La produzione di informazione esplode, il consumo stagna

Di Gerry McGovern

articolo orginale:

Information production explodes, consumption stagnates

11 Aprile 2011

La nostra capacità di produrre informazioni sta esplodendo, ma la nostra capacità di consumarle, rimane relativamente la stessa.

Uno studio pubblicato di recente dagli scienziati dell’Università della California, stima che l’ammontare annuo di informazioni commerciali elaborate dai server di tutto il mondo, è equivalente a una pila di libri alta 224 miliardi di miglia, pari a circa 20 volte la distanza fra la Terra e Nettuno e ritorno. In altre parole, è un mucchio di roba spropositato.

Secondo un rapporto di PHYSORG.COM, “Lo studio stima che il carico di lavoro dei server delle aziende raddoppino circa ogni due anni”. “Ciò significa che entro il 2024, nel mondo, i server delle aziende elaboreranno ogni anno, l’equivalente digitale di una pila di libri di altezza superiore ai 4,37 anni luce, che ci separano da Alpha Centauri, il sistema solare della Via Lattea più vicino”.

In generale, una tale esplosione è una cosa positiva; infatti nelle società povere, primitive e repressive, la produzione di informazione è bassa e volutamente mantenuta così. Più è aperta la società e l’economia di un paese, più informazioni produce. La sfida è quella di gestire tutte queste informazioni e renderle veramente utili e produttive.

Per cominciare, parte della sfida per gestire le informazioni, è determinare se le informazioni che produciamo hanno una qualche utilità. Uno studio del 2008 di NetApp Inc. e dell’Università della California ha rilevato che il 90% dei dati analizzati non è mai stato utilizzato.

Un rapporto di Government Computer News dichiarava: “inoltre, tra i file che sono stati aperti, il 65% lo sono stati una sola volta e la maggior parte dei rimanenti sono stati aperti cinque volte o meno; tuttavia, circa una dozzina di file sono stati aperti 100.000 volte o più”.

Questo è un esempio classico della ‘long tail‘ (materiale con richiesta bassa o insistente) e ‘long neck‘ (materiale con forte richiesta). La long tail è stata vista come una grande opportunità, ma può diventare una grave minaccia per i seguenti motivi:

  • Ci vuole tempo ed energia per creare e immagazzinare le informazioni della long tail. Se non c’è richiesta di tali informazioni perché dobbiamo sostenere tali costi?
  • Il contenuto della ‘lunga coda’ può avvolgersi intorno al ‘lungo collo’ e soffocarlo. Lo fa affollando i menu, i link e i risultati della ricerca.

Come Dusty Horwitt ha sottolineato in un articolo del 2008 sul Washington Post, se volete nascondere le informazioni realmente importanti, pubblicatele con un sacco di informazioni della long tail. “Gli avvocati hanno familiarità con questo fenomeno”, ha dichiarato Horwitt. “Infatti, lo usano a loro vantaggio: loro sanno che se vogliono nascondere informazioni dannose su di un caso, non c’è niente di meglio che rovesciare giù una massa di documenti, per riuscirci. Rendete i fatti liberamente disponibili, insieme a così tanti dati irrilevanti, che nessuno riuscirà mai a trovarli”.

I siti internet delle amministrazioni governative, sono spesso discariche di documenti. Di solito non è un deliberato tentativo di disinformare, piuttosto, si tratta di un’ossessione per la “libertà di informazione” e naturalmente, pubblicare tutto, è sempre più facile e politicamente meno rischioso, che selezionare cosa pubblicare.

Nelle società moderne, la sfida non è la libertà di informazione, ma piuttosto la libertà dalla mole inimmaginabile di informazioni di basso livello, inutili, che distraggono e creano confusione, che vengono prodotte ad una velocità sempre crescente. Come la long tail cresce, diventa sempre più difficile trovare il long neck.

If Everyone’s Talking, Who Will Listen?

Most network data sits untouched

World’s information consumption: 9,570,000,000,000,000,000,000 bytes per year

Gerry McGovernGerry McGovern

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