Come stabilire se una pagina è di bassa qualità agli occhi di Google – Whiteboard Friday

video originale - Whiteboard Friday Moz.com

Rand Fishkin

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How to Determine if a Page is “Low Quality” in Google’s Eyes – Whiteboard Friday

25 agosto 2017

Quali sono i fattori che Google considera quando deve valutare se una pagina è di alta o di bassa qualità, e come si identificano quelle pagine? C’è un lungo elenco di cose da esaminare per stabilire quali pagine sono soddisfacenti e quali no, dal comportamento del cercatore, al tempo di caricamento della pagina, agli errori di ortografia. In questa puntata di Whiteboard Friday, Rand eviscera questi argomenti.

Trascrizione

Salve fan di Moz e benvenuti a questa nuova puntata di Whiteboard Friday. Questa settimana parleremo di come capire se Google pensa che una pagina di un sito web possa essere di scarsa qualità e se ciò suggerisca alcune opzioni di ottimizzazione.

Ne abbiamo già parlato in precedenza nei Whiteboard Friday e sono sicuro che molti di voi stanno seguendo gli esperimenti sulla rimozione della pagine di scarsa qualità, che sta conducendo Britney Muller di Moz; avrete visto Roy Hinkis di SimilarWeb che parlava di come avevano rimosso delle pagine di scarsa qualità dal loro sito e che avevano osservato un aumento del ranking su un sacco di roba. Tante persone hanno provato questa tattica. La difficoltà è capire in pratica, quali sono le pagine di bassa qualità. Che cosa costituisce la qualità per Google?

Cos’è che determina la “qualità” per Google?

Google ha alcune idee su ciò che è di alta qualità e su ciò che è di bassa qualità; alcuni di questi elementi sono abbastanza evidenti e ne abbiamo familiarità, ma altri possono essere più intriganti.

  • Google vuole un contenuto unico.
  • Vogliono essere sicuri che per i cercatori, il valore di quel contenuto sia effettivamente unico. Non che utilizzi parole e frasi diverse da tutti gli altri sulla pagina, ma che il valore fornito sia in realtà diverso. Potete dare un’occhiata al Whiteboard Friday su ciò che significa fornire un valore unico, se avete altre domande su questo.
  • A loro piace vedere un sacco di fonti esterne che mettono dei link alla pagina per decisione editoriale. Questo dice loro che la pagina è probabilmente di alta qualità perché è degna di essere citata.
  • Vorrebbero anche vedere pagine di alta qualità (non solo fonti, cioè domini) ma proprio pagine di alta qualità che gli puntano un link. Questi link possono essere interni o esterni. Quindi è probabile che Google applichi questa interpretazione, se le vostre pagine di alta qualità sul vostro sito web hanno un link verso un’altra pagina, sempre del vostro sito.
  • La pagina risponde con successo alla ricerca del cercatore. Questo è un aspetto interessante. Se qualcuno esegue una ricerca, diciamo qui che digito una ricerca su Google sul “lavaggio a pressione”. Scriverò solo “lavare a pressione”. Esce questa pagina:

Supponiamo che qualcuno faccia clic su quella pagina e che rimanga lì e poi forse torni su Google, ma poi esegua una ricerca completamente diversa, oppure, che vada a fare un’altra attività, o che visiti un sito diverso, magari, che torni alla posta elettronica, o che faccia una qualsiasi altra cosa; questo dice a Google: ottimo, questa pagina ha dato una risposta alla query.

Se invece qualcuno esegue la ricerca, fa clic su un link e ottengono una pagina di frasi senza senso, di bassa qualità,

 

fa clic per tornare indietro e sceglie invece un altro risultato, allora questo dice a Google che la pagina non ha risposto con successo alla query del cercatore. Google chiama questa attività pogo-sticking; significa che si visita questa pagina che non risponde alla query, per poi andare a visitarne un’altra che invece lo fa. Se questo accade molte volte, è molto probabile che il primo risultato venga spostato verso il basso e percepito da Google, come di scarsa qualità.

