Fare Guest Blogging per la SEO: come creare link di alta qualità su larga scala

Fare Guest Blogging per la SEO - Tim Soulo - Ahrefs

Tim Soulo

Ahrefd.comGuest Blogging for SEO: How to Build High-quality Links at Scale

30 Agosto 2018

Nel 2014, Matt Cutts, ex capo del Web Spam di Google, annunciò la morte del guest blogging come tattica di link building “white hat”.
Non vi ricordate cosa disse? Lasciate che vi rinfreschi la memoria:

Ok, lo dichiaro ufficialmente: se nel 2014 intendete usare il guest blogging come mezzo per ottenere dei link, probabilmente dovreste fermarvi.

Matt Cutts, ex capo del web spam, Google

Ma sono passati più di quattro anni dalla profezia di Matt, quindi a che punto siamo ora? Il guest blogging è morto?

Niente affatto, migliaia di persone usano ancora questa strategia per creare link per il loro sito; è solo che i guest post di bassa qualità (come sottomettere articoli fatti in serie in posti come EzineArticles) sono morti e sepolti.

Invece, il guest blogging di alta qualità non solo è vivo e vegeto, ma resta ancora molto efficace.

Funziona così bene, infatti, che anche noi usiamo questa tattica per sviluppare link di alta qualità per Ahrefs.com su vasta scala. C’è voluto del tempo, ma alla fine abbiamo perfezionato e raffinato il nostro processo di guest blogging.

In questo post condividerò con voi la nostra esperienza fatta in prima persona e vi spiegherò anche come abbiamo superato tre problemi comuni del guest blogging:

  1. come trovare (e come non rimanere mai senza) blog adatti al guest post;
  2. come scrivere più articoli di alta qualità in minor tempo;
  3. come ottenere link quando tutte le probabilità vi sono contro.

Ma per prima cosa affrontiamo l’elefante nella stanza.

Volete ricevere traffico referral dai vostri guest post?

Mi dispiace, ma per quello, questa guida non vi aiuterà.

Generare traffico referral dai guest post non è così semplice come sembra.

Come lo so? Perché due anni fa ho chiesto a più di 500 blogger quanto traffico avevano ricevuto dai loro articoli ospitati. I risultati furono deludenti.

Il traffico medio dai referral su 239 articoli ospitati era di sole 50 visite.

Qui ad Ahrefs, paghiamo circa 30 centesimi per clic, quando pubblichiamo gli annunci di Facebook, che pubblicizzano i nostri articoli sul blog. Quindi 50 visite ci costano circa 15 dollari (50 * 0,30 = 15).

Ora considerate tutti i passaggi necessari per arrivare a pubblicare un guest post:

Quanto pensate che ci vorrebbe? 5 ore, forse di più? Perfino se valutiamo il nostro tempo al modestissimo costo di 8 dollari l’ora, lì ci sono almeno 40-50 dollari di lavoro.

Ora, si potrebbe obiettare che i numeri medi di soli cinquecento blogger non significano molto, poiché i risultati dipendono da tanti fattori (ad es. dimensioni del blog, qualità del traffico, la risorsa a cui si desidera inviare il traffico referral, ecc.).

È vero, i risultati variano molto e si può ricavare un sacco di traffico dai referral dei vostri articoli ospitati. Tuttavia, dato che ci sono così tante variabili in gioco, questo è un argomento che è meglio lasciare per un altro post (fatemi sapere se volete che lo scriva).

A parte questo, lasciate che vi mostri come accumulare valanghe di link di alta qualità tramite il guest blogging.

1. Come trovare facilmente (e non rimanere mai a corto di) opportunità di guest blogging

Ogni guida sul guest blogging dà lo stesso consiglio: usate operatori di ricerca come questi, per trovare delle opportunità:

[il-vostro-argomento] "scrivi per noi"
[il-vostro-argomento] "diventa un autore"
[il-vostro-argomento] "guest post"
[il-vostro-argomento] "guest article"
[il-vostro-argomento] inurl: contribuisci
eccetera..

