potrebbe pensare che l’ascesa dell’influencer marketing sia una reazione a questo, ma non penso che sia la realtà. Invece, la mia percezione è che la crescita del campo degli influencer sia una manifestazione di quello che è stato chiamato “social media marketing” alcuni anni fa (e, cosa bizzarra, curiosamente sopravvaluta gli account di Instagram semifasulli).

Il lato positivo: se riuscite a convincere il vostro team a pensare a lungo termine, investendo in strategie di mitigazione, avrete una grande vantaggio sulla competizione. In modo molto simile a come oggi vorrei 10 iscritti alla mia newsletter rispetto a oltre 1.000 “Mi Piace” di Facebook, penso che in futuro, tutti vorremo molto di più 10 ricerche su Google per il nostro marchio, rispetto a 1000 ricerche su Google per frasi su cui dobbiamo cercare di posizionarci e competere contro Google per un clic.

P.S.
In realtà ritengo che questa sia una buona notizia per le aziende basate sui tool, come Moz (e i suoi concorrenti – Ahrefs, SEMRush, ecc.), poiché il monitoraggio delle SERP e il grafico dei link aumenteranno di importanza, in quanto Google toglierà dai suoi risultati il guadagno dei siti web, proveniente dal traffico.

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