  • La pagina deve caricarsi velocemente con qualsiasi tipo di connessione.
  • Vogliono vedere un’accessibilità di alta qualità, con una esperienza utente e il design intuitivi, su qualsiasi dispositivo; quindi sul mobile, sul desktop, sul tablet, e sul laptop.
  • Vogliono vedere contenuti ben scritti e grammaticalmente corretti. So che questo può sorprendere, ma abbiamo fatto dei test e abbiamo visto che con un errore di ortografia, o con una grammatica scarsa, si può essere esclusi dagli snippet in primo piano di Google. Quindi magari avete uno snippet in primo piano che sta dando grandi risultati nelle SERP, poi cambiate qualcosa, fate un pasticcio e Google dice: “aspetta, non sei più qualificato per questa posizione. Non sei più una risposta di alta qualità”. Questo ci dice che stanno analizzando le pagine anche rispetto a quel tipo di informazioni.
  • Il contenuto non testuale deve avere alternative testuali. Ecco perché Google incoraggia l’utilizzo dell’attributo “ALT”. Questo è il motivo per nei video Google apprezza le trascrizioni. Nel Whiteboard Friday in cui sto parlando, sotto questo video c’è la trascrizione che potete leggere. Potete ricevere tutto il contenuto senza dovermi ascoltare se non volete, o se tecnicamente, o per un a qualsiasi genere di svantaggio non avete la possibilità di averne accesso.
  • A loro piace anche vedere contenuti ben organizzati e facili da consumare e da comprendere. Lo deducono attraverso un mucchio di segnali diversi, ma alcuni dei loro sistemi di machine learning possono apprendere questa capacità.
  • Poi, a loro piace vedere i contenuti che puntano a fonti aggiuntive per ulteriori informazioni, o per approfondimenti sull’attività in corso, o per citare delle fonti. I link che puntano a delle pagine esterne assolvono a questo compito.

Questa non è una lista completa, ma sono alcuni dei criteri che possono indicare a Google come distinguere l’alta qualità dalla bassa qualità, e farlo iniziare a filtrare i risultati.

Come devono fare i SEO e gli operatori di marketing a classificare le pagine sui siti in base alla loro qualità?

Come operatori di marketing e come SEO, c’è un processo che possiamo seguire. Non abbiamo accesso a tutti questi elementi che invece Google può misurare, ma possiamo esaminare alcune cose che ci aiuteranno a determinare se è alta qualità, o se è bassa qualità. Magari, se è bassa qualità dovrei provare a cancellarla o a rimuoverla dal mio sito, o a rifarla daccapo.

In generale, vi raccomando di NON utilizzare come metrica di valutazione, cose come:

A. Time on site, misura grezza del tempo sul sito

B. Tasso di rimbalzo grezzo

C. Visite da sorgenti organiche

D. Analisi del contributo dei canali

Perchè no? Perché presi da soli, ognuno di questi parametri può essere un segnale fuorviante.

Quindi, molto tempo trascorso sul vostro sito, che dovrebbe indicare che qualcuno è molto impegnato a consumare i vostri contenuti, potrebbe anche essere causato da qualcuno immensamente frustrato, che non riesce a trovare ciò di cui ha bisogno. Questi torneranno ai risultati della ricerca e farnno clic su qualcos’altro che risponde rapidamente e in modo accessibile alla loro query. Forse avete molti pop-up e i visitatori devono farci clic; magari è anche difficile trovare il pulsante “x” e per farlo devono scorrere fino in fondo al vostro contenuto. Questi ultimi saranno molto scontenti del vostro risultato.

Il tasso di rimbalzo funziona allo stesso modo. Un tasso di rimbalzo elevato potrebbe essere una cosa bella se rispondete a una domanda molto semplice, o se il passo successivo è andare da qualche altra parte, o se non esiste un passo successivo. Se sto cercando di ottenere la risposta: “ehi, ho bisogno di consigli sul lavaggio a pressione per questo tipo di legno trattato, e devo sapere se riuscirò a rimuovere il trattamento, se lavo il legno a questo livello di pressione”. E si scopre che la risposta è No; sono a posto. Grande. Grazie. Ho fatto. Non ho più bisogno di visitare il vostro sito web. Il mio tasso di rimbalzo è stato molto, molto alto. Magari avete un tasso di rimbalzo di 80 o 90 percento, ma avete risposto alla query del cercatore. Avete fatto quello che Google vuole. Quindi il tasso di rimbalzo da solo, non è una buona metrica.

Lo stesso vale con le visite da sorgenti organiche. Potreste avere una pagina di qualità relativamente bassa che riceve una buona quantità di traffico organico per un motivo o per l’altro, magari perché si posiziona ancora per qualcosa, o perché si posiziona per un sacco di termini della long tail, ma che è deludente per i cercatori. Questa metrica nel lungo termine va un po’ meglio. Se si guarda questo valore nel corso delle settimane o dei mesi, rispetto ai giorni, si può generalmente farsi un’idea più precisa, ma anche qui, da sola, è una metrica che non amo.

L’analisi delle conversioni multicanale sono un ottimo esempio. Questa pagina potrebbe non convertire nessuno. Può essere un’opportunità di rilasciare dei cookie. Potrebbe essere un’opportunità per fare remarketing o retargeting, o per cercare di farli iscrivere a una mail list, ma non dare un contributo a convertire direttamente, qualunque sia il vostro l’obiettivo di conversione. Ciò non significa che sia un contenuto di scarsa qualità.

