Il potere dell’intelligenza collettiva

Di Gerry McGovern

articolo orginale:

The power of collective intelligence

29 Agosto 2011

Il Web è il più grande motore di intelligenza collettiva della storia umana. Stiamo vivendo un rinascimento del pensiero democratico e di opportunità individuali.

Le notizie sono tutte cattive, o almeno così sembrerebbe. Stiamo assistendo al declino e alla caduta dell’Europa, secondo la rivista TIME. E’ difficile trovare un giornalista o un’opinionista che mostri ottimismo, di questi tempi. Va bene così. Perché se c’è un declino e una caduta, è il declino e la caduta dei Media. Naturalmente, questa è un’esagerazione, ma i media tradizionali sono sempre più emarginati. Riceviamo sempre più notizie che ci interessano, dai nostri pari, persone come noi, attraverso Twitter, Facebook, blog.

Sto leggendo un libro molto interessante intitolato ‘Rome’, di Robert Hughes. Due cose mi hanno colpito leggendolo: ai romani piaceva guardare indietro, vedere il passato come qualcosa di mitico, come un luogo puro, che ovviamente non era. Proprio come oggi. E’ sicuramente una delle caratteristiche più sorprendenti del comportamento umano: usare il passato come un frustino, per sferzare il presente.

L’altra cosa è l’entusiasmo di Robert Hughes riguardo all’impegno dei singoli; l’eroico affresco di Michelangelo della Cappella Sistina, è descritto con dettagli vivaci, ma Hughes non riesce ad evocare la stessa intensità di ammirazione, per l’impegno collaborativo massiccio, che faceva di Roma quello che era. Per esempio, ci sono voluti 120 anni per completare la Basilica di San Pietro come la vediamo oggi. Una città, come Roma o New York, è la sua gente. Il suo carattere e la storia sono quelle di milioni di persone, non di sparuti gruppi di individui.

La più grande conquista umana è la capacità, di un gran numero di persone, di vivere insieme e collaborare tra loro. Questa poderosa collaborazione ha prodotto il linguaggio, l’architettura, la danza, la musica, la letteratura, la scienza. Ironia della sorte, il nostro più grande successo non ci entusiasma. I comitati sono sempre qualcosa che raccoglie la nostra scarsa considerazione ed ironia. Interpretiamo il nostro mondo attraverso il prisma di singoli individui eroici. Scriviamo la storia sulla base di questi individui, non dei gruppi, poi leggiamo la storia e diciamo: “guarda, è stato un solo individuo a farlo!”

Internet è stata inventata da un comitato. Internet ci offre un dono interessantissimo, si tratta di una via di mezzo tra il genio del singolo e il genio del gruppo. Certo, sul web possono esserci l’estremismo e le attività criminali, tuttavia il suo straordinario potere, sta nella capacità di amalgamare in modo rapido ed efficiente, le decisioni di molti individui. Internet rappresenta la tendenza e la media.

Perciò la bellezza del web non sta nel portare un gruppo numeroso di persone in una stanza per chiedere loro cosa ne pensano, sta nel trovare la saggezza generale in una moltitudine di decisioni individuali.

Il filosofo Karl Popper una volta disse di pensare che una delle più gravi minacce per la civiltà, non fosse il comportamento criminale, ma piuttosto il comportamento dei ‘grandi uomini’. Abbiamo questo disperato bisogno di un grande uomo che ci mostri la strada e risolva tutti i nostri problemi. Mano a mano che il mondo diventa sempre più complesso, la necessità di un ‘Grande Uomo’ diventerà sempre più pericolosa.

Naturalmente non è una situazione aut-aut, abbiamo bisogno sia di intelligenza individuale che sociale. Si dice ironicamente, che ‘un cammello è un cavallo progettato da un comitato’, beh, se foste nel bel mezzo del Sahara, quale animale scegliereste?

Gerry McGovernGerry McGovern

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