E quindi in qualche modo si devono estrarre i risultati della ricerca per quelle interrogazioni;
poi è necessario metterli insieme e rimuovere i duplicati;
poi è necessario estrarre in qualche modo le metriche SEO di ciascuno di quei blog.

#troppo lavoro

Inoltre, se tutti seguono lo stesso processo, allora tutti trovano le stesse opportunità. La vostra richiesta sarà una delle tante che questi blogger ricevono ogni singolo giorno e probabilmente, hanno già iniziato a ignorarle.

Quindi lasciate che vi mostri un modo migliore per trovare (in meno di 60 secondi) migliaia di opportunità di guest blogging, uniche e non ancora sfruttate.

Digtate: Content Explorer.

Se non avete ancora utilizzato questo strumento, vi dico che è come un mini motore di ricerca per i contenuti web. Funziona su un vasto database di quasi un miliardo di pagine, aggiornato quotidianamente.

Inserite qualsiasi parola o frase e Content Explorer restituirà un gigantesco elenco di pagine Web che menzionano quella keyword.

Proviamo per “parenting” (“essere genitori” – n.d.t.) e vediamo quanti risultati otteniamo.

Circa 90.000! E queste sono solo le pagine con la parola “parenting” nel loro tag title. (Se sciogliamo la briglia alla ricerca, per includere pagine con la parola “parenting” in qualsiasi punto della pagina, ne otteniamo più di 800.000!)

Ma noi non stiamo cercando una lista di articoli che menzionino “parenting” nel titolo. Ci serve l’elenco dei singoli blog che scrivono su quell’argomento.

Per fare ciò selezioniamo la checkbox “one article per domain”.

Ora siamo scesi da 90.195 a 26.248 pagine, che appartengono a singoli blog.

Facciamo clic su “Esporta” e ora disponiamo di un elenco oltre 26.000 siti Web in cui possiamo inserire gli articoli guest (se abbiamo scritto qualcosa sull’essere genitori).

È impossibile ricavare un numero simile di potenziali obiettivi in così poco tempo, estraendoli dai risultati di Google (anche se a estrarre dati siete bravi come Joshua).

Ma se state procedendo secondo il modo white hat manuale (che è ciò che consigliamo), non avrete bisogno di tutte queste potenziali opportunità. La soluzione? Limitate questo numero, applicando un filtro “Domain Rating” (valutazione del dominio – n.d.t.).

Ciò contribuirà a restringere il campo a un elenco di blog con cui vi sentirete più a vostro agio nel presentare la vostra richiesta.

NOTA DELL’EDITORE
Alcuni pensano che un basso punteggio DR sia indicativo di un “link tossico”. Non potrebbe essere più lontano dalla verità.

Il Domain Rating (DR) misura la popolarità del link di un determinato sito; non vi dice se un sito è spam, o se un link da quel sito vi potrà danneggiare.

La formula “PageRank” di Google funziona per la singola pagina. Ciò significa che si può avere un link forte da una pagina di un dominio debole e viceversa.

È generalmente consigliato perseguire link da siti ad alto DR in quanto tendono ad avere pagine più potenti. Ma alcuni siti con basso DR crescono in popolarità e raggiungono un DR più alto, quindi il vostro link, col tempo, potrebbe diventare più prezioso.

Conclusione? Non esitare a pubblicare articoli guest su blog legittimi con basso DR.

Joshua Hardwick
Responsabile del contenuto

 

È così che si trovano migliaia di potenziali blog di alta qualità, in meno di sessanta secondi.

Ma cosa succede se la vostra nicchia è super piccola e Content Explorer mostra solo alcune centinaia di articoli che menzionano la vostra keyword di riferimento?

Semplice, provate altre parole chiave pertinenti. E se ciò fallisce, diventate più generici.

