I criteri di classificazione (e quando usarli)

Di Donna Spencer

UXbooth

articolo orginale:

Classification Schemes (and When to Use Then)

27 aprile 2010

Quando si lavora sull’architettura dell’informazione, ci si rende conto che la maggior parte dei contenuti possono essere organizzati in più di un modo. Una delle sfide di un progetto di IA (Information Architetture) è capire quale criterio funziona meglio per il vostro pubblico, per la gestione dei contenuti e per gli obiettivi del progetto.
In questo articolo, parlerò di alcuni schemi di classificazione che è possibile utilizzare per organizzare i contenuti e fornirò consigli su come e quando utilizzarli.

Alfabetico

Il criterio alfabetico può essere utilizzato praticamente per qualsiasi tipo di informazione, finché si può dare un nome ad ogni elemento, è possibile includerlo in uno schema A-Z. Ma questo non significa che il criterio alfabetico vada necessariamente bene per tutti i contenuti. La classificazione alfabetica funziona al meglio quando la gente sa quello che sta cercando, sa come descriverlo e la voce di etichettatura corrisponde alle parole che sta cercando. Per uno scopo come questo lo schema alfabetico è perfetto, perché le persone possono semplicemente scandire un elenco di parole ed individuare quello che sta cercando.

Ci sono solo un paio di situazioni, in cui dovreste usare una classificazione alfabetica come il criterio principale per organizzare i contenuti (mi vengono in mente i dizionari e i glossari).

Ma sono anche eccellenti schemi secondari di un altro schema principale. Anche come criterio secondario può essere utile; ho lavorato su una intranet dove cui la gente diceva: “Fate quello che volete, ma non togliete la classificazione A-Z”.

Quando mi chiedono informazioni sull’utilizzo dell’indicizzazione A-Z, vengono sempre fuori tre domande. Io non sono una professionista dell’indicizzazione (l’indicizzazione è una professione di per sé), per cui le mie risposte sono molto poco approfondite:

1. Dovrei elencare le cose due volte?

Sì, Elencate le cose in due categorie, dove per quella cosa si usano due termini comuni e dove si sa che la gente usa più di un termine. Comunque siate prudenti: non dovreste raddoppiare le dimensioni dell’indice con l’aggiunta di termini supplementari. Fatelo solo quando c’è un bisogno reale.

2. Dovrei usare di più i termini tecnicamente corretti, o le parole che usa la gente?

Troverete che spesso la gente usa termini imprecisi, superati, o non corretti. Se questo accade e sapete che utilizzeranno questi termini, aggiungeteli all’indice A-Z. Se desiderate educarli sulla terminologia corretta, includetela fianco del termine di uso più comune.

3. Dovrei elencare ogni pagina di contenuto?

Quando si utilizza un indice A-Z, di solito non è necessario includere in ogni pagina di contenuti. Probabilmente dovreste includere tutte le pagine principali di categoria o landing page, anche se questo dipenderà dalla struttura del sito e dal tipo di contenuto. Ad esempio, in una rete Intranet è possibile avere un voce di indice per ‘congedo di maternità’, ma probabilmente non per le singole pagine sul congedo di maternità.

La ricerca sugli utenti è un eccellente input per la classificazione A-Z, perché dovrebbe risultare una fonte ricchissima dei termini che usa la gente.

Classificazione alfabetico
L’indice AZ della BBC è un ottimo modo per arrivare direttamente a un dato programma televisivo.

Geografico

I criteri geografici possono essere utilizzati per tutti i tipi di contenuti che possiedono una sorta di geografia come attributo chiave (un attributo che indica una localizzazione di qualche tipo). Non so neppure a quante riunioni di progetto web e intranet ho partecipato in cui qualcuno ha detto: “basterebbe solo mettere una mappa in home page e lasciare che la gente la usi”. In alcuni casi si tratta di un suggerimento assolutamente valido, ma in altri, non tanto.

Allora, in che caso è una buona idea? Ci sono due criteri concreti per valutare se un sistema di classificazione geografica avrà successo: il primo è che il pubblico deve voler accedere alle informazioni in quel modo, il secondo è più importante; devono capire la geografia che state utilizzando, spesso con un elevato livello di dettaglio.

