Metriche per il Content Marketing con Google Analytics

Jill Whalen

articolo orginale:

Content Marketing Metrics Fun With Google Analytics HighRankings home page

13 marzo 2013

Pare che il termine “Content Marketing” sia il neologismo più in voga nell’ambiente del marketing on-line; ogni consulente SEO e ogni agenzia, oggi parlano e scrivono di questo. Anche la conferenza SMX West che si terrà questa settimana a San Jose, dedica un’intera giornata all’insegnamento del content marketing.
Anche se per molti è un argomento nuovo, il marketing dei contenuti è la maniera in cui ho costruito il mio business fin dall’inizio del millennio, quando scrissi il primo articolo della mia newsletter (questo fa di me un dinosauro? ; ) ). Più di recente, in questa intervista per ContentEqualsMoney.com, ho parlato di ciò che è il content marketing e come si rapporta alla SEO.

Perché i SEO stanno sposando il Content Marketing

Il concetto di fondo è che quando aggiungete regolarmente dei grandi contenuti sul vostro sito web e li fate conoscere al pubblico a cui sono destinati, riuscite ad avere un miglior ranking, maggior traffico, più conversioni, contatti e vendite.

La chiave di tutto, naturalmente, sta nell’aggettivo “grandi”. L’aggiunta di un qualsiasi contenuto non sortirà i risultati che cercate. Ma come si fa a capire se il contenuto è un “grande contenuto”? Ecco dove può essere d’aiuto, l’avere attivato alcuni parametri affidabili per il content marketing; oggi siamo fortunati perché abbiamo miriadi di strumenti che ci possono aiutare. Saprete se il contenuto è in risonanza con il vostro target di mercato, osservando regolarmente alcuni parametri molto specifici.

Google Analytics ci viene in soccorso.

Ormai sapete tutti che soffro di dipendenza da Google Analytics. Vi ho già mostrato in passato le metriche minime essenziali, che dovreste tenere d’occhio, quando attuate qualsiasi genere di azione SEO su un sito web. Oggi intendo fare un ulteriore passo avanti, mostrandovi le che metriche dovreste osservare per ogni singolo contenuto che pubblicate sul vostro sito (e se mi seguirete, come premio vi fornirò un cruscotto delle metriche per il Content Marketing che potrete utilizzare per le vostre misurazioni).

PageViews

img1Di solito non sono una grande fan del numero di pagine visualizzate come misura del successo, ma per il content marketing, specialmente nel caso di un pezzo che è stato pubblicato da poco, vale la pena dar loro un’occhiata. Non sorprendetevi se molti dei report delle page views del vostro contenuto sono simili a quello che segue:

E’ normale avere un picco delle page views e poi vederlo spegnersi, quando il contenuto è nuovo e viene promosso su vari canali. Vale la pena di farci caso, perché vogliamo dei contenuti che continuino ad essere visti anche dopo il picco iniziale.

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Quando vedete un numero consistente di visualizzazioni, mese dopo mese, allora sapete che state avendo successo in qualcosa! Potrete usare questa informazione per scegliere i contenuti futuri.

Parole chiave dalla ricerca naturale e ranking

Ha! Scommetto che sarete sorpresi a sentirmi menzionare il ranking, dato che ho scritto recentemente, che eseguire i report dei posizionamenti è una perdita di tempo. Lo penso ancora, ma … come ho detto in quell’articolo, c’è una correlazione evidente fra il ranking ed il traffico dalla ricerca naturale, che ricevete sul vostro sito. Per cui, sapere quali parole chiave portano traffico e in che posizione era il vostro contenuto su Google, quando qualcuno ci ha fatto sopra clic, fornisce dati interessanti e utili. Purtroppo, in Google Analytics, non ci sono report dei posizionamenti pronti per l’uso, ma se potete aggiungere un po’ di codice alle pagine del vostro sito, c’è un nuovo metodo per far acquisire quelle informazioni così preziose a Google Analytics.

Leggete il post dell’evangelista di G.A. Justin Cutroni su come impostare il Rank Tracker.

Ho il codice Rank Tracker sul mio sito dalla metà di gennaio di quest’anno e sono entusiasta dalle informazioni che mi da. Avere finalmente un modo per conoscere le posizioni approssimative delle frasi che portano il traffico al mio sito, è davvero sorprendente! Per esempio, ora so che la posizione media su tutto il sito, del traffico di ricerca è 5.34.