Ad esempio, quando cerchiamo opportunità di guest posting pertinenti ad Ahref, cerchiamo parole chiave come:

  • SEO;
  • link building;
  • ricerca per parole chiave;
  • testo di ancoraggio;
  • hreflang;

ecc…

Ma se dovessimo mai esaurire le opportunità, potremmo sempre rendere la ricerca più generica e cercare frasi come:

  • content marketing;
  • startup marketing;
  • marketing digitale;
  • growth hacking;

ecc…

Un’altra buona strategia è considerare la cosiddetta “market overlap”. (Abbiamo rubato questa idea dai nostri amici di Authority Hacker)

Per illustrare come funziona, supponiamo che siate nella nicchia del fitness. Potete pubblicare solo guest post sui blog relativi al fitness, giusto? Non così in fretta. Spesso c’è un modo per trovare una sovrapposizione tra due nicchie apparentemente non correlate, in questo modo:

Con questa tattica, è praticamente impossibile rimanere senza opportunità per il guest blogging.

Ma come si fa a sapere che questi blog accettano gli articoli ospitati?

Voglio dire, quando usate gli operatori di ricerca di Google, mirate ai blog con delle pagine “scrivi per noi”. Pertanto, potete essere abbastanza sicuri che accettino post esterni.

Ma conta davvero?

Qui ad Ahrefs, non dichiariamo di accettare articoli di ospiti in nessun posto del nostro sito. E nemmeno incoraggiamo a sottometterceli, con una pagina “scrivi per noi”.

Nonostante questo, ogni volta che qualcuno ci contatta e ci presenta un articolo eccellente (come ha fatto Nat), noi lo pubblichiamo.

Quindi, se siete sicuri di poter produrre contenuti fantastici, non limitatevi ai blog che incoraggiano i guest post. Contattate tutti i blog pertinenti e poi vedete se potete essere accettati.

NOTA A MARGINE.
Molti siti con pagine “scrivi per noi” stanno iniziando a rimuoverle. Perché? Non ne possono più di ricevere schifose e-mail da discutibili agenzie SEO che si offrono di scrivere per loro un pessimo articolo.

 

2. Come scrivere più guest post di alta qualità in minor tempo

Abbiamo risolto il problema di trovare nuovi blog per i nostri post, ma non appena avrete caricato diverse migliaia di blog di alta qualità in un foglio di calcolo, dovrete affrontare la prossima sfida:

Cosa vi inventate per esaminare migliaia di buone idee per gli articoli?

Sono sicuro che potete fare rapidamente un brainstorm su 3, 4, o 5 idee di guest post. Ma se pensate di crescere di scala senza limiti, dovrete generare da 3 a 5 buone idee di articoli, a settimana.

Come? Non preoccupatevi; ho tre ottime tecniche di copywriting per aiutarvi.

1. La tecnica di Robin Hood

Nel caso in cui Robin Hood non faccia parte del vostro folclore culturale, sappiate che era un tizio che rubava ai ricchi per dare ai poveri. Avete capito dove sto andando a parare?

Finora, ho spiegato come usare Content Explorer per:

  1. trovare decine di migliaia di blog in qualsiasi nicchia;
  2. filtrare per i più conosciuti e meno conosciuti con l’aiuto della nostra metrica Domain Rating (DR).

Ma ecco il punto: i blog popolari sono popolari per una ragione, ossia, perché hanno valanghe di contenuti eccellenti. I blog meno conosciuti sono meno popolari per la ragione opposta: non hanno ancora pubblicato molti contenuti di prima qualità.

Quindi, perché non “rubare” le grandi idee di contenuto dai migliori blog per offrirli a blog meno conosciuti?

 

NOTA A MARGINE.
Se siete marketer che basano le loro decisioni sui dati, potreste non volervi limitare solo ai blog migliori. A volte potreste trovare delle gemme nascoste su blog meno popolari.

NOTA DELL’EDITORE
Quando Tim usa la parola “rubare” in questo contesto, non sta dicendo di copiare e incollare un articolo da un blog a un altro. Questo è un furto, e può cacciarvi in guai grossi. Ricordate che alcune case editrici hanno il budget per gli avvocati.