Un aspetto da considerare quando si utilizza uno schema geografico, è la differenza tra utilizzare una mappa per visualizzare delle informazioni e utilizzare una mappa per navigare. Due usi diversi delle mappe, possono significare cose molto diverse per gli utenti, pensate a quello che state cercando di ottenere con un sistema geografico o una mappa: state cercando di mostrare con precisione dove nel mondo si trovano dei determinati oggetti? Oppure state cercando di aiutare le persone a raggiungere i contenuti che stanno in una particolare zona?

Comprendete questo e lo scopo della mappa sarà più chiaro: una mappa per la navigazione non deve essere particolarmente accurata, ma una mappa per la visualizzazione di informazioni certamente sì.

La classificazione geografica può essere buona come metodo secondario per accedere alle informazioni, supportando uno degli altri criteri.

Classificazione geografica
Last.fm mostra gli eventi nella mia zona.

Formato

Una schema per ‘formato’ organizza i contenuti in base al formato del file. E’ particolarmente comune nei siti web di formazione (che raggruppano i video, gli articoli e le guide) e nei siti web di articoli (che raggruppano gli oggetti, le interviste e tool).

Anche in questo caso, sarà un buon modo di organizzare i contenuti, a patto che il vostro pubblico voglia e si aspetti di trovarli in questo modo. Devo ammettere che ho le mie riserve.

Penso che la gente pensi prima a quello che vole fare e poi al formato in cui lo vogliono vedere. Se voglio sapere come fare la posizione della candela (posizione Yoga), voglio trovare materiale sulla posizione della candela prima di decidere se leggere le istruzioni, guardare un video o ascoltare una descrizione. Certamente non voglio cercare in tre diverse parti di un sito per vedere cosa c’è a disposizione.

Il formato è un ottimo modo per mostrare alla gente i diversi tipi di informazioni disponibili, una volta trovato l’argomento.

Classificazione per formato
Bunnings (il mio negozio di ferramenta locale) ha una grande sezione “fai da te, organizzato dal formato del contenuto. Preferirei vedere gli argomenti, quindi scegliere un formato.

Struttura Organizzativa

Un altro schema un cui vi imbatterete sia sulle intranet, che sui siti web aziendali, è la struttura dell’organizzazione in cui si sta lavorando. Questo criterio si mette, perché per gli autori è facile da gestire: possono preparare le informazioni e inserirle nella ‘loro’ parte del sito (non hanno bisogno di classificarle n.d.t.). Inoltre i dirigenti possono vedere non solo dov’è la loro roba, ma anche il materiale della loro sezione.

Il più grande problema di questa struttura è che chiunque abbia bisogno delle informazioni deve sapere chi ne è responsabile. In genere, questo è un modo sbagliato di organizzare le informazioni. Di tutti i progetti in cui ho lavorato, ho suggerito di conservare la struttura organizzativa solo due volte (ed entrambe sono state per una intranet):

In una piccola azienda dove ognuno sa ‘chi fa cosa’. Questo è stato suffragato dalla ricerca sugli utenti.

In un’organizzazione in cui la struttura e l’inquadramento contano molto. Nel mio caso si trattava del Dipartimento della Difesa. Vidi poco senso nel cercare di rimuovere la struttura organizzativa della Intranet, perché la struttura interna era tanta parte di come la gente pensava. Ciò non significa che il personale sapesse ‘chi aveva fatto cosa’, così prevedemmo anche altri modi di trovare le informazioni.

Attività

Le classificazioni basate sulle attività sono interessanti. In superficie sembrano essere abbastanza facili da realizzare: si tratta solo di organizzare i contenuti attorno alle attività principali che le persone fanno. Ma ogni volta che ho provato a farlo (di solito perché un cliente pensa che sia un buon modo per cominciare), finiva, con tanti compiti e così vari, che diventava troppo difficile. Perfino quando mettevamo insieme una bozza, la maggior parte delle volte si trovava che un particolare contenuto si applicava a più di una attività..

Ho sperimentato che gli schemi basati sulle attività funzionano meglio quando:

  • C’è solo un insieme di attività piccolo
  • Le attività principali hanno confini abbastanza definiti
  • I vostri contenuti sono facili da assegnare a gruppi di attività

Gli schemi di classificazione basati sulle attività, tendono ad essere più adatti per cose come le applicazioni web piuttosto che per i siti web e intranet. Tuttavia, perfino qualcosa come il software di contabilità (che è una attività piuttosto task-oriented) non si adatta ad una categorizzazione basata sulle attività, ma piuttosto sul tipo di contenuto sui cui si deve lavorare.

