Caso d’uso per la cancellazione dei contenuti

delete

Di Gerry McGovern

articolo orginale:

Business case for deleting content

Più cancellate, più semplificate. Più semplificate, più aumentate le probabilità che i clienti riescano nei loro intenti sul vostro sito.

Recentemente ho lavorato per una organizzazione che aveva condotto la cancellazione di una sostanziosa quantità di contenuti dal proprio sito Web. Non fu un processo semplice, infatti ci vollero anni di sforzi per costruire consenso interno sul fatto che cancellare contenuti fosse una buona idea.

“Non puoi cancellare questo” diceva la gente, “perché non puoi mai sapere quando qualcuno può averne bisogno”. Perfino il contenuto che era diventato obsoleto e adesso era di fatto fuorviante, veniva difeso: “non ho tempo per rivedere o cancellare”, era la scusa.

Lavorando con un’altra organizzazione trovai una pagina che era vecchia e riportava contenuto che adesso era chiaramente sbagliato e fuorviante; “non puoi cancellarla”, mi disse concisamente il gestore del sito Web.
“Perché no?”, chiesi io.
“Danneggerebbe il nostro posizionamento sui motori di ricerca”.

Farà cosa? Quel Web manager, chiamarlo manager mi rendo conto che è una forzatura del termine, era diventato un fanatico dell’ottimizzazione per i motori di ricerca (ce ne sono in giro un bel po’).

Credeva ciecamente, che più pagine e più contenuto avesse avuto in ognuna di queste pagine, più probabile sarebbe stato essere trovato sui motori di ricerca (come se essere trovato fosse il Santo Graal del Web management). Portare clienti su una pagina con il contenuto sbagliato è come portare clienti in un autosalone per mostrargli un’auto che non parte ed ha tutta la carrozzeria graffiata.

Torniamo al sito che ha cancellato gran parte del suo contenuto. Fu difficile da realizzare, ci volle capacità decisionale, dovettero essere fatti dei compromessi. Del contenuto non fu cancellato, ma fu modificato, in modo che non fosse trovato quando i clienti avessero usato il motore di ricerca.

Il risultato fu più spettacolare di quanto nessuno avesse potuto immaginare: la soddisfazione dei clienti per il sito era rimasta ostinatamente bassa per anni, nonostante molte altre iniziative. Bene, quando cancellarono il contenuto la soddisfazione dei clienti crebbe a vista d’occhio. Perché?

La maggioranza dei clienti arriva sul vostro sito per completare alcuni compiti principali; più pagine irrilevanti ed obsolete avete, maggiori sono le probabilità che arrivino su quelle pagine. Non c’è niente di peggio che presentare ai clienti un contenuto inutile. Li fa infuriare, spreca il loro tempo e li fa fuggire via dal vostro sito come se fosse una piaga.

Ogni volta che sento la parola “redesign” sento un piccolo brivido. Il sito ha sempre più accresciuto la sua inutilità a causa di una cattiva gestione e di contenuto obsoleto. La gestione dovrebbe avere il compito noioso, politicamente difficile e ingrato di rimuovere regolarmente i contenuti di scarsa qualità.

Invece, molti Web manager (specialmente quelli appena nominati), vogliono fare un restyling. Questo è ancora più divertente; implica ingaggiare Web designer grandi consumatori di lattine e con tagli di capelli alla moda, che faranno sperticati elogi del marchio e vestiranno un paio di livelli del sito con una nuova grafica scintillante.

Ma il marciume del contenuto scaduto e male organizzato, rimane. L’organizzazione si sente a posto perché “ha fatto qualcosa”. Ma cosa ha fatto? Si è impegnata nel classico popolarissimo passatempo di mettere il rossetto ad un maiale.

Gerry McGovern

Traduzione di

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