Cosa dovreste fare invece? Prendete spunto da un contenuto eccellente e lavorateci sopra finché non diventa “unico”.

Tutto quanto è un remix.

Joshua Hardwick
Responsabile del contenuto

 

Prendete un blog con alto DR nella vostra nicchia e inseritelo in Content Explorer. Cercate di vedere quali dei loro articoli hanno il maggior numero di condivisioni sociali, link, o traffico da Google:

Avete trovato una buona idea per l’articolo che entra in risonanza con voi? Rielaboratela secondo la vostra interpretazione e sottomettetelo a un blog meno noto. Sareste sorpresi di quanto questi piccoli blog siano aperti a idee di articoli di alta qualità.

Sono sicuro che ci sia almeno un blog popolare nella vostra nicchia con il quale potrete usare la “tecnica Robin Hood”, per trovare una miniera d’oro di idee comprovate, giusto? In tal caso, non esaurirete presto le idee per il guest blogging di alta qualità.

2. La tecnica della frammentazione

Qui ad Ahrefs siamo grandi fan della creazione di guide lunghe e dettagliate, come la nostra guida per il link building.

Questa bestia è così grande e dettagliata che nella colonna laterale abbiamo dovuto inserire dei link “acceleratori” che puntano direttamente ai vari capitoli.

In questo modo, possiamo soddisfare diversi tipi di lettori.

Ad esempio, una persona potrebbe voler sapere “quali tipi di link muovono l’ago”. Un altro potrebbe semplicemente cercare “strategie di link building”. I link acceleratori consentono a entrambi di trovare in un attimo le informazioni che stanno cercando.

Avete capito dove sto andando a parare?

Possiamo scomporre l’articolo in questione in “frammenti” e da esso creare articoli indipendenti. Possiamo quindi sottomettere questi articoli derivati come post per i blog.

Vi metto a parte di un segreto: abbiamo dovuto faticare per mantenere i capitoli della nostra guida del link building, più brevi possibile. L’intera guida avrebbe potuto facilmente essere 5 volte più lunga.

Ma se dovessimo scrivere singoli articoli su ciascuno degli argomenti secondari, non dovremmo limitare il conteggio delle parole. Ciò produrrebbe alcuni articoli unici e di alta qualità che potremmo pubblicare altrove.

E soprattutto, quegli “articoli derivati” non avrebbero richiesto molto tempo per scriverli. Avevamo già fatto tutto il lavoro più grosso quando abbiamo studiato e ristudiato l’argomento per la nostra guida originale.

Quindi consiglio vivamente di provare questa strategia di content marketing in due passaggi:

  1. Scrivete un contenuto incredibile e dettagliato per il vostro blog;
  2. Spezzatelo in “frammenti” e inviate ognuno di quelli, come guest post, a un altro blog.

Se avete già completato il punto uno, è ancora più facile. Scomponete i vostri articoli lunghi e dettagliati in “frammenti”.

3. La tecnica della prospettiva

Diciamo che abbiamo usato la tecnica della frammentazione per trasformare il “Capitolo 3: Il futuro del link building” della nostra guida, in un articolo per il guest blogging a pieno titolo, intitolato “Il futuro del link building nel 2018”.

Significa che non possiamo usare di nuovo lo stesso argomento per scrivere un altro articolo?

Ovviamente no! Possiamo usare lo stesso argomento molte volte, cambiando semplicemente un po’ la prospettiva, in questo modo:

Mi rendo conto che quegli argomenti potrebbero sembrare piuttosto difficili, ma ho reso l’idea, giusto?

Per ogni idea di guest post che avete, potete creare un elenco di varianti uniche, alterando la prospettiva. Fare questo è molto più facile che venir fuori con 5-10 articoli unici.