Ma ancora più interessante è vedere la posizione media di ogni nuovo (o vecchio) contenuto:

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Ora so che il mio articolo Meta Description (che è la landing page più visitata del mio sito) sta generalmente tra la posizione 2 e 3 dei risultati di Google (ranking medio 2,65), quando viene cliccato. E se voglio, posso vedere la posizione media per ognuna delle oltre 500 differenti parole chiave che hanno portato traffico a quell’articolo.

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Anche se non tutti i contenuti sul vostro sito porteranno (o dovrebbero portare) traffico organico, è certamente qualcosa che vorrete poter vedere.

Traffico referrer

Al di là di motori di ricerca, dovreste senza dubbio tenere traccia da quali altri siti, ogni contenuto riceve traffico. Questo vi mostrerà i siti importanti che gli puntano un link, cioè quelli che vi portano visitatori.

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Per vedere da dove il contenuto è linkato, è necessario filtrare tutti i referrer che corrispondono a programmi di web e-mail, così come i social media (prossimo punto).

Social network

Google Analytics ha aggiunto un sacco di dati social nel corso dell’ultimo anno. Anche se potreste ottenere una informazione più accurata dagli strumenti specifici dei vostri social media, vale comunque la pena di dare un’occhiata a ciò che trovate in G.A.

Si vedono quali contenuti sono più condivisi:

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E cliccando sugli URL condivisi, si vede quali social network generano il maggior numero di visite e pagine visualizzate:

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Conversioni

Ultimo, ma non meno importante, è il Santo Graal del lavoro di content marketing: le conversioni. In primo luogo, ricordate che dovreste avere una varietà di punti di conversione sul vostro sito web. Considerate inoltre, che il content marketing non sempre porta direttamente a una conversione.

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Detto questo, si può tranquillamente supporre che se alcuni dei vostri contenuti portano direttamente a delle conversioni, siete sulla strada giusta (ma dipende anche da quello che conteggiate come una conversione).

Il vostro cruscotto delle metriche di content marketing

Anche se in Google Analytics, si possono trovare separatamente tutti i report di cui abbiamo parlato, io ho trovato più utile avere un cruscotto specifico per ogni URL. In altre parole, ogni volta che pubblico qualcosa sul mio sito web, creo un cruscotto che mi mostra tutte le informazioni di cui ho parlato sopra (ed anche altre), in un unico posto.

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L’immagine sopra mostra solo una parte del cruscotto, ma rende l’idea.

Volete il vostro cruscotto delle metriche di content marketing? Potete usare il mio! Ecco come:

Mentre siete loggati in Google Analytics, fate clic su questo link, quindi selezionate il profilo che a cui volete associarlo. La plancia viene creata automaticamente anche per voi. Ma aspettate, ancora non funziona, perché dovete assegnargli dei contenuti.

Ecco i passaggi per farlo funzionare per ciascuno dei vostri articoli:

1. Fate una copia del cruscotto generico, in modo da poterlo avere a portata di mano, quando create un nuovo contenuto.
2. Passate il mouse sopra l’angolo in alto a destra di ogni finestra del cruscotto, per far apparire il pulsante di modifica.

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3. Sostituite “/your-article-url” and “Your Article Name” rispettivamente con il vostro URL ed il vostro titolo, per ogni report del cruscotto. Anche se tutto questo suona come un sacco di lavoro, non dovrebbe richiedere più di 5 minuti. Fate attenzione a non modificare niente altro se non siete sicuri di sapere quello che state facendo. I filtri dovrebbero essere tutti impostati per lavorare con i contenuti praticamente di chiunque (A parte la finestra RankTracking, che funziona solo se avete installato il codice addizionale sulle pagine del vostro sito).

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Questo è tutto! Potete utilizzare lo stesso modello di cruscotto (e adattarlo di conseguenza) per ogni tipo di contenuto. Purtroppo, potete avere al più 20 cruscotti per profilo. Dopo averli consumati tutti o eliminate i vecchi cruscotti, non più utilizzati, o meglio ancora, potete creare dei profili aggiuntivi.

Jill

jill whalenJill Whalen

Jill Whalen è una consulente SEO e amministratore delegato di High Rankings, una Società SEO che opera nell’area di Boston dal 1995. Seguitela su Twitter @JillWhalen.

Se avete imparato qualcosa da questo articolo, assicuratevi di sottoscrivere la newsletter SEO High Rankings Advisor, così da poter essere i primi a ricevere articoli simili in futuro!

Traduzione di

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