QUESTI indici possono essere un buon inizio:

Quello che vi chiedo di fare è pensare a una combinazione di metriche più semplici. Ogni volta che cercate di distinguere la bassa qualità rispetto all’alta qualità, dovete adottare un approccio che preveda una combinazione di metriche.

1. Questa potrebbe essere una combinazione di metriche di engagement. In questo caso osserverò …

  • Le visite totali
  • Esterne e interne
  • Misuro il numero di pagine per visita, dopo l’atterraggio. Quindi, se qualcuno arriva alla pagina e poi esplora altre pagine sul sito, questo è un buon segno. Se sfogliano pochissime pagine, non è un buon segno, ma non va preso da solo. Deve essere combinato con cose come il tempo sul sito e il tasso di rimbalzo e le visite totali e le visite esterne.

2. Potete combinare alcune metriche offsite. Quindi cose come …

  • Link esterni
  • Numero di link dal dominio radice
  • Page Authority e si possono utilizzare anche le tue condivisioni sui social media come Facebook, Twitter, il conteggio delle condivisioni su LinkedIn. Se vedete qualcosa che sta ottenendo condivisioni sociali, beh, forse non corrisponde ai bisogni dei cercatori, ma potrebbe essere sempre un contenuto di alta qualità.

3. Metriche del motore di ricerca. Potete guardare …

  • Indicizzazione digitando un URL direttamente nella barra di ricerca o nella barra del browser e vedere se la pagina è indicizzata.
  • Potete anche guardare cose come qual è il ranking di una pagina per il proprio titolo.
  • Potete guardare nella Google Search Console e vedere i tassi di click-through.
  • Potete guardare se un contenuto è unico o duplicato. Quindi, se inserisco qui un URL e vedo uscire sui risultati più pagine del mio sito, o se inserisco il titolo di una pagina che ho creato e vedo uscire fuori che più di un URL del mio sito, allora so che lì ci sono alcuni problemi di unicità.

4. Dovrete fare quasi sicuramente una reale revisione di una po’ di pagine.

  • Pagine di sottosezioni, o sottocartelle, o sottodomini, se ne avete, e pensate: “Oh, aspetta un monento. Questo aiuta davvero i cercatori? Questo contenuto è attuale e aggiornato? E’ conforme agli standard della nostra organizzazione?”

Fate tre contenitori:

Utilizzando queste combinazioni di metriche, potete creare dei gruppi. Si può fare in modo abbastanza semplice se esportate tutti i vostri URL. Potreste utilizzare qualcosa come Screaming Frog, o il crawler di Moz, o DeepCrawl per esportare tutte le tue pagine in un foglio di calcolo con metriche come quelle indicate per poi iniziare a ordinare e a filtrare. Potete creare una sorta di algoritmo, una combinazione delle metriche, che funzioni abbastanza bene per classificare le pagine e poi controllatele una a una. Vi chiedo di suddividerle in tre gruppi.

I. Molto importanti. Contenuti di alta qualità, dovrete continuare a mantenere questo materiale.

II. Necessitano un po’ di lavoro. Secondo gruppo; è materiale che ha bisogno di lavoro, ma è sempre sufficientemente buono per rimanere nei motori di ricerca. Non è terribile. Non danneggiano il vostro marchio, e certamente non sono ciò che i motori di ricerca considerano bassa qualità e per la quale vi penalizzano. Però sono all’altezza delle vostre aspettative, o ciò a cui aspirate. Significa che potete ripubblicarle o lavorarci su e migliorarle.

III. Di bassa qualità. In non soddisfano affatto gli standard che vi siete dati, ma non eliminateli subito. Fate qualche prova. Prendete un gruppo a campione della peggiore spazzatura che avete messo nel secchio della bassa qualità, rimuovetela dal sito, assicuratevi di conservarne una copia, e state a vedere se rimuovendo alcune centinaia, o qualche migliaia di quelle pagine, osservate un aumento del “crawl budget” (quantità massima di pagine che Google ha in piano di di acquisire dal vostro sito – n.d.t.), un aumento delle pagine indicizzate, in incremento del ranking e del traffico di ricerca. Se è così, potete cominciare a essere meno prudenti, e più di manica larga su ciò eliminate da quel gruppo di pagine di bassa qualità, e in molti casi vedrete degli ottimi risultati su Google.

Bene, spero che abbiate apprezzato questa puntata di Whiteboard Venerdì; ci rivediamo la settimana prossima. Statemi bene.

Rand FishkinRand Fishkin

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