Il Marketing di Google: ogni millisecondo conta

Tempo e denaro

Di Gerry McGovern

articolo orginale:

Google marketing: Every millisecond counts

Quello che fa Google va in gran parte contro l’approccio mentale del business. Vede il tempo del cliente come la risorsa che scarseggia di più.

L’organizzazione compra il tempo dal cliente. Il tempo scarseggia più del petrolio o dell’oro. In ultima analisi è tutto quello che abbiamo; quando finisce, tutto il resto si ferma.

“Google vende deliberatamente sempre meno inserzioni pubblicitarie e potrebbe anche essere già andato troppo oltre”, così recita un titolo recente del new York Times. “Inoltre alcune delle flessioni dei profitti pubblicitari di Google sono auto-inflitte” dichiara il il Times. “Il vicepresidente senior product manager Jonathan Rosenberg ha detto che Google ha scelto di ridurre la sua copertura pubblicitaria (la percentuale di pagine Web che ospitano inserzioni) ad un livello così basso da non avere precedenti”.

“Questa è una decisione all’apparenza inspiegabile. Praticamente qualsiasi altra compagnia che dovesse fronteggiare tempi di rallentamento economico sarebbe interessata ad accrescere il numero dei posti in cui poter vendere pubblicità. Certamente non farebbe passi nella direzione di diminuirli.”

“Ma il signor Rosenberg ha detto che Google non ha in piano di aumentare la sua copertura, a seguito del suo impegno nel migliorare quello che chiama la ‘qualità delle inserzioni’ (l’idea che Google dovrebbe solo mostrare annunci pubblicitari che piacciono effettivamente agli utenti)”. Rosenberg ha detto che al co-fondatore della compagnia, Larry Page, piacerebbe vedere ancora meno inserzioni: “Larry spesso dice che sarebbe ancora meglio se mostrassimo un solo annuncio, l’annuncio perfetto”.

I due massimi principi di Google sono:

1 – Focalizzarsi sulla gente, le loro vite, il loro lavoro, i loro sogni.

2 – Ogni millisecondo conta.

“Prima di tutto un prodotto di Google ben progettato, è utile nella vita di tutti i giorni”, afferma Google, “non deve provare ad impressionare gli utenti con tecnologia portentosa o con l’eleganza dell’aspetto, anche se potrebbe averli entrambi. Non impone di forza alle persone l’utilizzo di funzioni che non vogliono, ma invece fornisce un percorso di apprendimento naturale per quelli che ne sono interessati. Non si intromette nella vita della gente ma apre le porte agli utenti che vogliono esplorare le informazioni del mondo, lavorare più rapidamente ed in modo più creativo e condividere le idee con i loro amici o con il resto del mondo”.

Il paragrafo sopra sembra partorito da una sorta di comunità Hippy, non dal più potente marchio del pianeta. Quel paragrafo ribalta un bel po’ di marketing tradizionale. Google fa soldi. E’ redditizio.

E’ così evidente quello su cui si incentra il Web: è incentrato sul cliente, non sull’organizzazione. E’ incentrato sul nostro tempo. Riguarda il nostro tempo, tempo, tempo e tempo. Sprecare il mio tempo è come sputarmi in faccia.

Prima che possiate vendere qualsiasi cosa a qualcuno, prima che possiate comunicare qualsiasi cosa a chiunque, state richiedendo (comprando) il suo tempo. Cosa state dando loro in cambio come pagamento? Vale la pena? Ogni volta che sprecate il tempo dei vostri clienti distruggete il vostro marchio, la vostra reputazione. Si puliranno la faccia dal vostro sputo una sola volta.

Ogni millisecondo conta.

Gerry McGovern

Traduzione di

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