Landing page test: testare l’impatto, non le variazioni

Di Bryan Eisenberg

articolo orginale:

Landing Page Testing: Testing for Impact Not Variations
3 giugno 2011

Nel mio articolo precedente proposto il seguente test, che ho trovato in giro ed ho chiesto ai lettori di identificare le variabili da misurare, sperando che, invece di testare tutte le varianti sareste riusciti a restringere il campo alle variabili più significative, in modo da ridurre al minimo il tempo e le risorse necessarie per completare il test.

Versione A

Versione A

Versione B

Versione B

A seconda di come si preferisce definire le variabili, queste due pagine hanno circa una decina di elementi variabili.

Ecco la mia lista:

  1. Orientamento della pagina. Come ho detto l’ultima volta, una è disposta orizzontalmente (A) e l’altra verticalmente (B).
  2. Slogan differenti (Unique Value Proposition). A) Fate in modo che ogni singolo visitatore sia importante. B) Un mercato di designer di landing page.
  3. Titolo del richiamo all’azione. A) Migliora i tassi di conversione! B) Comincia da qui!
  4. Colore di sfondo del richiamo all’azione. A) tonalità di blu più scura di B.
  5. Grafica del richiamo all’azione. A) Nessuna freccia verso il basso. B) ha una freccia che punta in basso.
  6. Testo sul bottone del richiamo all’azione. A) Invitatemi. B) Crea un account.
  7. Colore del pulsante del richiamo all’azione. A) Blu per abbinarsi alla testata. B) Arancione per un maggiore contrasto.
  8. Dimensioni del bottone del richiamo all’azione. A) A tutta larghezza del form. B) Circa i due terzi della larghezza del form.
  9. Campi del richiamo all’azione. A) Quattro campi da riempire. B) Cinque campi da riempire, con la società aggiunta come campo facoltativo.
  10. Indicazione “campo obbligatorio” del richiamo all’azione. A) non ne ha. B) si, è in cima la form.
  11. Punto di rassicurazione del richiamo all’azione. A) Garanzia di riservatezza sopra il pulsante di invito all’azione. B) sotto il pulsante.
  12. Testimoniaze. A) A sinistra del form, in cima alla pagina. B) nella parte inferiore della pagina.
  13. Testo A) tre paragrafi di testo. B) Aggiunge il quarto paragrafo su “un paio di occhi nuovi”; inoltre, l’ordine dei paragrafi è diverso.

La maggior parte delle volte, quando vedo un tale elenco di varianti, mi da l’idea che l’azienda stia per prima cosa, testando le varianti degli elementi e come seconda, l’impatto degli elementi. Il Test deve cominciare con il “perchè” al primo posto. Perché questo dovrebbe importare mio cliente? Perché cambiare il layout da orizzontale a verticale, cambia la loro predisposizione ad acquistare da noi?

Questo ci riporta a quello che tutti abbiamo imparato a scuola: un esperimento si comincia se prima si ha un’ipotesi. Invece, la maggior parte delle aziende buttano variabili nel mucchio, a volte nemmeno consapevoli del fatto che stanno cambiando le variabili e tutto ciò che cercano è la versione ha dato loro un miglioramento. Questa è un’ottima strategia, quando si hanno risorse e tempo infiniti per completare i test, o quando si dispone di una pagina che già converte il 70% o più e si vuole cominciare a fare una messa a punto fine.

Allora, quali sono le tre variabili che testerei in queste due landing page?

  1. Slogan differenti (UVP). Vorrei provare almeno tre o più versioni molto diverse, per trovare quella che ha più risonanza.
  2. Campi del form. Ridurre i campi di un form del 20 per cento (da cinque a quattro), dovrebbe avere un impatto.
  3. Titolo del richiamo all’azione. Dobbiamo verificare che la nostra offerta sia chiara e questo dovrebbe darci rapidamente una risposta.

Avevate identificato queste, come le idee risolutive da testare per prime? Avete fatto i test con intelligenza o siete colpevoli di ottimizzazione “a spezzatino”? In base al numero di variazioni che devono essere testate, verificare per prime queste tre variabili, ci permette di completare il nostro test in 18 giorni contro 108.

E che si può dire riguardo al test del bottone del richiamo all’azione e delle altre variabili?

Certo, magari poi le sottoporrei ad un test, ma il primo obiettivo dovrebbe essere quello di assicurarsi che la nostra offerta venga vista come sufficientemente rilevante e preziosa dai i nostri visitatori, da voler seguire l’azione proposta.

Vi siete mai fermati al momento di fare clic su un pulsante, perché era blu e non arancione, dopo aver trovato che l’offerta era interessante e convincente?

Bryan EisenbergBryan Eisenberg

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