La tassa della complessità

Di Gerry McGovern

articolo orginale:

The complexity tax

La tassa della complessità è richiesta da quelli che vogliono creare dipendenza.

Ho letto recentemente di un paese con “corruzione e burocrazia pervasive” e come questo renda estremamente complicato fare del business. Mi ha ricordato un libro “Il Mistero del Capitale”, di Fermando De Soto, in cui si mostrava che più povero è il paese, più complicata è la sua burocrazia.

Mi ha anche ricordato un articolo che ho letto, sul declino dell’impero britannico: mentre il numero di colonie continuava a diminuire, il numero dei burocrati coinvolti nell’amministrazione delle colonie cresceva rapidamente. Strano? Per niente.

Discutendo di un componente software con un dirigente di un’azienda, egli convenne con me che il componente era stato sovraccaricato di un numero eccessivo di funzionalità. Comunque osservò che ogni funzionalità rappresentava almeno un posto di lavoro e qualche volta un gruppo di persone. Cancellare una funzionalità era pertanto equivalente a far piazza pulita di qualcuno. I programmatori erano diventati potenti e stavano cercando di incrementare le funzionalità, non di ridurle.

In un’altra azienda divenne chiaro che la complessità crescente della infrastruttura IT aveva creato una proporzionale dipendenza dell’organizzazione dai sistemi informativi. Io non credo che i sistemi informativi stessero deliberatamente cercando di creare complessità, ma neppure che fossero particolarmente motivati a ridurla.

La maggior parte delle organizzazioni stanno producendo troppo contenuto. Troppe e-mail , troppi PowerPoint, troppi report, troppe pagine Web. Tutta questa generazione di contenuti tiene un sacco di gente occupata. Inoltre una grande quantità di contenuto rende tutto molto più complicato di quanto necessario; naturalmente c’è una ragione per questa complessità.

Se per esempio i documenti legali fossero davvero facili da leggere e comprendere, allora non avremmo bisogno di così tanti consigli dagli avvocati, no? Molti di quelli che creano contenuto hanno un incentivo a renderlo complicato perché genera dipendenza da essi stessi.

La maggioranza di quelli che prendono tangenti nei paesi poveri e corrotti non diventano molto ricchi; in pratica la tassa che la corruzione e la complessità impongono ad un paese, prosciuga le risorse di tutti.
Su un’Intranet la tassa della complessità influenza la produttività e l’efficienza dell’organizzazione. Nel breve termine può portare benefici ad una particolare persona o dipartimento, ma creare applicazioni inusabili e contenuto introvabile e illeggibile, alla lunga avrà un costo per tutti.

Le conseguenze della tassa della complessità su un sito pubblico sono perfino più gravi ed immediate. Nelle economie ricche di denaro e povere di tempo, non c’è peccato più grande che sprecare il tempo della gente; perciò tassate il tempo della gente e lo farete a vostro rischio. Vi concederanno un paio di secondi e poi premeranno il tasto Back.

Ogni sito governativo che ha un monopolio, qui deve prestare ascolto. Se il sito è troppo complicato, allora i cittadini alzeranno il telefono o guideranno fino all’ufficio competente. Perciò un sito complicato significa che i servizi saranno più costosi per tutti.

Ci sono forze in gioco in tutte le organizzazioni che cercano di creare complessità e dipendenza. Queste forze possono essere ben radicate, ma devono essere estirpate se davvero vogliamo abbracciare le promesse che Internet offre.

Gerry McGovern

Traduzione di

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