Quando siete alla ricerca delle attività degli utenti, tenete un occhio frasi come “Ho bisogno di” o “io faccio”; qualunque cosa che segue in genere è una attività.

Organizzazione per Task
La navigazione di secondo livello di PayPal è basata sulle attività.

Per tipo di pubblico

Le classificazioni per tipo di pubblico sono molto simili a quelle basate sulle attività, nel senso che spesso a prima vista suonano come un buon approccio, ma poi sono più difficili di quanto sembrano.

I criteri di classificazione per pubblico sono adatti e funzionano, solo quando:

  • È possibile segmentare il pubblico in gruppi, in modo molto netto
  • In qualsiasi momento, un utente può identificare a quale gruppo appartiene (può passare de un gruppo all’altro per compiti diversi, questo va bene fintanto che di volta in volta sa dove sta)
  • I vostri contenuti possono essere assegnati ai gruppi di utenti, senza una eccessiva sovrapposizione

Di nuovo, è molto più difficile di quanto sembri. Nella maggior parte dei casi, quando si imbocca questa strada, è abbastanza difficile individuare il pubblico come prima cosa: le persone appartengono a più gruppi, non sono sicuri di chi sono e un sacco di contenuti si applicano a più di un gruppo. Se avete questo problema, provate una combinazione di classificazione per tema (vedi sotto n.d.t.) come sistema primario e utilizzate un sistema ‘per pubblico’, come un modo secondario per aiutare le persone a trovare informazioni specifiche.

Classificazione per tipologia di utente
Dell utilizza un sistema ‘per pubblico’ come livello superiore del sito. Non riesco mai a capire se il mio ufficio in casa deve stare in “home” o “small business”

Se si decide che una classificazione per pubblico è la cosa migliore per i vostri contenuti:

  • Assicurarsi che i confini sono chiari. Ad esempio, non usate ‘piccolo’, ‘medio’ e ‘grande’; usate i numeri per descrivere quello che sono gli utenti.
  • Etichettate i gruppi nello stesso modo in cui gli utenti descrivono se stessi

Qualcosa da tenere a mente durante la creazione di schemi di classificazione per pubblico: si può potenzialmente limitare l’accesso alle informazioni ad una parte del pubblico, o almeno rendergli difficile trovare l’insieme completo delle informazioni. Se i vostri gruppi di utenti sono sensibili, o se sembra che stiate limitando l’accesso a classi di utenza, assicuratevi che questo sia quello che intendete fare.

Soggetto / Argomento

Il tipo di classificazione che si usa più spesso è quello per soggetto (o argomento: io uso i termini in modo intercambiabile) ed è probabile che possiate arrivarci partendo da zero. Una classificazione per soggetto raggruppa cose simili insieme, sulla base di ciò di cui trattano.

Parlerò approfonditamente di cosa rende valido un sistema di classificazione per soggetto, nella parte 4, che tratta di come creare in pratica la vostra IA. Comunque, per adesso, vale la pena sapere che questo tipo di schema di classificazione funziona bene per la maggior parte dei contenuti. (non ho ancora trovato un insieme di contenuti che non si possa organizzare per argomento). E finché è possibile farlo in un modo che abbia senso per gli utenti, andrà bene anche a loro.

Schemi combinati

Ho descritto gli schemi di classificazione come se fossero del tutto indipendenti, in realtà è possibile combinarli; si potrebbe:

  • mescolare tipi diversi ad ogni livello di ricerca
  • iniziare con un tipo e utilizzare un tipo diverso al livello successivo
  • utilizzare più di un approccio per l’intero insieme di contenuti.

Insomma, non ci sono regole ferree. Il punto principale, come ho detto, è che funzioni bene per il pubblico, che si aspettino di accedere alle informazioni in quel modo e che si adatti ai vostri contenuti.

Donna SpencerDonna Spencer

Questo articolo è stato ripubblicato anche su UIEtips User Interface Engineering

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una risposta

  1. Indici A-Z in intranet, gioie e dolori | Intranet Management Ha scritto:

    [...] internazionale di Architettura dell’informazione è assai possibilista a riguardo: in un suo articolo dedicato ai criteri di classificazione (tradotto da Marco Dini) afferma esplicitamente che gli indici a-z Sono anche eccellenti schemi [...]

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