Potete anche utilizzare tutte e tre le tecniche in questo ordine per il processo del guest posting definitivo:

  1. trovate idee di contenuto comprovate (La tecnica di Robin Hood);
  2. scomponete i grandi argomenti in argomenti secondari (La tecnica della frammentazione);
  3. sviluppate il vostro argomento secondario da diverse angolazioni (La tecnica della prospettiva)

3. Come ottenere link quando tutte le probabilità sono contro di voi

Tutto ciò che vi ho detto finora suona stupendo … in teoria.

Ma non appena passate all’azione e iniziate a cercare di pubblicare i vostri articoli su altri blog, dovrete affrontare molti ostacoli:

  • i blogger potrebbero rifiutare i vostri (fantastici) articoli;
  • i negoziati potrebbero durare per settimane o addirittura mesi;
  • a volte potrebbero togliere i vostri link dall’articolo, senza preavviso;
  • I link che ottenete non “muovono l’ago” quanto speravate.

Noi ci siamo imbattuti in tutti questi ostacoli, prima o dopo.

Fortunatamente, abbiamo sviluppato alcuni espedienti per la risoluzione dei problemi, che condividerò con voi.

Espediente 0. Investire nella qualità dei vostri contenuti

È elencato come numero 0 perché è davvero cruciale.

L’intero obiettivo del guest blogging come tattica di link building, è di far sì che il vostro testo venga pubblicato gratuitamente su blog legittimi. Pagare per il blog posting è una violazione diretta delle linee guida sulla qualità di Google.

L’acquisto o la vendita di link per aumentare il PageRank può peggiorare la qualità dei risultati di ricerca. La partecipazione a schemi di link costituisce una violazione delle istruzioni per i webmaster di Google e può influire negativamente sul posizionamento di un sito nei risultati di ricerca.

Alcuni proprietari di blog potrebbero essere disposti a pubblicare un pessimo articolo se li pagate, ma non pubblicheranno mai un pessimo articolo gratuitamente.

Ciò è particolarmente vero quando si tratta di pubblicare su un blog leader del settore. Questi signori si preoccupano della loro reputazione, non accettano mai articoli pessimi sul loro sito (a meno che non stiamo parlando di Forbes).

Quindi, se volete che un’alta percentuale di blogger accetti i vostri guest post, dovete concentrarvi sulla qualità piuttosto che sulla quantità. In caso contrario, vi sarà più difficile essere pubblicati, anche sui blog più piccoli.

Anche costruirsi un portafoglio di fantastici articoli pubblicati su blog ben noti del settore vi aiuterà ad andare avanti. Se lo avete già fatto, usateli come “prova sociale” nelle vostre email di contatto. Questo potrebbe anche aiutarvi a ottenere il via libera dai blog che di solito rifiutano di ospitare post.

Per ricapitolare: investite più tempo nella qualità dei vostri contenuti. Questo renderà il resto del processo di guest blogging molto più semplice.

SUGGERIMENTO PROFESSIONALE
Se avete dimestichezza con le azioni manuali comminate dal team Web Spam di Google, dovreste comprendere i rischi di pubblicare articoli scadenti su siti ospiti, su larga scala.

Il contenuto sfornato in serie è inaccettabile, così come pubblicare contenuti di scrittori di Fiverr a basso costo. Ma anche al di fuori di questi estremi, il contenuto può comunque essere di bassa qualità.

La soluzione è pubblicare solo articoli di altissima qualità. Quindi, se Google dovesse decidere di rivedere manualmente il vostro profilo di link, non esiterebbe possibilità che trovino qualcosa anche remotamente sospetta. Invece, pubblicare articoli cattivi o mediocri creerà sospetti e potrebbe portare a delle sanzioni.

 

Espediente 1. Contattare più blog di quanti ne possiate gestire

Non appena proverete a pubblicare il vostro primo articolo, vi renderete conto che non accade in un giorno. Pubblicare il vostro guest post non è di solito in cima alla lista delle cose da fare del blogger.

Quindi, mentre aspettate che rispondano, perché nel frattempo non contattare altri blogger?

