L’opportunità è qui

Di Seth Godin

articolo orginale:

The opportunity is here

24 Aprile 2011

Nello stesso momento in cui nostri motori economici perdono colpi, sta succedendo qualcosa d’altro. Come tutte le rivoluzioni, procede a singhiozzo, senza perfezione, ma è indubbio che sta accadendo.

Il mercato di massa sta per essere sostituito da una moltitudine di micro mercati e dall’espansione illimitata della scelta. Google collega acquirenti e venditori su più vaste distanze, in modo più efficiente e più a buon mercato di quanto non sia mai successo prima; la produzione è più un ostacolo concettuale che pratico.

Lo scambio di informazioni crea sempre più valore, mentre i prodotti di base sono sempre meno costosi. Ci vuole un minor numero di dipendenti per generare più valore, fare più rumore e coinvolgere più persone.

Ma più di tutto è vero questo: ogni individuo, lavoratore autonomo o dipendente, è ora più che mai responsabile del suo destino. L’idea di una città costruita intorno ad una compagnia o di una società industriale stagnante, che offre poca scelta, sta rapidamente svanendo. Davanti ai vostri occhi sta crescendo un’economia fondamentalmente diversa, con soggetti diversi e modi diversi per creare valore. Ciò che era un bene essenziale (per una persona o per una azienda) oggi vale molto di meno, mentre sono richiesti nuovi talenti rari e preziosi.

Ci sono difficoltà? Non c’è alcun dubbio; di sicuro dolore, incertezza e rischio.

L’occasione, però, è la più grande che si sia presentata alla nostra generazione (ed anche all’ultima). L’occasione è lì per chiunque (con o senza un lavoro) abbastanza intelligente per afferrarla: per sviluppare il miglior talento nel proprio settore, per raccontare una storia, per far diffondere un’idea, per essere richiesti, per soddisfare i bisogni reali, uscire dalla mediocrità ordinaria e cambiare tutto.

!NOTA! Come tutte le rivoluzioni, questa è un’opportunità, non una soluzione, non una garanzia. E’ un’occasione per colpire nel segno, sperimentare e fallire e scoprire i vicoli ciechi, lungo la strada per fare la differenza. La vecchia economia offriva una garanzia: tempo, più istruzione, più obbedienza = stabilità; la nuova, non così tanto. La nuova vi offre una possibilità di correre il rischio e di incidere.

!NOTA! Se siete alla ricerca del ‘come’, se siete alla ricerca di una mappa, un modo per industrializzare la nuova era, siete completamente fuori strada e resterete delusi. Nell’ultima era, per sua natura, la ripetizione e la gestione dei risultati aumentavano i profitti. La natura di questa è l’opposto: se qualcuno può dirti esattamente cosa fare, allora è troppo tardi; l’arte e la novità e l’innovazione non possono essere affidabili e industrializzate con successo.

Nel 1924, Walt Disney scrisse una lettera a Ub Iwerks. Walt era già a Hollywood e voleva che il suo vecchio amico Ubbe lasciasse Kansas City e si unisse a lui per costruire uno studio di animazione. L’ultima riga della lettera diceva: “PS Ora non vivrei a Kansas City se mi dessi un posto. Proprio così, puoi scommetterci. Urrà per Hollywood”. E appena sopra, a grandi lettere, aveva scarabocchiato: “Non esitare, fallo ora”.

Non è il 1924 e questa non è Hollywood, ma è una rivoluzione e c’è una finestra per voi (e il vostro capo se lo spingete), se vi rendete conto che siete capaci di fare la differenza, oppure potreste rimanerne frustrati; sta a voi.

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