In che modo il Web è diverso dalla carta stampata

Di Gerry McGovern

articolo orginale:

How Web is different from print

Di tutte le cose che rendono il Web differente dalla carta stampata, il link è la più importante.

Siamo animali che fanno strumenti o sono gli strumenti che fanno di noi quello che siamo? E’ una vecchia questione. Quanto la penna d’oca ha forgiato le nostre menti ed i nostri mondi? Noi abbiamo inventato la pressa per la stampa che poi ha inventato una nuova società, un nuovo modo di pensare.

“La cultura manoscritta non può sostenere il brevetto delle invenzioni o i diritti di autore delle composizioni letterarie”, sostiene Elizabeth Einstein nel suo libro “La rivoluzione della stampa nell’ Europa dell’era moderna”. “Ha lavorato contro il concetto dei diritti della proprietà intellettuale. Non si presta a preservare tracce di personali idiosincrasie verso l’esposizione pubblica di pensieri privati né verso alcuna delle forme di diffusione esclusiva che hanno formato l’autocoscienza negli ultimi cinque secoli”.

E cosa dire del Web? Noi abbiamo inventato il Web, quanto il Web sta re-inventando noi? Cosa rende il Web differente dalla stampa?

Dobbiamo dare una risposta attenta a quest’ultima domanda, perché altrimenti rischiamo di approcciare il Web con il nostro modo di pensare improntato alla stampa e con le tecniche ideate per la stampa. Corriamo il rischio di dire: “Questo è quello che si dice un testo di qualità”, invece di dire “Questo è quello che si dice un testo stampato di qualità”.

Ecco alcuni dei modi in cui il Web è diverso dalla stampa:

Il Web è fatto di collegamenti
Il Web è fatto di attività mirate
Il Web concerne principalmente la ricerca
Il Web è permanenza
Il Web è un processo
Il Web riguarda il cliente

Il Web è fatto di collegamenti, la stampa è fatta di unità di contenuto: un articolo di 500 parole, un libro, una rivista, un report. Scrivere per la stampa spesso è un lavoro solitario, il Web invece è orientato al collegamento. Colleghiamo un pezzo di contenuto con un altro. Colleghiamo il consumatore del contenuto con il suo autore.

Il Web è un luogo funzionale, improntato al conseguimento di obiettivi. Andiamo sul Web per fare qualcosa ed abbiamo già un conteso mentale quando arriviamo su un sito. La stampa si presta alla lunghezza, perché la stampa esce e va verso il lettore; tende ad avere molto linguaggio contestuale. Il Web è essenziale, ermetico, spoglio fino alla bruttezza, ma utile.

Il Web è il cliente che cerca il contenuto, piuttosto di un contenuto che cerca di trovare il cliente. Il Web capovolge la pubblicità ed il marketing. Dovete conoscere le parole che usa il vostro cliente quando cerca, altrimenti siete perduti.

Il Web è permanenza. Nel tempo la maggior parte del contenuto stampato degrada, di dissolve e scompare. Provate a cercare quella brochure stampata nel 2003; ma se la mettete sul Web sarà ancora lì. Questa è il grande punto critico della gestione dei siti Web: revisionare e rimuovere.

Il Web è un processo, la stampa è un evento. Assiemate il tutto e poi pubblicate. E poi è finito. Lavoro fatto. Sul Web è l’inizio del lavoro, La stampa e la cultura informatica del “rilascio” sono una strategia rovinosa sul Web. I grandi siti richiedono un processo di miglioramento continuo dei percorsi principali.

Il Web è il cliente. Non ha a che vedere con il controllo governato da classi elitarie; è la saggezza delle masse, l’intelligenza collettiva. Al centro del Web c’è il cliente, non l’organizzazione. Il Web è ciò che il cliente vuole fare, non le cose che l’organizzazione vuole fare al cliente.

Gerry McGovern

Traduzione di

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