Non sto parlando di sottomettergli un altro articolo; proponetegli lo stesso articolo che avete già promesso al primo blogger. In questo modo, se il primo blogger rifiuta l’invio (o non risponde), non importa. Avrete una coda di altri blogger desiderosi di pubblicarlo.

Ma cosa succede se quel primo blogger risponde positivamente?

Anche meglio; dite solo la verità:

“Scusa, ma nei giorni scorsi non ho ricevuto la tua risposta e nel frattempo un altro blog si è aggiudicato quell’idea di articolo.

Ma non preoccuparti, sono sicuro di poterti sottoporre qualcos’altro di altrettanto valido.

Ci sentiamo a breve per altre idee di articoli”.

A volte, questo può renderli più desiderosi di accettare il vostro prossimo articolo. Perché? Perché ora sanno che altri blogger si mettono in fila per pubblicare i vostri post. Questo dimostra che non state proponendogli del ciarpame.

Quindi la mia raccomandazione è di inviare la stessa proposta a 5, 6, o 7 blog, e poi offrire l’articolo a chiunque risponda per primo (o che abbia il blog più bello, se ricevete molte risposte).

È così che potrete creare una coda di blogger in attesa dei vostri articoli.

NOTA. 
Questo espediente prende ispirazione da un libro straordinario dal titolo “Oversubscribed” di Daniel Priestley. Vi insegna i vantaggi di generare più domanda di quella che potete soddisfare. Non l’avete letto? Potete comprarlo qui.

Espediente 2. Mettete dei link ai vostri altri guest post pubblicati

Non è un segreto che molti proprietari di blog accumulino avidamente preziosi link in uscita, per dispensarli scrupolosamente solo ai siti più meritevoli … * colpo di tosse* Wikipedia! *colpo di tosse*.

Alcuni lo fanno perché hanno paura che Google li punisca per aver puntato troppi link (o per aver messo un link a un sito Web “malevolo”). Altri pensano che se non mettono per niente dei link, il loro sito avrà un ranking superiore.

Ma non si può negare che, per alcuni, la motivazione di questa riluttanza siano i SEO di bassa lega. Sì, sto parlando di quelli che rovinano i blogger offrendo generose somme di denaro in cambio di link.

Quindi non dovete prenderla troppo male se un blogger vi dice che non può mettere un link al vostro sito, rispondendo alla vostra richiesta di sottomissione. Succede a tutti.

NOTA A MARGINE.
Alcuni blogger rimuoveranno il (oppure i) link dal vostro articolo pubblicato, senza preavviso. Fateci attenzione. Con gli avvisi di Ahrefs potete facilmente tenere d’occhio i link perduti.

Ma ecco un’osservazione carina:

I blogger sopportano male che puntiate dei link alle vostre proprietà web, però spesso a loro va bene se li indirizzate altrove e questo potete sfruttarlo a vostro vantaggio.

Ricordate il concetto di PageRank? Più link puntano a una determinata pagina, più efficace è un link da quella pagina.

Quindi se avete un gruppo di guest post attivi (che a loro volta puntano al vostro sito – n.d.t.), mettete nel post i cosiddetti link di “secondo livello”. Come? Linkando altri vostri guest post che puntano direttamente a voi. Ciò incrementerà la forza dei link di primo livello (quelli che puntano direttamente al vostro sito – n.d.t.):

Ma il bello non finisce qui!

Dopo dovreste contattare il proprietario del blog (a cui avete puntato il link del guest post – n.d.t.) e informarlo che gli avete fornito un link succoso da un blog di qualità. Questo sarà musica per le loro orecchie, e senza dubbio saranno felici di accontentarvi se doveste chiedergli di restituirvi il favore in futuro.

SUGGERIMENTO PROFESSIONALE
Potreste anche mettere dei link a quelli del vostro settore con cui vi piacerebbe fare amicizia, contattandoli e comunicando loro il link.

Elargire del valore in anticipo, nel lungo termine, è un ottimo catalizzatore per le relazioni, soprattutto se in prima battuta non si chiede niente in cambio. Inoltre, se in seguito doveste decidere di scrivere un guest post per il loro blog, sarà molto più probabile che dicano di sì.

 

Espediente 3. Scrivete per i blog che non vi hanno ancora dato un link

È abbastanza facile assicurarsi un altro guest post su un blog per il quale avete già scritto, ma è molto più difficile convincere un nuovo blog a pubblicare il vostro lavoro.

Quindi, perché preoccuparsi di perseguire nuovi blog? Perché non diventare semplicemente un contributore regolare di un blog che ci ha già pubblicato?

Bene, secondo la tradizionale saggezza SEO, un secondo link dallo stesso sito web ha meno peso di un link da un nuovo dominio di riferimento (il numero di “linking sites” di una pagina mostra una correlazione positiva con il ranking ed è una metrica presente nei migliori tool SEO – n.d.t.).

Ecco perché la maggior parte dei SEO consiglia di dare priorità alla creazione di link da nuovi domini di riferimento … il che ci riporta a Content Explorer.

Prima avevamo trovato più di 26.000 articoli (su siti diversi) che menzionavano la parola “parenting”.

Ma come fate a sapere quali di questi non vi hanno mai puntato un link?

Semplice, utilizzate la funzione “highlight unlinked domains” (evidenzia i siti che non puntano link).

 

Digitate il vostro dominio e il tool evidenzierà i siti che devono ancora darvi un link.

SUGGERIMENTO PROFESSIONALE
Volete un elenco di soli questi siti? Fate clic sulla checkbox “export” e selezionate “only highlighted unlinked domains”.

 

Questo è un ottimo modo per scoprire le opportunità di ottenere link da nuovi referral.

Ma quanto dovreste essere rigidi su questa posizione? Dovreste rifiutare ogni offerta di scrivere un altro post per lo stesso sito?

Bene, il PageRank di Google conteggia i link fra le pagine, non fra i siti web. Quindi, se avete l’opportunità di diventare un contributore regolare per un blog di prim’ordine, fatelo! Assicuratevi solo di non creare link sempre alle stesse pagine del vostro sito da ogni nuovo guest post.

Espediente 4. Ogni tanto riscrivete la vostra “biografia dell’autore”

Quest’ultima tattica non è supportata da alcuna prova certa. Prendetelo come un consiglio SEO basato sul buon senso (e sul mio istinto).

Date un’occhiata a questo screenshot di Ahrefs:

Potete vedere che questa signora ha usato la stessa biografia d’autore (parola per parola) in ogni guest post che ha scritto.

Non mi pare di aver visto alcun brevetto di Google al riguardo, ma mi parrebbe sbagliato dare molto peso a questi gruppi di link. Voglio dire, nonostante provengano da siti diversi, provengono tutti dallo stesso paragrafo di testo, con lo stesso testo di ancoraggio e puntano alla stessa pagina.

Può essere che abbia completamente torto con questa ipotesi? Io continuo a pensare che abbia senso che i link provenienti dalla vostra biografia sintetica, almeno qualche volta, puntino a pagine diverse dalla home page del vostro sito e che dovreste anche cambiare il testo della biografia sintetica e il testo di ancoraggio del link.

Potrebbe essere d’aiuto nel ridurre le possibilità che Google consideri questi link come non importanti.

È tutto gente!

Congratulazioni per essere arrivati alla fine di questa guida!

Come promesso, ho condiviso con voi tutto ciò che il nostro team ha imparato sui guest blogging negli ultimi anni. Spero che questa guida vi aiuti a elevare le vostre abilità di guest blogging ad un livello completamente nuovo.

Adesso però mi piacerebbe imparare da voi! Vi sentite di condividere la vostra esperienza di guest blogging che non ho menzionato in questa guida? Fatemi sapere nei commenti.

Tim Soulo
Tim Soulo

traduzione di

 

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